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Emilia-Romagna: Online il Bilancio di genere 2021, oltre 1 miliardo di euro per attività e servizi a sostegno delle donne

il 18% in più rispetto all’anno precedente.

Emilia-Romagna: Online il Bilancio di genere 2021, oltre 1 miliardo di euro per attività e servizi a sostegno delle donne.

Uno strumento per analizzare le politiche regionali e orientare quelle future. Con due obiettivi: promuovere una reale parità tra uomo e donna, superando le tante discriminazioni ancora esistenti, e diffondere una maggiore consapevolezza e attenzione rispetto a questi temi.

È il Bilancio di genere della Regione Emilia-Romagna 2021, da oggi online. Un’ edizione che aggiunge ai tre focus già presenti lo scorso anno – occupazione, conciliazione dei tempi di vita e di lavoro; violenza di genere e pari opportunità – un’analisi riferita a tutte le politiche regionali, comprese quelle sanitarie, con particolare attenzione alla prevenzione.

“Il Bilancio di genere è uno strumento fondamentale per capire, dati alla mano, quali sono gli effetti delle politiche regionali sulla condizione femminile. Consapevoli che qualsiasi decisione che viene assunta nei diversi settori non è mai neutra rispetto al genere – ha sottolineato l’assessora regionale alle Pari opportunità Barbara Lori -. Da parte della Regione è un impegno che continua e si rafforza come dimostrano i 3 milioni di euro con cui nel 2022 abbiamo finanziato il bando per l’imprenditoria femminile. Nella consapevolezza che una società più attenta alla condizione femminile, è una società più equa, inclusiva e ricca di opportunità per tutte e tutti”.

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Il Bilancio di genere 2021 rendiconta interventi e servizi riferiti direttamente e indirettamente alle donne per un impegno finanziario da parte della Regione di oltre 1 miliardo di euro, più del 8% dell’intero bilancio regionale. Un dato in crescita del 17,8% rispetto agli 860 milioni di euro del 2020. L’area con il maggior impegno economico è quella sanitaria-sociale, con circa il 70% delle spese rendicontate; seguono le aree economica 15%, territoriale 8% e culturale 7%.

Un impegno da parte della Regione in un contesto in cui agli effetti – pur in diminuzione – dell’onda lunga del Covid si sommano le pesanti conseguenze – anche sull’universo femminile – della difficile congiuntura economica e della guerra in Ucraina. Con un’occupazione femminile in ripresa: 66,1% contro il 62% del 2020 (media Italia 53,2%). Ma con un aumento del gap negativo rispetto a quella maschile: -14,9% nel 2021 rispetto a un -13,5% nel 2020 (media Italia -19,2%).

E che se da un lato vede in risalita le imprese femminili: da 84.287 a 84.979 (un aumento da attribuire principalmente a quelle condotte da donne straniere), dall’altro conferma che il lavoro di cura continua a pesare essenzialmente sulle donne: per circa 72 donne su 100 (circa 63 nel 2020) il parti time non è una scelta, ma una necessità determinata da motivi familiari.

Le azioni della Regione

Tra le azioni messe in campo quelle a sostegno dell’imprenditoria femminile – nel 2021 sono state 107 le domande finanziate con contributi a fondo perduto per 1,7 milioni di euro grazie al Fondo regionale per l’imprenditoria femminile e Women New Deal– e quelle sul fronte della formazione e dei servizi attivi per il lavoro, con 5.606 operazioni finanziate e 616mila persone coinvolte nella programmazione 2014-2020 fino al 2021 di cui il 50% donne. E ancora il bando “Donne e lavoro” con 42 progetti finanziati per oltre 1 milione e 300 mila euro nel biennio 21/22.

Per quanto riguarda gli interventi per la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, va registrato il forte impegno sui centri estivi con aiuti per il pagamento delle rette per 6 milioni di euro, il sostegno alla rete dei 40 Centri per le famiglie, quello alle persone non autosufficienti (Fondo regionale non autosufficienza pari a oltre 457 milioni nel 2021, 20,7 milioni in più rispetto al 2020) e il riconoscimento e sostegno della figura del caregiver familiare.

Sul fronte del diritto allo studio, il 52% di borse di studio scolastiche è andato a studentesse. Percentuale che sale al 61% per le borse di studio universitarie. Da ricordare anche le azioni per colmare il divario che ancora persiste tra uomini e donne sul fronte delle competenze digitali e tecnologiche (solo il 36,8% degli iscritti all’Università nelle discipline STEM sono donne), con il ciclo di iniziative Women in Tech: mille le ragazze che hanno partecipato in presenza o on line.

Centrale l’impegno in ambito sanitario, in particolare per quanto riguarda il tema della prevenzione con i diversi programmi di screening rivolti espressamente all’universo femminile. Dallo screening mammografico per prevenire il tumore al seno (84% di copertura ) al Pap test per la prevenzione di quello al collo dell’utero: 63% di copertura per quanto riguarda l’adesione al programma regionale; 89% complessiva. Senza dimenticare i programmi vaccinali contro il papilloma virus e la rosolia nelle donne in gravidanza.

Infine il capitolo sulle pari opportunità con 83 progetti di enti locali e associazioni finanziati con oltre 2 milioni di euro nel biennio 21/22 e quello sulla violenza di genere in una regione che vede 22 Centri antiviolenza, 49 Case rifugio (+5 rispetto al 2020) e 16 centri per il trattamento di uomini autori di violenza. Nel 2021 la rete è stata sostenuta con il riparto di oltre 2,23 milioni di euro ed è stato approvato il nuovo Piano regionale di contrasto alla violenza di genere.

Nel 2021 sono stati assegnati 658.000 euro agli enti locali per l’autonomia abitativa delle donne vittime di violenza, mentre il 70% delle domande di contributo erogate dalla Fondazione vittime di reati, per complessivi 174 mila euro, ha riguardato reati di violenza sulle donne.

Emilia-Romagna: Online il Bilancio di genere 2021, oltre 1 miliardo di euro per attività e servizi a sostegno delle donne

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