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Brescia, truffa sui fondi europei per i pascoli: sequestro di beni da 170 mila euro

“Falsi contratti che attestavano la disponibilità di appezzamenti di terreno, per frodare l'UE dei sussidi per l'uso dei pascoli”

Brescia, truffa sui fondi europei per i pascoli: sequestro di beni da 170 mila euro.

In un’indagine sulla frode relativa ai sussidi dell’UE in agricoltura per l’utilizzo dei pascoli, coordinata dalla Procura europea (EPPO) di Venezia, ieri i Carabinieri Forestali del Gruppo di Brescia hanno eseguito un provvedimento di sequestro preventivo per un importo di 171mila euro.

Il provvedimento è stato emesso il 16 maggio scorso dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Trento, nei confronti di una società con sede in Trentino e quattro persone fisiche, “per i contributi europei dei quali viene contestata l’indebita percezione per gli anni 2020 e 2021”.

L’indagine nasce da un’attività di controllo svolta dai Carabinieri Forestali di Breno nell’estate del 2020, nell’ambito delle cosiddette “truffe dei pascoli”, “tramite un sistema comprensivo di falsi contratti che attestavano la disponibilità di appezzamenti di terreno, per frodare l’UE dei sussidi per l’uso dei pascoli”.

Due aziende risultano sotto indagine: una cooperativa con sede a L’Aquila e un’altra società con sede in Trentino-Alto Adige. I suoi amministratori avrebbero redatto e presentato falsi contratti affermando di avere diritti di gestione su terreni nei comuni di Saviore dell’Adamello (Brescia) e Valdaone (Trento) per ottenere le sovvenzioni previste dalla Politica Agricola Comune (PAC) dell’Unione Europea, nell’ambito del regime dei pagamenti diretti e del programma di sostegno allo sviluppo rurale.

Il Giudice del Tribunale di Trento ha disposto anche il sequestro preventivo dei titoli della PAC (Politica Agricola Comune) detenuti dalla società trentina, per un valore stimato di circa 55 mila euro.

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