Milano, la Polizia Ferroviaria arresta due uomini e rintraccia due uomini ricercati

Milano, ieri gli agenti della Polizia Ferroviaria hanno arrestato due cittadini marocchini di 25 e 22 anni, irregolari sul territorio nazionale, per il reato di rapina aggravata in concorso. I poliziotti, impegnati in un servizio antiborseggio, transitando nella piazza adiacente la stazione centrale, hanno notato due giovani che discutevano animatamente con un food rider in sella alla propria bicicletta. Alla vista della Polizia, i due giovani sono scappati.

Il malcapitato ha raccontato di essere stato avvicinato dai due i quali, dopo avergli puntato addosso un taglierino, si sono fatti consegnare il cellulare e la somma di 200 euro.  Gli agenti hanno rincorso i due soggetti bloccandoli all’interno della Stazione Centrale. A seguito della perquisizione è stato rinvenuto il taglierino ed il telefono cellulare che è stato restituito alla vittima, mentre non è stata rinvenuta la somma di denaro.

Inoltre, ieri gli agenti hanno eseguito un ordine di carcerazione nei confronti di un cittadino tunisino di 46 anni, irregolare sul territorio nazionale, ricercato per reati inerenti allo spaccio di stupefacenti.

I poliziotti, impegnati in un servizio di vigilanza nella stazione di Milano Porta Garibaldi, hanno identificato un uomo che destava sospetti. A seguito di accertamenti, gli agenti hanno appreso che la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Milano, pochi giorni prima, aveva emesso un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti dell’uomo dovendo espiare una pena di 11 mesi e 28 giorni di reclusione, per reati legati allo spaccio di sostanze stupefacenti.

Infine, sempre ieri gli agenti hanno eseguito un provvedimento di applicazione della misura di sicurezza detentiva del ricovero in struttura sanitaria nei confronti di un cittadino italiano di 46 anni, per reati di minacce e procurato allarme.

I poliziotti, impegnati in un servizio di vigilanza all’interno della Stazione Centrale, hanno identificato un uomo, visibilmente trasandato, che destava sospetti. Dalla banca dati è emerso che il soggetto, ritenuto socialmente pericoloso, doveva essere accompagnato presso una residenza per esecuzione di misure di sicurezza, per un periodo non inferiore a un anno.

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