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Operazione “Pietra Tombale”: i Carabinieri smantellano il racket delle estorsioni nel cimitero di Pozzallo

Finite in manette 13 persone

Operazione “Pietra Tombale”: i Carabinieri smantellano il racket delle estorsioni nel cimitero di Pozzallo.

Ingente blitz contro una banda di estorsori e trafficanti di droga a Pozzallo. Sono finite in manette 13 persone, ritenute responsabili – a vario titolo – di diversi episodi di estorsione commessi nell’ambito del settore edilizio all’interno del cimitero di Pozzallo, oltre che di detenzione e spaccio di ingenti quantitativi di sostanze stupefacenti.

L’indagine è condotta dai Carabinieri della compagnia di Modica con il coordinamento dalla Procura della Repubblica di Ragusa. Per 6 degli indagati è stata disposta l’applicazione della custodia cautelare in carcere, per gli altri 7 l’obbligo di firma.

I provvedimenti restrittivi sono stati disposti dal gip del Tribunale di Ragusa, su richiesta della Procura della Repubblica iblea, e sono il risultato della costante ed incessante attività investigativa che i Carabinieri della Stazione di Pozzallo, attraverso sia metodi investigativi tradizionali, con l’osservazione degli spostamenti e delle frequentazioni dei soggetti di interesse operativo che, attraverso gli accertamenti documentali finalizzati all’acquisizione di notizie di rilievo, hanno posto in essere per più di un anno.

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Le attività di indagine hanno preso avvio nel mese di maggio 2022, a seguito dell’incendio di un cantiere edile nel cimitero comunale della città di Pozzallo che ha visto come protagonista uno dei soggetti principali dell’inchiesta. Infatti, quest’ultimo, con il suo atteggiamento intimidatorio sfociato più volte in aggressioni fisiche, danneggiamenti a mezzo incendio delle opere in legno costruite nel cimitero e le sue condotte aggressive, è riuscito per mesi a gestire ed avere sotto controllo tutte le esecuzioni di lavori edili all’interno dell’area cimiteriale pozzallese. Tali condotte, dal punto di vista giuridico, sono state inquadrate dalla Procura della Repubblica nei reati di estorsione, lesioni, danneggiamento seguito da incendio, detenzione e porto abusivo di arma da fuoco, poiché in una circostanza all’interno dell’area cimiteriale sono stati esplosi colpi d’arma da fuoco all’indirizzo del titolare di una ditta che avrebbe dovuto procedere all’esecuzione di alcuni lavori, ma che non aveva ottenuto l’assenso di colui che riteneva di detenere il potere di disporre la realizzazione delle infrastrutture cimiteriali, come se fossero una sua prerogativa, “una sua proprietà”.

Nell’ambito delle attività investigative svolte, la costante presenza dei militari sul territorio ha consentito di constatare un’intensa attività di spaccio, con radici che partivano dal territorio di Catania sino a giungere alle città marinara e della contea, da parte di una serie di soggetti che hanno ceduto nel periodo oggetto d’indagine sostanza stupefacente del tipo marijuana, hashish e soprattutto cocaina pari ad un valore complessivo di circa 50mila euro.

I rapporti tra i soggetti dediti alla vendita e i loro acquirenti sono stati caratterizzati da minacce e violenze fisiche, verificatesi quando i consumatori non riuscivano a compensare il debito contratto, ossia il pagamento del prezzo di favore, stabilito per la cocaina in 50 euro al grammo.

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