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Operazione internazionale contro il gruppo hacker Ragnar Locker

Una serie di lunghe e complesse indagini hanno consentito l’individuazione e il fermo in Francia di un informatico trentacinquenne.

Operazione internazionale contro il gruppo hacker Ragnar Locker.

Roma. Sotto la direzione della Procura di Milano, il Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica (COSC) della Lombardia, con il coordinamento del CNAIPIC del Servizio Polizia Postale, ha condotto una serie di lunghe e complesse indagini che hanno consentito l’individuazione e il fermo in Francia di un informatico trentacinquenne considerato figura di spicco all’interno della gang criminale per il suo ruolo di sviluppatore dei software malevoli utilizzati per la cifratura dei dati delle aziende attaccate.

Ragnar Locker è uno dei maggiori gruppi criminali specializzati in attacchi informatici di tipo ransomware: attacchi distruttivi, in grado di cifrare, e quindi paralizzare, i sistemi colpiti, pregiudicando così l’erogazione di servizi pubblici essenziali in vari settori, quali sanità, energia, trasporti, comunicazioni. L’ospedale israeliano “Mayanei Hayeshua” di Tel Aviv e la principale compagnia aerea portoghese sono solo due tra le recenti e più importanti vittime del gruppo, che in Italia ha colpito, dal 2020, l’Azienda Ospedaliera di Alessandria, la Campari s.p.a., multinazionale leader nel settore food & beverage e la Dollmar s.p.a., importante distributore di prodotti chimico-industriali.

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Sono stati richiesti riscatti da 5 a 70 milioni di dollari per ottenere la restituzione dei dati, ma a fronte del pagamento la restituzione non aveva luogo; seguiva piuttosto l’ulteriore ricatto della pubblicazione sul darkweb dei dati esfiltrati (tecnica della “doppia estorsione”).

Il gruppo criminale dissuadeva altresì le vittime dal rivolgersi alla polizia, minacciando, in caso contrario, di pubblicare i dati sulla propria pagina nel darkweb, chiamata Wall of Shame (il “Muro della Vergogna”), ora sotto sequestro.
Le indagini della Polizia Postale, coordinate dalla Procura della Repubblica di Milano, si sono unite alle indagini della Gendarmeria Francese, del FBI americano e di altri 7 Paesi, e sono confluite in una settimana di azione operativa congiunta – supportata da Eurojust ed Europol e condotta in quattro diversi Paesi – che ha portato al fermo del trentacinquenne presso l’aeroporto di Parigi, alla perquisizione informatica dei device nella sua residenza a Praga, nonché al sequestro dei computer su cui poggiava l’infrastruttura criminale in vari Paesi europei, tra cui Germania, Lettonia, Svezia e Olanda.

L’attività info-investigativa condotta dagli investigatori milanesi, anche mediante intercettazioni telematiche transnazionali dei server in mano al gruppo criminale, è partita dall’analisi forense dei sistemi informatici attaccati da Ragnar Locker nell’ottobre del 2020, ed ha permesso di identificare, ricostruire e localizzare l’intera infrastruttura criminale, protetta da un complesso sistema di anonimizzazione multilivello, che sfruttava server dislocati in tutto il mondo.

L’operazione denominata TALPA, che ha visto coinvolti gli organi investigativi di ben 12 Paesi, costituisce un salto di qualità nelle indagini in materia di ransomware – complessissime, a causa della distribuzione internazionale delle infrastrutture criminali, dell’utilizzo di sistemi di cifratura e anonimizzazione, del ricorso a criptovalute per i pagamenti – e il brillante risultato raggiunto dimostra l’elevata specializzazione degli operatori della Polizia Postale, l’efficace scambio di informazioni con le più importanti forze di polizia cyber internazionali, il prezioso lavoro delle agenzie europee di cooperazione (Eurojust ed Europol).

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