Treviso, 11 soggetti indagati per aver commesso furti presso sportelli ATM di istituti di credito e uffici postali

Le persone coinvolte agivano facendo esplodere degli ordigni fabbricati artigianalmente

Treviso, 11 soggetti indagati per aver commesso furti presso sportelli ATM di istituti di credito e uffici postali.

I Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Treviso, con il coordinamento della locale Procura della Repubblica, hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di applicazione di misure cautelari personali emessa nei confronti di 11 persone ritenute gravemente indiziate di far parte di una associazione a delinquere dedita ad assalti a sportelli automatici di istituti di credito ed uffici postali del Triveneto.

Si tratta di 11 soggetti di nazionalità italiana gravitanti nell’ambiente dei c.d. “giostrai”, colpiti da un’ordinanza cautelare emessa il 25 febbraio scorso dal GIP del Tribunale di Treviso per il reato di associazione a delinquere finalizzata alla commissione di furti aggravati presso sportelli ATM di istituti di credito e uffici postali mediante l’utilizzo di ordigni esplosivi di fabbricazione artigianale. Per 8 indagati è stata applicata la misura della custodia cautelare in carcere mentre gli altri 3 correi sono stati destinatari della misura dell’obbligo di dimora nei comuni di rispettiva residenza.

Dagli elementi raccolti durante le indagini sin qui compiute si può ipotizzare che l’organizzazione, in provincia di Treviso, potesse contare su una base logistico-operativa per pianificare le azioni predatorie e allestire le c.d. “marmotte” esplosive (l’abitazione di due degli indagati) nonché su un garage (di pertinenza dell’abitazione di un altro correo) ove custodire la berlina di grossa cilindrata utilizzata per compiere le scorrerie esplosive.

I singoli reati: Gli indagati sono ritenuti gravemente indiziati, in concorso tra loro e a vario titolo, di 15 furti/tentati furti in danno di istituti di credito e uffici postali delle province di Treviso, Venezia, Rovigo, Pordenone, Udine e Trento, perpetrati nel periodo tra agosto 2020 e maggio 2021:

  • il 5 agosto 2020 a istituto di credito di Valdobbiadene (TV);
  • il 18 febbraio 2021 a ufficio postale di Zoppola (PN);
  • il 4 marzo 2021 a istituti di credito di Muzzana del Turgnano (UD) e San Michele al Tagliamento (VE);
  • il 19 aprile 2021 a istituti di credito di Porto Viro (RO) ed Eraclea (VE);
  • il 21 aprile 2021 a istituti di credito di Novaledo (TN) e Castelnuovo (TN);
  • il 24 aprile 2021 a ufficio postale di Bibione (VE) e istituto di credito di Pravisdomini (PN);
  • l’8 maggio 2021 a istituto di credito di Quarto d’Altino (VE);
  • il 12 maggio 2021 a istituti di credito di Borso del Grappa – fraz. Semonzo (TV), Valdobbiadene (TV), Pieve di Soligo (TV) e a ufficio postale di Moriago della Battaglia (TV).

In base ai risultati delle indagini svolte si è ipotizzato che l’associazione a delinquere si fosse specializzata nella programmatica spoliazione degli sportelli ATM mediante tipico modus operandi consistente nell’impiego di ordigni esplosivi autocostruiti contenenti polvere pirica e/o esplosivo plastico ad alto potenziale con miccia detonante per far deflagrare le casseforti, procedere al trafugamento del denaro contante ivi custodito. Si ritiene che gli indagati si spostassero ad altissima velocità dai luoghi interessati a bordo di autovettura di grossa cilindrata sulla quale venivano trasportati estintori antincendio e disturbatori di frequenze per rendere difficoltose eventuali localizzazioni o inseguimenti da parte delle pattuglie delle Forze dell’Ordine.

I reati per cui si procede hanno fruttato somme comprese fra i 35.000 ed i 60.000 Euro in contanti.

 

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