Donne. L'Arma dei Carabinieri sempre più vicina alle vittime

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Non conosce sosta l’attività di contrasto alla violenza di genere posta in essere dai Carabinieri del Comando Provinciale di Milano nell’ambito dei numerosi interventi posti in essere quotidianamente a tutela delle fasce deboli. In particolare, dall’inizio dell’anno sono 172 gli arresti effettuati per i reati di stalking e maltrattamenti in famiglia, mentre si attestano ad oltre 50 le denunce in stato di libertà per i medesimi reati.
L’ultimo drammatico evento consumatosi a Seveso (MB) nella notte di ieri costituisce un episodio emblematico della violenza che può maturare all’interno della coppia o nell’ambito familiare e colpire in maniera particolare le donne.
Per fronteggiare l’odioso fenomeno, il Comando Provinciale Carabinieri di Milano ha promosso un ciclo di conferenze – tenute da magistrati ed esperti di settore – rivolte a tutti i militari, con specifico riferimento ai Comandanti di Stazione e al personale femminile, al fine di accrescerne la sensibilità per il riconoscimento degli elementi indicatori e predittori di tali forme di violenza, nonché approcciare nel modo più professionale e rassicurante possibile le vittime. Inoltre, sempre in ambito provinciale, è stata istituita un’apposita task force composta da personale femminile professionalmente formato per l’accoglienza e l’intervento nei confronti dei soggetti appartenenti alle fasce deboli, con lo scopo di conquistarne la fiducia e aiutarli ad aprirsi nel denunciare gli episodi di violenza subiti. In tale ottica, nel mese di settembre, presso il Comando Gruppo Carabinieri di Monza, è stato inaugurato un locale adibito alle audizioni protette di donne e minori, nell’ambito del progetto “Una stanza tutta per sé”, iniziativa che si colloca in un progetto nazionale dedicato alle vittime di violenza, appartenenti alle cosiddette fasce deboli.
Rappresentativo dell’attività sul territorio dei 123 reparti dell’Arma del Comando Provinciale di Milano, è certamente l’arresto operato all’inizio del mese in corso a Magenta (MI), dove i Carabinieri della Stazione di Bareggio (MI) sono intervenuti su richiesta di una 41enne che segnalava sotto casa la presenza dell’ex compagno 44enne, autore, alcuni giorni prima, di un’aggressione con schiaffi e pugni. L’intervento degli uomini dell’Arma ha permesso di bloccare il violento, intenzionato ad accanirsi sulla donna con un coltello a serramanico e un flacone di acido muriatico.
Nel mese di ottobre, a Villa Cortese (MI), a finire in manette è stato un 74enne, autore di maltrattamenti nei confronti della moglie 69enne, che aveva percosso fino a causarle la rottura del femore.
A settembre, a Rozzano (MI), i Carabinieri erano intervenuti per bloccare un 31enne marocchino che aveva aggredito tra le mura domestiche la convivente. In quell’occasione, gli operanti dopo aver soccorso e rassicurato la vittima, ne avevano raccolto le confidenze, portando alla luce mesi di soprusi tenuti nascosti per amore.
Nel capoluogo, a luglio, un 19enne al culmine di una violenta lite per futili motivi di convivenza con la madre e la sorella, aveva danneggiato gli arredi e le suppellettili dell’appartamento, nonché minacciato di morte le due donne impugnando alcuni cocci di vetro e dando fuoco, in direzione delle vittime, alla lacca per capelli contenuta in una bomboletta spray, fortunatamente senza conseguenze.
Risale invece a marzo la caduta di una filippina 51enne dalla finestra di un condominio di Basiglio (MI). Inizialmente si era ipotizzato un gesto anti-conservativo, ma la puntuale ricostruzione dei fatti da parte dei Carabinieri della locale stazione permetteva di accertare come la donna subisse da tempo vessazioni e violenze da parte del fratello convivente 40enne, dedito al consumo di alcool e di stupefacenti, in particolare di shaboo, e che la vittima era stata defenestrata, dopo essere stata ripetutamente picchiata.
Nel corso dello stesso mese finiva in manette un 44enne originario dello Sri Lanka, all’esito di un intervento dei Carabinieri di Corsico (MI), giunti in soccorso di una 44enne bengalese che, in pigiama e a piedi nudi, era scappata dall’abitazione saltando dalla finestra, per riparare dalle ripetute percosse e dalle minacce di decapitazione del marito. La donna si era celata dietro il bancone di un bar, non prima di aver nascosto la figlia di 5 anni sotto il letto, subito recuperata e messa al sicuro dagli uomini dell’Arma.

 

Articolo di Laura Marinaro

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