Inveruno, litiga col padre poi ruba un’auto: bloccato, era evaso dai domiciliari

Inveruno (Milano), a mezzanotte circa una chiamata al 112 per una violenta lite tra padre e figlio. A richiedere l’intervento di una pattuglia è stato un 63enne che lamentava di non riuscire a contenere l’altro che era in preda ad una crisi rabbiosa. La Centrale Operativa di Legnano ha subito inviato due pattuglie. Una più vicina è giunta subito presso l’abitazione a ridosso della Via Palestro. L’altra, del Comando della Stazione di Busto Garolfo, inviata in supporto qualora la lite fosse ancora in corso, si avviava celermente per raggiungere i colleghi. Erano infatti più di una le richieste che provenivano dall’uomo, evidentemente in difficoltà. All’arrivo dei Carabinieri a casa però, il figlio del richiedente non era più presente. L’abitazione era completamente a soqquadro, con numerose suppellettili rotte ed oggetti in frantumi, e il richiedente era evidentemente trafelato e provato.

Intanto i Carabinieri di Busto Garolfo, giunti ad Inveruno, nel transitare dalla Via Como, sorprendevano un uomo, di circa 30 anni, che aveva sfondato il vetro di una vecchia Renault Twingo, parcheggiata in strada, e stava armeggiando all’interno. I militari, fermatisi a ridosso del mezzo, riuscivano a bloccarlo mentre era ancora calato in auto, riuscendo a impedirne la fuga.

La pattuglia che si trovava presso l’abitazione dove era avvenuta la lite verificava e comunicava alla Centrale Operativa che l’uomo che stava litigando con il padre, che aveva gravemente danneggiato mobili e suppellettili, era un 32enne originario di Nerviano che si trovava lì, presso il genitore, poiché ristretto ai domiciliari. Allontanandosi era quindi evaso, e venivano diramate immediatamente le ricerche.

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Ricerche immediatamente bloccate perché si verificava che il soggetto era proprio quello arrestato dai Carabinieri di Busto Garolfo mentre tentava di rubare un’autovettura.

L’uomo è stato tradotto presso il Comando Compagnia di Legnano per essere sottoposto ai rilievi fotosegnaletici e poi essere ristretto nelle celle del comando in attesa della convalida avvenuta in data odierna. La proprietaria dell’autovettura, chiamata, ha sporto denuncia constatando i danni.

 

 


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