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Cosa nostra, dopo 26 anni torna libero Gaspare Spatuzza

Il pentito che ha svelato il depistaggio di via D'Amelio

Cosa nostra, dopo 26 anni torna libero Gaspare Spatuzza.

Il 3 maggio 2021 era tornato in libertà Giovanni Brusca. Ora, dopo 26 anni tra carcere e domiciliari, torna libero anche Gaspare Spatuzza. La notizia è stata anticipata dal Corriere della Sera.

Il pentito ha ottenuto la libertà vigilata: già da due settimane non avrebbe più i vincoli della detenzione domiciliare a cui era sottoposto dal 2014. Per cinque anni dovrà attenersi ad alcune prescrizioni, come non frequentare “abitualmente” pregiudicati o non uscire, senza autorizzazione, dalla provincia in cui abita.

Spatuzza, nato a Palermo l’8 aprile 1964, era affiliato alla famiglia di Brancaccio, quella dei fratelli Filippo e Giuseppe Graviano.

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Soprannominato ‘u Tignusu (per la sua calvizie) o l’imbianchino (per il mestiere che svolgeva), si è autoaccusato di aver rubato la Fiat 126 impiegata come autobomba in via D’Amelio, dove il 19 luglio 1992 sono morti Paolo Borsellino e gli uomini della sua scorta, smascherando il falso pentito Vincenzo Scarantino, che era al centro dei depistaggi sulla strage.

Ha ricevuto condanne per oltre 40 omicidi. L’Antimafia lo ha catturato nel 1997 all’ospedale Cervello di Palermo. Spatuzza è tra gli autori materiali dell’omicidio di Don Pino Puglisi nel 1993. Ha preso parte al rapimento del 13enne Giuseppe Di Matteo – poi sciolto nell’acido – per vendicarsi del padre Santino e del suo pentimento.

Anni dopo, però, arriva anche il suo pentimento, che risale all’estate del 2008. Tra le sue dichiarazioni anche quelle che hanno mandato a processo Matteo Messina Denaro per le stragi del 1992. Spatuzza, che ora ha 59 anni, in passato ha raccontato che la sua collaborazione con la giustizia fa parte di una conversione religiosa che lo ha fatto avvicinare al cattolicesimo.spatuzza

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