Groenlandia, migliaia in piazza a Copenaghen contro Trump: “No all’annessione”. Presente anche una delegazione del Congresso Usa
Protesta record in Danimarca contro le mire di Trump sull’Artico: “Kalaallit Nunaat” in piazza
Copenaghen si trasforma in un grande palco politico e simbolico per la difesa della Groenlandia. Oggi, sabato 17 gennaio, diverse migliaia di manifestanti sono scesi in strada nella capitale danese per protestare contro le ambizioni territoriali di Donald Trump, che continua a ribadire la propria intenzione di “acquisire” la Groenlandia, rilanciando uno scenario di tensione internazionale nel cuore dell’Artico.
La mobilitazione arriva in un momento particolarmente delicato, dopo l’avvertimento del presidente degli Stati Uniti su possibili nuovi dazi doganali contro i Paesi che si opporrebbero al progetto di annessione. Una pressione economica che, secondo i critici, rischia di trasformarsi in un’arma geopolitica.
Oltre 15mila manifestanti: bandiere danesi e groenlandesi davanti al municipio
Sotto un cielo grigio e nebbioso, la protesta ha assunto contorni imponenti. I manifestanti, muniti di bandiere groenlandesi e danesi, hanno riempito la piazza del Municipio, trasformandola in una distesa rossa e bianca.
Al centro della mobilitazione, un messaggio chiaro: la Groenlandia non è un territorio “negoziabile”. Dalla folla si è alzato anche lo slogan scandito in groenlandese, con il nome dell’isola ripetuto come un’affermazione identitaria:
“Kalaallit Nunaat!”
Un richiamo diretto alla lingua e alla cultura groenlandese, in risposta a una narrazione internazionale che tende a ridurre l’Artico a una semplice partita di potere.
Il corteo davanti all’ambasciata Usa: “Stop alle mire espansionistiche”
Dopo aver riempito la piazza centrale, la manifestazione si è spostata davanti all’ambasciata degli Stati Uniti, dove gli organizzatori hanno parlato di almeno 15.700 partecipanti.
La protesta – riportata dal quotidiano danese Berlingske – si inserisce in una cornice politica più ampia, segnata dalla crescente preoccupazione in Europa per le dichiarazioni di Trump e per la possibilità che le tensioni si trasformino in un braccio di ferro commerciale e diplomatico.
A Copenaghen anche una delegazione bipartisan del Congresso Usa
Un elemento rilevante della giornata è stata la presenza nella capitale danese di una delegazione bipartisan del Congresso degli Stati Uniti, arrivata a Copenaghen con l’obiettivo di rassicurare il governo danese e la Groenlandia.
Il messaggio, almeno nelle intenzioni, è quello di ridimensionare l’idea di un consenso compatto negli Stati Uniti sulle mire espansionistiche nell’Artico: non tutta Washington, infatti, sarebbe allineata sulla strategia della Casa Bianca.
Murkovsky: “Il 75% degli americani non è d’accordo con Trump sulla Groenlandia”
Durante una conferenza stampa al Parlamento danese, la senatrice repubblicana Lisa Murkovsky ha espresso un dissenso netto, citando un dato che punta a isolare politicamente l’iniziativa di Trump:
“Quando chiedi agli americani se pensano che sia una buona idea che gli Stati Uniti acquisiscano la Groenlandia, la grande maggioranza di loro, circa il 75%, dirà che non pensa sia una buona idea”.
Murkovsky ha inoltre sottolineato che anche il Congresso può esercitare un ruolo istituzionale e politico nella gestione della vicenda:
“Anche il Congresso ha un ruolo”.
Un’affermazione che assume valore particolare nel momento in cui l’amministrazione Trump insiste su una linea aggressiva, anche attraverso minacce economiche e strumenti di pressione commerciale.
Groenlandia, la nuova partita geopolitica dell’Artico
La Groenlandia è diventata negli ultimi anni uno dei punti più sensibili della geopolitica globale. Il suo valore strategico è legato a più fattori:
- posizione geografica cruciale tra Nord America ed Europa
- rotte artiche in evoluzione con il cambiamento climatico
- risorse minerarie e energetiche sempre più ambite
- interesse militare e di sicurezza in un’area contesa tra grandi potenze
In questo contesto, la retorica dell’annessione viene letta da molti come una prova di forza che rischia di destabilizzare i rapporti transatlantici, mettendo sotto pressione la Danimarca e alimentando un fronte di resistenza politica e civile.
Proteste e diplomazia: l’Europa osserva, la Danimarca difende la sovranità
La manifestazione di Copenaghen non è solo un evento di piazza, ma un segnale politico: una parte consistente dell’opinione pubblica danese e groenlandese rifiuta l’idea che la sovranità possa essere messa in discussione tramite pressioni economiche o dichiarazioni unilaterali.
La coincidenza tra la protesta e la visita della delegazione americana evidenzia anche un dato: il dossier Groenlandia è ormai un tema diplomatico di primo piano, destinato a rimanere centrale nel confronto tra Stati Uniti ed Europa.
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