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The Whale – la recensione

The Whale – la recensione.

The Whale è il nuovo film di genere drammatico diretto Darren Aronofsky, candidato a 3 premi Oscar: Migliore attore protagonista, Migliore attrice non protagonista, Miglior trucco. La trama si adatta all’omonima opera teatrale di Samuel D. Hunter, gira intorno a Charlie (Brendan Fraser), un insegnante di inglese solitario che soffre di grave obesità e cerca di riallacciare i rapporti con la figlia adolescente (Sadie Sink) allontanata dopo essersi dichiarato omosessuale.

La disamina:

The Whale squarcia il cuore e si fatica nel rimetterne insieme i pezzi. È un film girato interamente all’interno di quattro pareti dalle quali non si sfugge, l’inquadratura della macchina da presa, volontariamente si focalizza su piani sequenza stretti, soffocanti, esattamente la sensazione che prova il protagonista Charlie a causa della sua grave forma di obesità, e che proviamo tutti noi alla visione del film.Aronofsky, non necessariamente dona un’opera con l’intento di commuovere o straziare, ma senz’altro lavora sulla volontà di scuotere le coscienze destando fastidio, un fastidio originato dai personaggi, dalla narrazione e dall’impotenza da parte del pubblico di non poter essere parte attiva della storia che sta guardando.
The Whale, con i suoi accenni letterari a Moby Dick di Herman Melville, destruttura una parabola di vita, che pone in lotta continua, la fede e la scienza; ciò che insegue Charlie, è una redenzione che lo scagiona dall’errore di non essersi assunto le responsabilità paterne in passato, abbandonando la figlia di soli otto anni, per inseguire l’amore.
Il peso di 250 kg, raggiunto per cause emotive, che lo hanno scosso fortemente, corrisponde alla gabbia fisica ed interiore in cui egli stesso si è rinchiuso, condannandosi all’infelicità, alla solitudine e alla morte.
Il topic dell’amore incondizionato avanza attraverso la poetica narrativa, e si esprime in modo folgorante, talvolta esagerando, soprattutto nella parte finale del lungometraggio. Un amore che va oltre la morte, quello per la figlia, che Charlie cercherà di recuperare, riallacciando i rapporti con lei.
Memorabile la prova interpretativa di Brendan Fraser, che lo fa volare in alto, ponendolo tra i più quotati agli Oscar come Migliore attore protagonista. Chissà, magari sarà proprio lui a stringere tra le mani la statuetta tanto ambita.

The Whale – la recensione

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