Benevento, appalti pubblici truccati: 11 procedure sotto inchiesta, 18 persone indagate

Benevento, allesito di complessa indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Benevento, i Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Benevento hanno dato esecuzione nelle province di Benevento, Napoli, Caserta, Avellino e Salernoad unordinanza applicativa di misure cautelari personali, di cui 8 misure degli arresti domiciliari e 10 misure interdittive del divieto temporaneo di contrattare con la pubblica amministrazione per 12 mesi, emessa dal GIP presso il Tribunale di Benevento, su richiesta della locale Procura della Repubblica, nei confronti di 18 indagati, pubblici ufficiali in servizio presso la Provincia di Benevento, professionisti e imprenditori, allo stato ritenuti gravemente indiziati a vario titolo e in concorso tra lorodei delitti di corruzione aggravata, turbata libertà degli incanti, rivelazione di segreti dufficio ed emissione di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti in relazione ad 11 procedure pubbliche di appalto indette e/o gestite dalla Provincia di Benevento, Provincia di Caserta e Comune di Buonalbergo (BN), nonché dei reati di tentativo di induzione indebita a dare o a promettere utilità, tentativo di concussione, turbata libertà del procedimento di scelta del contraente e falso ideologico. Nei confronti di quattro indagati è stato altresì disposto dal GIP, ed eseguito in data 24 novembre, il sequestro preventivo, anche per equivalente, di somme di denaro pari a complessivi 49.500,00 mila euro, costituenti il prezzo dei reati di corruzione finora accertati e di cui si ritiene siano già stati acquisiti elementi in relazione alla loro effettiva consegna tra privati corruttori e pubblici ufficiali/intermediari dei pubblici ufficiali corrotti

 

Lattività investigativa ha tratto origine dalle puntuali dichiarazioni di un ingegnere dipendente della Provincia di Benevento, che si recava spontaneamente presso gli Uffici del Comando Provinciale di Benevento denunciando una istigazione alla corruzione, consistente nella consegna di una somma di mille euro in contanti custodita in una cartellina, commessa ai suoi danni da un collega, funzionario della Provincia di Benevento e sindaco di un Comune del beneventano: in particolare i due, al momento dei fatti lamentati, erano rispettivamente presidente e membro della commissione giudicatrice di una procedura pubblica di appalto, gestita dalla Provincia di Benevento, avente ad oggetto la progettazione esecutiva e la direzione lavori inerenti alla nuova costruzione di istituto scolastico allinterno e confinante con larea scolastica dellesistente I.I.S. A.M. De Liguori di SantAgata deGoti (BN), dallimporto complessivo di euro 204.536,08. Oggetto della consegna, secondo quanto è poi emerso dalle attività, era il compimento di atti contrari ai doveri dufficio, già commessi e da compiere, per favorire il raggruppamento temporaneo di professionisti che si era aggiudicato provvisoriamente la procedura. Lo sviluppo delle indagini consistite nellescussione di persone informate sui fatti, acquisizione di documentazione, plurime attività tecniche nonché accertamenti bancari e patrimoniali (su questultimo aspetto, con lausilio di personale in servizio presso il Comando provinciale della GDF di Benevento aggregato agli uffici della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Benevento) consentiva progressivamente di acquisire gravi indizi di colpevolezza, in ordine a numerosi episodioggetto di provvisoria contestazione, di corruzione e turbata libertà degli incanti riguardanti ulteriori e diversi appalti pubblici, il tutto inserito in un quadro di sistematica deviazione dal corretto svolgimento delle pubbliche funzioni e di pregiudizio alla libera concorrenza tra le imprese e alla selezione delle migliori offerte nel settore delle procedure ad evidenza pubblica. In particolare, monitorando il funzionario pubblico sopra citato, emergeva la figura di un professionista, titolare di unimpresa di progettazione con sede a Benevento, a lui strettamente legato e con lui costantemente operante nellattività corruttive o di turbativa di importanti procedure pubbliche inerenti ad appalti di servizi di ingegneria e progettazione ovvero di affidamento di lavori. La notevole complessità dellindagine è stata determinata dalle diverse modalità con cui gli indagati hanno agito, pattuendo accordi corruttivi o turbando procedure di gara senza seguire mai un unico schema comportamentale: le utilità promesse o consegnate sono consistite in somme di denaro in contanti versate/ricevute sia prima della indizione dellappalto che successivamente allaggiudicazione, ovvero somme di denaro stabilite in percentuale rispetto allimporto dellappalto e dissimulate dallaffidamento formale di incarichi professionali agli indagati o da fatture per operazioni inesistenti o anche mediante scambio di favori nellaffidamento di incarichi

Nel prosieguo delle attività venivano acquisiti gravi indizi in ordine ad ulteriori episodi corruttivi riguardanti i seguenti appalti

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laffidamento dei lavori di miglioramento, adeguamento, messa in sicurezza e riammagliamento tra le strade provinciali SP. nn. 30, 32, 33, 34 e 45 I lotto, procedura pubblica indetta dal Comune di Buonalbergo (BN

laffidamento di lavori di riammagliamento, miglioramento, riqualificazione e messa in sicurezza della s.p. 45 Montefalcone di Val Fortore s.s. 90 bis, procedura pubblica indetta dalla Provincia di Benevento per un importo a base dasta di complessivi 4.605.325,61 

laffidamento dei lavori di bonifica e messa in sicurezza permanente dellex discarica comunale di Buonalbergo località Cerreto di 1.591.827,75 , gestita dal comune di Buonalbergo

laffidamento di lavori di ripristino della funzionalità e messa in sicurezza di tratti delle SP. 4548 4950 per un importo di complessivi euro 535.363,86, gestita dalla Provincia di Benevento 

Nel corso delle indagini, inoltre, le conversazioni intercettate consentivano di svolgere ulteriori approfondimenti investigativi su ulteriori gare, e segnatamente quelle relative alla manutenzione degli istituti scolastici in cui stazione appaltante è la Provincia di Benevento. Sulle numerose gare oggetto di interesse da parte degli indagati, si è ritenuto che per una di esse ed in particolare per la manutenzione dellistituto Livatino di Circello (BN), dallimporto di euro 998.000,00sia stata raggiunta la gravità indiziaria di due distinte turbative con il coinvolgimento del vertice politico della Provincia che dava indicazioni sulla impresa che doveva aggiudicarsi la gara Non può non segnalarsi che in alcune delle conversazioni, peraltro, alcuni indagati conversando tra di loro o con terze personefacevano espresso riferimento ad un sistema che prima vedeva la parte tecnicaprevalere nel favorire le imprese protette, per amicizia o per elargizioni di somme di denaro, e che adesso stava andando in crisi per le richieste della parte politicadi contare. Lamentandosi i principali autori della spartizionedi una iniqua e asimmetrica spartizione tra i tecnicie la parte politicadelle nove procedure riguardanti la manutenzione delle scuole, al punto che emergeva 

lipotesi che le procedure amministrative delle gare avrebbero potuto anche avere dei rallentamenti se non fosse stato trovato un punto di equilibrio nella gestione illecita degli affidamenti. Nel corso dellattività investigativa venivano altresì acquisiti elementi di gravità indiziaria in relazione alla turbativa dasta di due gare di appalto concernenti la progettazione di lavori per la riduzione del rischio idraulico e idrogeologico sui torrenti denominati Capuano e Ratello di Guardia Sanframondi, gestite come stazione unica appaltante dalla Provincia di Benevento. Il tenore delle conversazioni captate, da cui si desumeva linteresse alla gestione illecita degli appalti in corso di svolgimento, trovava conferma secondo lipotesi accusatoria accolta dal GIPnelle successive denunce di un ex Dirigente della Provincia di Benevento e delloriginario denunciante. In particolare lex dirigente, recatosi spontaneamente in Procura, riferiva di aver ricevuto reiterate pressioni da parte del presidente della provincia di Benevento per cui lavorava, in un momento in cui aspirava ad una riconferma, al fine di pubblicare nel più breve tempo possibile e senza pubblicazione in gazzetta ufficialeuna procedura para comparativa per lincarico temporaneo ex art. 110 TUEL di Dirigente dellArea Tecnica al fine poi di selezionare un nominativo predeterminato. Levento tuttavia non si realizzava per il rifiuto opposto dal denunciante. Per questi motivi si contestavano provvisoriamente, nei confronti del presidente della provincia di Benevento pubblico ufficiale, autore delle condotte sopra descrittei delitti di tentativo di induzione a dare o promettere utilità e turbata libertà degli incanti. Eopportuno precisare che il Dirigente dellArea Tecnica è componente di diritto, in qualità di Presidente, in tutte le commissioni giudicatrici di appalti pubblici indetti e gestiti dallarea tecnica dellente locale. Per tale motivo si è ritenuto che la condotta denunciata si inserisse coerentemente nel quadro di condotte deviate che erano già in corso di accertamento per ulteriori e diverse procedure. Infine, sono stati contestati al citato Dirigente, poi nominato, in servizio presso la Provincia di Benevento i reati di falso ideologico, di turbata libertà degli incanti e di tentativo di concussione in ordine a due diverse gare dappalto. Nella prima attestava contrariamente al vero che si rendeva necessario affidare il predetto incarico a professionalità esterne allamministrazione in considerazione del carico di lavoro dei dipendenti in servizio allinterno dellente, mentre in realtà era consapevole che un funzionario della Provincia di Benevento, a seguito di interpello interno, aveva manifestato la sua disponibilità a svolgere la direzione dei lavori, adoperandosi anche per far negare il nulla osta a tale dipendente: in tale maniera consentiva laffidamento di un servizio –che peraltro veniva aggiudicato alla stessa società di professionisti coinvolta nellepisodio corruttivo avente ad oggetto la gara pubblica indetta dalla Procedura di Casertache si sarebbe potuto espletare con inferiore esborso di denaro pubblico per la pubblica amministrazione. Da ultimo, con riferimento ad altra gara, il predetto Dirigente intendeva imporre ad un dipendente dellEnte preposto alla gara la indicazione di 5 imprese da lui prescelte senza alcun criterio di trasparenza e rotazione, che avrebbero dovuto essere invitate e tra le quali vi sarebbe stata laggiudicataria della procedura consegnando allo stesso un fogliettino manoscritto e poi un foglio dattiloscritto recanti lindicazione delle imprese. Levento tuttavia non si realizzava, per il rifiuto del dipendente.

 

 


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