Delitto di Capodanno a Malcontenta, svolta nelle indagini: in carcere un 40enne veneziano
Custodia cautelare in carcere per un 40enne di Marghera: decisivi i video delle telecamere e la ricostruzione della fuga all’estero
Delitto di Capodanno a Malcontenta, svolta nelle indagini: in carcere un 40enne veneziano
Si è conclusa con un arresto l’articolata e complessa attività investigativa condotta dai Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Venezia. Nella giornata del 6 gennaio scorso, i militari hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal GIP del Tribunale di Venezia su richiesta della Procura della Repubblica di Venezia, nei confronti di un uomo di 40 anni residente a Venezia-Marghera, incensurato. L’indagato è ritenuto il presunto responsabile, in concorso con un soggetto al momento ignoto, dell’omicidio di un giovane cittadino moldavo, rinvenuto senza vita la mattina del 31 dicembre in un campo agricolo di Malcontenta, frazione del Comune di Mira.
Il ritrovamento del corpo e la dinamica del delitto
Il cadavere del 25enne moldavo era stato scoperto all’alba dell’ultimo giorno dell’anno in un’area agricola isolata di Malcontenta. Fin dai primi accertamenti, gli investigatori avevano rilevato segni evidenti di un’esecuzione: il giovane sarebbe stato ucciso con un colpo di pistola esploso a distanza ravvicinata alla testa, per poi essere abbandonato sul posto. Un omicidio efferato, maturato con modalità che hanno immediatamente fatto ipotizzare un contesto criminale strutturato.
Le indagini e il quadro indiziario
L’inchiesta, coordinata dalla Procura della Repubblica di Venezia e condotta dal Nucleo Investigativo attraverso attività investigative tradizionali e tecniche, ha consentito di delineare un quadro indiziario ritenuto solido e grave nei confronti dell’arrestato. Fondamentale si è rivelata la paziente analisi di oltre 200 ore di filmati provenienti dai sistemi di videosorveglianza pubblici e privati presenti nelle aree di interesse. Da queste immagini è stata individuata un’autovettura riconducibile al 40enne, presente sulla scena del crimine in un lasso temporale compatibile con l’orario dell’omicidio, avvenuto nella notte del 31 dicembre.
Il sequestro della vittima e il movente
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, la vittima, appena uscita da un bar situato nella zona di Venezia-Chirignago, sarebbe stata costretta a salire a bordo dell’auto sotto la minaccia di una pistola. Da lì, il giovane moldavo sarebbe stato condotto fino al luogo del delitto, dove sarebbe stato ucciso. Gli investigatori ritengono plausibile che il movente dell’omicidio sia riconducibile a un contesto criminale legato al traffico illecito di sostanze stupefacenti, nell’ambito del quale la vittima sarebbe rimasta coinvolta.
La fuga all’estero e il rientro in Italia
Un ulteriore elemento a carico dell’indagato riguarda il suo comportamento immediatamente successivo al delitto. Dopo l’uccisione del giovane, il 40enne si sarebbe allontanato dal territorio nazionale, rifugiandosi temporaneamente in Spagna nel tentativo di sottrarsi alle ricerche delle forze dell’ordine. L’uomo avrebbe poi fatto rientro in Italia nella tarda serata del 5 gennaio. Nella notte successiva, tra il 5 e il 6 gennaio, è stato rintracciato nei pressi della propria abitazione a Venezia-Marghera, a poca distanza dal luogo dell’omicidio, al termine di una prolungata attività di ricerca che nei giorni precedenti aveva interessato l’intera area e le zone limitrofe.
Il carcere e le esigenze cautelari
Dopo l’espletamento delle formalità di rito, l’arrestato è stato tradotto presso la Casa Circondariale “Santa Maria Maggiore” di Venezia, dove resta a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. La misura della custodia cautelare in carcere è stata disposta dal GIP ritenendo sussistenti le esigenze cautelari, in particolare il concreto rischio di reiterazione di condotte violente. A pesare sulla decisione anche la valutazione della particolare pericolosità dell’indagato, che dopo il delitto si era dato alla fuga ed era ritenuto ancora armato.
Le indagini proseguono sul complice
L’inchiesta non si ferma con l’arresto del 40enne. La Procura della Repubblica di Venezia ha confermato che le indagini proseguono per individuare il complice, al momento ignoto, che avrebbe agito in concorso con l’uomo sottoposto a custodia cautelare. Gli investigatori stanno continuando ad analizzare elementi tecnici e testimonianze, con l’obiettivo di ricostruire integralmente la rete di responsabilità che ha portato all’omicidio del giovane moldavo.
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