I Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Alcamo hanno arrestato un uomo di 43 anni, residente a Palermo, ritenuto responsabile dei reati di coltivazione di sostanze stupefacenti e furto aggravato di energia elettrica. L’intervento è scattato a seguito di una mirata attività investigativa condotta dai militari dell’Arma, che ha portato a una perquisizione domiciliare presso un’abitazione estiva riconducibile all’indagato.
La scoperta della serra indoor nell’abitazione estiva
All’interno dell’immobile, i Carabinieri hanno rinvenuto una vera e propria serra indoor perfettamente attrezzata per la coltivazione di cannabis. Nel corso del controllo sono state individuate complessivamente 133 piante di cannabis indica, con altezze variabili tra i 60 centimetri e il metro. L’organizzazione dell’impianto, dotato di sistemi professionali per la crescita delle piante, ha confermato l’ipotesi di un’attività illecita strutturata e continuativa.
Lampade sempre accese e sospetti sui consumi elettrici
Le piante erano riscaldate e illuminate da potenti lampade lasciate accese ininterrottamente, sia di giorno che di notte. Proprio questo particolare ha insospettito ulteriormente i militari, che hanno deciso di procedere con accertamenti tecnici sul contatore e sui consumi energetici dell’abitazione. Le verifiche hanno fatto emergere un allaccio abusivo alla rete elettrica pubblica, consentendo all’uomo di alimentare l’impianto senza sostenere i relativi costi.
Furto aggravato di corrente e arresto
Alla luce degli elementi raccolti, oltre al reato di coltivazione di sostanze stupefacenti, al 43enne è stato contestato anche il furto aggravato di energia elettrica. L’intero immobile risultava infatti collegato irregolarmente alla rete pubblica, configurando un danno economico protratto nel tempo. Tutte le piante di cannabis sono state immediatamente estirpate e distrutte, mentre l’uomo è stato tratto in arresto.
Arresti domiciliari con braccialetto elettronico
Dopo l’udienza di convalida, l’arrestato è stato sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari con l’applicazione del braccialetto elettronico. Parallelamente, sono tuttora in corso accertamenti da parte di personale specializzato per quantificare con precisione l’ammontare dell’energia elettrica sottratta nel tempo attraverso l’allaccio abusivo. L’indagine prosegue per definire ogni ulteriore profilo di responsabilità.
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