Cremona, appostato, aspettava l’ex per minacciarla e prenderla a pugni e schiaffi

Cremona, iI Commissariato P.S. di Crema ha dato esecuzione alla misura cautelare dell’allontanamento dalla casa famigliare e del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa, nei confronti di un cittadino Rumeno di anni 34 residente a Crema resosi responsabile dei reati previsti dagli artt.572 (Maltrattamenti in famiglia) e 582 c.p. (Lesioni personali) nei confronti della compagna convivente, una donna Moldava di anni 42.

Il provvedimento veniva emesso al termine di una complessa e mirata attività d’indagine svolta dal Commissariato a seguito della denuncia presentata dalla donna che presentatasi presso questi Uffici denunciava di subire maltrattamenti da alcuni anni dal compagno spesso in preda agli effetti dell’abuso di alcol.

I comportamenti illeciti consistiti in violenza fisica, psicologica ed economica, ingeneravano un fondato timore nella vittima per la propria incolumità costringendola a cambiare abitazione e a modificare il suo stile di vita. La vittima dopo aver subito per anni le violenze del compagno, esasperata dalla situazione e capendo che non si sarebbe risolta ma al contrario si sarebbe aggravata sempre di più, decideva di rivolgersi alla Polizia di Stato per aver un aiuto. L’escalation si aveva una sera all’inizio di giugno nella quale l’indagato attendeva la donna sulla pubblica strada all’esterno del luogo di lavoro di quest’ultima e dopo aver cercato inutilmente di convincerla a rimettersi insieme, iniziava a minacciarla e a colpirla con pugni e schiaffi.

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Le investigazioni svolte da questo Ufficio permettevano di acquisire elementi comprovanti le responsabilità dell’indagato nelle vicende in questione; veniva attivata la prevista procedura denominata “CODICE ROSSO” che consentendo all’A.G. di emettere in breve tempo la misura cautelare dell’allontanamento dalla casa famigliare e del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa. Visto il crescendo delle condotte poste in essere dall’indagato, sempre più gravi e pericolose, si ritiene che il provvedimento restrittivo abbia evitato ulteriori fatti criminosi a danno della donna.


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