Morte Rebellin, fermato un camionista tedesco: ha già precedenti per reati stradali

L'uomo aveva fatto ritorno in Germania

Morte Rebellin, fermato un camionista tedesco: ha già precedenti per reati stradali.

Nella giornata di ieri Davide Rebellin, ex ciclista professionista, è stato travolto da un camion, mentre in allenamento con una bicicletta da corsa impegnava la rotatoria lungo la strada regionale 11 in direzione di Montebello Vicentino. Il violento investimento causava l’immediato decesso

Le indagini dei Carabinieri

Dopo il primo intervento dei Carabinieri della stazione di Montebello Vicentino, le indagini – con il coordinamento di questa Procura erano svolte dai militari dal Reparto Operativo – Nucleo Investigativo del Comando Provinciale Carabinieri di Vicenza. Si accertava in base alle riprese del sistema di videosorveglianza ubicato in prossimità di un esercizio pubblico che l’urto era stato causato da un autoarticolato Volvo con targa tedesca.

In base alle acquisizioni orali di persone immediatamente intervenute in soccorso del ciclista risultava che l’autista, dopo linvestimento, era disceso dal mezzo avvicinandosi alla vittima e subito dopo aveva ripreso posto a bordo dell‘ autoarticolato, allontanandosi. Il conducente veniva anche fotografato dai presenti

Gli immediati approfondimenti svolti in collaborazione anche con lAgenzia delle Entrate ed il Centro di cooperazione delle Polizia di Italia, Austria e Slovenia di Thorl-Maglern consentivano di accertare che il mezzo era di proprietà di un’ impresa di spedizioni tedesca, con sede in Recke (Renania Settentrionale – Westfalia, Germania) e che l’ autista era giunto in Italia lo stesso giorno il 30 novembre per carichi di merce eseguiti da ultimo, nel primo pomeriggio, presso unimpresa di spedizioni internazionale con sede nell’ Interporto di Verona

Individuato l’uomo alla guida del camion

Gli accertamenti presso la società veronese con acquisizione di copia della carta d’ identità confrontata con le foto scattate sul luogo del sinistro consentivano con certezza di identificare il conducente del mezzo, persona di nazionalità tedesca di anni sessantadue, fratello peraltro del titolare dell’impresa di trasporti tedesca intestataria dell’autoarticolato. L’organo di polizia tedesca di Steinfurt, in contatto con il Servizio di Cooperazione Internazionale di Polizia — SCIP, riferiva nel tardo pomeriggio di ieri, in base ad informazioni assunte dal fratello, che l’autista del mezzo aveva fatto ritorno in Germania con direzione dapprima Berlino e successivamente Recke.

Dal certificato penale del conducente dell’autoarticolato – nei cui confronti si procede per il reati di omicidio stradale e fuga del conducente in caso di omicidio stradale (artt. 589-bis e 589-ter c.p.) risulta una sentenza di applicazione della pena (c.d. patteggiamento) emessa dal Tribunale di Foggia in composizione monocratica nell’anno 2001 per il reato di cui all’ art. 189 comma 6 Codice della Strada (violazione dell’ obbligo di fermarsi in caso di incidente con danno alle persone).

La pena è stata successivamente dichiarata estinta per decorso del tempo. Nell‘anno 2014 al conducente peraltro risulta ritirata la patente di guida da parte della Polizia Stradale di Chieti per guida in stato di ebbrezza. 

Sono in corso da parte di questa Procura che procederà nei prossimi giorni alle operazioni autoptiche – i necessari approfondimenti per l’ esatta ricostruzione della dinamica dell’ incidente ai fini delle determinazioni ulteriori e delle iniziative da assumere in relazione alle condotta tenuta dall‘autore dell’investimento.

Le dichiarazioni del Colonnello dei Carabinieri Giuseppe Moscati

“Le ininterrotte ricerche e la serrata attività di indagine, condotta sotto la guida della locale Procura della Repubblica, hanno consentito ai Carabinieri di Vicenza di dare un volto e un nome al conducente del mezzo pesante, che ha travolto e ucciso Davide Rebellin. Nelle immediatezze del fatto – spiega il Colonnello dei Carabinieri, Giuseppe Moscati -, è stato attivato uno strutturato e capillare sistema di ricerche sia sul campo – attraverso il coordinamento di tutte le centrali operative e i Carabinieri sul territorio, in sinergia con le altre forze dell’ordine – sia, una volta acclarata l’origine del sospettato, all’estero, mediante i canali Interpol, di cooperazione internazionale”.

“Da qui – continua Moscati – ne è derivata una minuziosa ricostruzione dei successivi spostamenti del cittadino tedesco, in viaggio verso il paese di origine. Non sappiamo se ciò basterà ad alleviare il dolore che sta attraversando la comunità locale e italiana tutta, ma rivolgo il ringraziamento a tutti coloro i quali, dalle Istituzioni alla gente comune, hanno sostenuto i Carabinieri nelle ricerche, supportandoli alla veloce individuazione ed identificazione dell’indagato”.

Presunzione d’innocenza

In osservanza delle disposizioni del decreto legislativo 8 novembre 2021, n. 188 si rappresenta che il procedimento penale è in fase di indagine preliminare e che, per il principio della presunzione di innocenza, la colpevolezza della persona sottoposta ad indagine in relazione alla vicenda sarà definitivamente accertata solo ove intervenga sentenza irrevocabile di condanna. 

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