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Spagna, Tunisia, Albania, Montenegro e la Calabria: si inizia a ricostruire la latitanza di Matteo Messina Denaro

Prima viaggi all'estero per fare affari con la droga, poi gli ultimi due anni a Campobello di Mazara

Spagna, Tunisia, Albania, Montenegro e la Calabria: si inizia a ricostruire la latitanza di Matteo Messina Denaro.

Campobello di Mazara, paese a pochi chilometri dalla sua Castelvetrano. È qui che, con le generalità di “Andrea Bonafede” e sostenendo una vita quasi normale, Matteo Messina Denaro ha trascorso gli ultimi due anni della sua lunga latitanza. Ma dov’è stato prima di tornare nel suo “feudo”?

È questo l’interrogativo a cui cercano di rispondere i magistrati che stanno cercando un nesso tra le vecchie e le nuove informazioni sul boss. Le piste al vaglio porterebbero in tanti luoghi: Spagna, Tunisia, Albania, Montenegro e la Calabria. Viaggi e lunghe permanenze, che come denominatore comune avrebbero la droga.

Un business che, come quello delle scommesse clandestine, è in grado di portare fiumi di soldi liquidi, cioè il tesoretto che serve a mantenere un latitante con un tenore di vita altissimo (si parla di 150 milioni l’anno).

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A quanto pare, Messina Denaro avrebbe viaggiato parecchio, in Italia e all’estero, principalmente per affari, ma anche per divertimento. La documentazione trovata nel covo a Campobello di Mazara aiuterà i magistrati a ricostruire la vita del capomafia trapanese.

foto arresto Mattia Messina Denaro

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