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Taranto, spaccio di droga nel capoluogo. 22 indagati ritenuti responsabili per detenzione e cessione di sostanze stupefacenti

L'indagine è partita nella primavera del 2021 a seguito dell'arresto in flagranza di un soggetto in possesso di 1 Kg di hashish

Taranto, spaccio di droga nel capoluogo. 22 indagati ritenuti responsabili per detenzione e cessione di sostanze stupefacenti.

La Polizia di Stato di Taranto ha dato esecuzione ad un’ordinanza di applicazione di misure cautelari emessa dal GIP presso il Tribunale di Taranto, su richiesta della Procura di Taranto, nei confronti di 22 indagati ritenuti presunti responsabili dei reati di detenzione e cessione di sostanze stupefacenti ed estorsione.

Dei 22 soggetti colpiti dal provvedimento, 17 sono destinatari della misura della custodia cautelare e 5 della misura dell’obbligo di firma presso gli uffici di polizia giudiziaria.

L’indagine, condotta dagli investigatori della Squadra Mobile di Taranto sotto l’accurata direzione della Procura di Taranto, ha consentito di raccogliere indizia utili a ritenere esistenti diversi gruppi di soggetti dediti in Taranto e provincia, a consistenti attività di spaccio di sostanze stupefacenti, quali hashish, marjuana, cocaina, ecstasy, MDMA ed eroina.

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L’indagine è partita nella primavera del 2021 a seguito dell’arresto in flagranza di un soggetto in possesso di 1 Kg di hashish, consentendo di ricostruire il presunto ruolo di intermediario di un altro soggetto nell’illecita attività di spaccio di sostanze stupefacenti e la rete di contatti tra i fornitori e gli acquirenti, disvelando uno spaccato notevole circa la distribuzione della droga nei diversi quartieri cittadini.

Le figure di spicco emerse quali presunti fornitori delle sostanze stupefacenti sono due soggetti originari del Quartiere Tamburi e di Oria (BR): avvalendosi di un intermediario, avrebbero riversato la sostanza stupefacente in molte piazze di spaccio cittadine ed, in particolare, nella zona di Piazza Messapia.

I presunti collaboratori dell’attività illecita in quella zona sono stati individuati in due uomini i quali, a loro volta, si sarebbero avvalsi della collaborazione di altre 5 persone cui era affidato il compito di custodire e distribuire lo stupefacente.

Tale gruppo poteva contare anche su altre fonti di approvvigionamento riconducibili, da una parte a figure collegate al Quartiere Salinella, dall’altra ad un terzo soggetto residente all’estero.

Le investigazioni hanno anche disvelato una fiorente attività di spaccio che aveva come centro un circolo ricreativo nella zona di via Icco.

Taranto, spaccio di droga nel capoluogo. 22 indagati ritenuti responsabili per detenzione e cessione di sostanze stupefacenti

L’attività captativa a carico degli indagati ha consentito di ricostruire la fitta rete di contatti tra gli indagati, finalizzati alla preparazione delle sostanze stupefacenti, all’attività di spaccio ed alla spartizione degli introiti anche nel corso delle feste organizzate all’interno di una nota discoteca tarantina.

Si tratta del locale di pubblico spettacolo che recentemente è stato destinatario di un provvedimento di sequestro preventivo d’urgenza come conseguenza dell’arresto di tre giovani ritenuti presunti responsabili del reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti nonché del gestore del locale ritenuto presunto responsabile di detenzione di arma da fuoco e munizioni.

Nel corso dell’indagine, sono stati effettuati numerosi riscontri all’esito dei quali quattro soggetti sono stati tratti in arresto ed altri due denunciati perché presunti responsabili di detenzione ai fini di spaccio.

La Procura della Repubblica, valutati gli esiti investigativi, ha avanzato al G.I.P. la richiesta di misure cautelari: tale Autorità Giudiziaria ha ritenuto necessaria l’adozione di 8 misure di custodia cautelare in carcere, di 9 misure degli arresti domiciliari e 5 misure dell’obbligo di firma presso gli uffici di polizia giudiziaria.

Complessivamente risultano indagati nel procedimento cui è stata data esecuzione in data odierna, 51 persone.

È stata riconosciuta altresì la grave sussistenza di indizi inerenti il reato di estorsione aggravata dal c.d. metodo mafioso in quanto un indagato, già condannato per associazione per delinquere di stampo mafioso, forte della sua caratura criminale, si interponeva al fine di consentire la riscossione di un debito dovuto al mancato pagamento di una partita di stupefacenti. In relazione a quest’ultimo reato il GIP di Taranto ha emesso la misura cautelare e trasmesso gli atti per competenza al GIP di Lecce.

Resta ferma la presunzione d’innocenza per tutti gli indagati fino al passaggio in giudicato della sentenza.

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