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A Padova oltre 10mila persone per l’addio commosso a Giulia Cecchettin

Il padre della ragazza: «La sua morte sia una svolta contro la violenza sulle donne»

A Padova oltre 10mila persone per l’addio commosso a Giulia Cecchettin.

Quando i funerali celebrati nella Basilica di Santa Giustina, a Padova, terminano, una folla commossa saluta il feretro di Giulia Cecchettin. Oltre 10mila le persone che all’interno e all’esterno della basilica si stringono al dolore della famiglia della 22enne uccisa dall’ex, Filippo Turetta. Un forte e lungo applauso, grida, campanelli.

«Che la memoria di Giulia ci ispiri a lavorare insieme contro la violenza, che la sua morte sia la spinta per cambiare». Questo l’auspicio del padre della ragazza, Gino Cecchettin, durante il suo messaggio. «Mia figlia Giulia era proprio come l’avete conosciuta, una giovane donna straordinaria, allegra e vivace, mai sazia di imparare. Ha abbracciato la responsabilità della gestione familiare dopo la prematura perdita della sua amata mamma», aggiunge.

«Il femminicidio – sottolinea Gino Cecchettin è spesso il risultato di una cultura che svaluta la vita delle donne, vittime di coloro che avrebbero dovuto amarle; invece sono state vessate, costrette a lunghi periodi di abusi, fino a perdere la loro libertà, prima di perdere anche la vita. Come può accadere tutto questo. Come può essere successo a Giulia?».

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«Ci sono tante responsabilità – conclude Cecchettinma quella educativa coinvolge tutti. Mi rivolgo per primi agli uomini: per primi dobbiamo dimostrare di essere agenti di cambiamento, contro la violenza di genere» Infine, con un filo di voce: «Cara Giulia è il momento di lasciarti andare, salutaci la mamma. Impareremo a danzare sotto la pioggia. Grazie per questi 22 anni».

Le telecamere riprendono la stretta di mano e l’abbraccio tra il Ministro Carlo Nordio e il padre di Giulia durante lo scambio del segno di pace. Cecchettin riceve anche l’abbraccio di altri rappresentanti delle istituzioni, tra cui il presidente del Veneto Luca Zaia, e il sindaco di Padova, Sergio Giordani, oltre ad altre personalità della politica, e amici della famiglia.

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Il vescovo di Padova, monsignor Claudio Cipolla, nell’omelia dei funerali, dice: «Non avremmo voluto vedere quello che i nostri occhi hanno visto né avremmo voluto ascoltare quello che abbiamo appreso nella tarda mattinata di sabato 18 novembre. Per sette lunghi giorni abbiamo atteso, desiderato e sperato di vedere e sentire cose diverse. Ed invece ora siamo qui, in molti, con gli occhi, anche quelli del cuore, pieni di lacrime e con gli orecchi bisognosi di essere dischiusi ad un ascolto nuovo».

Infine, monsignor Cipolla rivolge una preghiera affinché il Signore possa insegnare «la pace tra generi, tra maschio e femmina, tra uomo e donna. Vogliamo imparare l’amore e vivere nel rispetto reciproco, cercando anzi il bene dell’altro nel dono di noi stessi. Non possiamo più consentire atti di sopraffazione e di abuso; per questo abbiamo bisogno di concorrere per riuscire a trasformare quella cultura che li rende possibili». Chiaro l’invito ai giovani a prendere coscienza delle loro possibilità concrete per la costruzione di una società fondata sul rispetto reciproco: «Avete a disposizione le università e gli studi, avete possibilità di incontri e confronti a livello internazionale, avete più opportunità e benessere rispetto a 50 anni fa. Nella libertà potete amare meglio e di più: questa è la vostra vocazione e questa può e deve diventare la vostra felicità».

Un applauso e palloncini bianchi a forma di cuore salutano l’uscita del feretro di Giulia anche dalla chiesa di Saonara, dopo una cerimonia funebre in forma privata. Gino Cecchettin, stretto ai figli Elena e Davide attende che il feretro entri nel mezzo funebre e si dirige a piedi verso il cimitero. «Guardo il cielo e ti vedo in mezzo alle stelle, che fai a metà di un gelato con la mamma. Prima o poi ci rivedremo, lo prometto, ma fino a quel momento so che sarai con me, perché sei il mio angelo custode, perché in fin dei conti lo sei sempre stato». È il saluto straziante di Elena alla sorella.

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