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Scontri a Torino durante il corteo di Askatasuna: agenti feriti e condanna bipartisan

Guerriglia urbana a Torino, video choc sull’agente aggredito: istituzioni e opposizioni condannano le violenze

Torino – Tre ore di guerriglia urbana, petardi e bombe carta contro le forze dell’ordine, lacrimogeni e idranti in risposta, danni diffusi nel quartiere Vanchiglia e un video choc che mostra un agente del reparto mobile isolato e colpito ripetutamente mentre è a terra. È il quadro degli scontri avvenuti durante la manifestazione contro lo sgombero del centro sociale Askatasuna, con un bilancio provvisorio di feriti e una raffica di reazioni istituzionali e politiche, dalla maggioranza all’opposizione.

Secondo una prima stima sarebbero 11 le forze dell’ordine rimaste ferite. Il 118 ha parlato di tre persone trasportate al Cto e tre all’ospedale Giovanni Bosco, senza specificare se si tratti di agenti o manifestanti.

La nota del Coisp: “violenza criminale organizzata” e “tentativo di linciaggio”

Durissima la presa di posizione del segretario del Sindacato di Polizia Coisp Domenico Pianese, che in una nota parla di violenza organizzata e di un episodio vicino alla tragedia:

“Il bilancio degli scontri di Torino è gravissimo ed è purtroppo destinato ad aggravarsi nelle prossime ore. Non siamo più nel campo della protesta, ma davanti a una violenza criminale organizzata, portata avanti da delinquenti che hanno scelto lo scontro fisico come metodo. Un poliziotto ha subito un vero e proprio tentativo di linciaggio: è stato accerchiato, colpito a bastonate e a martellate, buttato a terra e stavano tentando di finirlo in mezzo alla strada. Se oggi non stiamo commentando una tragedia irreparabile è solo grazie al provvidenziale intervento di altri colleghi che sono riusciti a proteggerlo e a strapparlo dalle mani dei suoi aggressori. Quelli scesi in piazza oggi non sono manifestanti: sono soggetti violenti e pericolosi che agiscono con la chiara volontà di ferire e uccidere. Chi continua a minimizzare o a giustificare questi episodi si sta assumendo una responsabilità enorme”.

Cronaca: petardi, bombe carta, incendi e blindato in fiamme

Gli scontri sono scoppiati quando il corteo è arrivato nei pressi di largo Rivella e ha girato lungo corso Regina Margherita per raggiungere la sede di Askatasuna. Un gruppo di manifestanti a volto coperto avrebbe iniziato a lanciare petardi, bombe carta e fuochi d’artificio contro le forze dell’ordine, che hanno risposto con un fitto lancio di lacrimogeni. Secondo quanto riportato, alcuni manifestanti avrebbero usato anche tubi di metallo come mortai per lanciare artifizi pirotecnici. Nel corso dei disordini sono stati incendiati cassonetti e un blindato della polizia è stato bloccato nel controviale di corso Regina Margherita prendendo fuoco dopo il lancio di un oggetto in fiamme.

A calma tornata, nel quartiere Vanchiglia si contano i danni: insegne e cartelloni divelti, frammenti di muri danneggiati per ricavare pietre, cocci di bottiglia, piante sradicate, cassonetti dati alle fiamme, muri imbrattati, indumenti abbandonati. Sul posto, oltre alle forze dell’ordine, anche i sanitari del 118 con alcune ambulanze e i vigili del fuoco.

Il video choc e il bilancio dei feriti

A scuotere l’opinione pubblica è stato anche un video diffuso sui social e rilanciato da diverse testate, nel quale si vede un agente del reparto mobile isolato, accerchiato e colpito a calci, pugni e colpi di bastone mentre si trova a terra.

Meloni: “grave e inaccettabile”, “nemici dello Stato” e appello alla Magistratura

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni è intervenuta sui social con un lungo messaggio:

“Quanto accaduto oggi è grave e inaccettabile”, scrive sui social il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ricordando come “uno sgombero legittimo di un immobile occupato illegalmente è stato usato come pretesto per scatenare violenze, incendi, lanci di bombe carta e aggressioni organizzate, fino a colpire un blindato della Polizia”. Per Meloni “le immagini dell’agente aggredito parlano da sole: non siamo di fronte a manifestanti, ma a soggetti che agiscono come nemici dello Stato”.

“A farne le spese sono state le Forze dell’ordine, costrette a fronteggiare una vera guerriglia urbana, e alcuni giornalisti, aggrediti mentre svolgevano il loro lavoro. A loro va la mia piena solidarietà, insieme a quella ai cittadini danneggiati, che hanno pagato il prezzo di una violenza cieca e deliberata”, aggiunge, concludendo che “questi non sono dissenso né protesta: sono aggressioni violente con l’obiettivo di colpire lo Stato e chi lo rappresenta. E per questo devono essere trattate per ciò che sono, senza sconti e senza giustificazioni”.

Per contrastare la violenza e la criminalità “il Governo ha fatto la sua parte, rafforzando gli strumenti per contrastare l’impunità. Ora è fondamentale che anche la Magistratura faccia fino in fondo la propria, perché non si ripetano episodi di lassismo che in passato hanno annullato provvedimenti sacrosanti contro chi devasta le nostre città e aggredisce chi le difende”, conclude Meloni. “Difendere la legalità non è una provocazione: è un dovere. Lo Stato non arretra di fronte alla violenza di finti rivoluzionari abituati all’impunità e sta, senza ambiguità, dalla parte di chi indossa una divisa, di chi fa informazione e di chi rispetta le regole della convivenza civile”.

Mattarella chiama Piantedosi: solidarietà agli agenti

Dal Quirinale si apprende che il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha chiamato il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi per chiedergli di trasmettere la sua solidarietà all’agente aggredito e a tutti gli agenti delle forze dell’ordine che hanno subito violenze.

Piantedosi: “autentico pericolo per la democrazia” e “nuove norme”

Il ministro dell’Interno con una dichiarazione durissima:

“Quanto accaduto a Torino conferma chi sono i veri violenti e chi rappresenta l’autentico pericolo per la convivenza civile e per la nostra democrazia: gli antagonisti ospiti dei centri sociali occupati abusivamente anche grazie a coperture politiche ben identificabili”, dichiara il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi., secondo il quale “le immagini del vigliacco e infame pestaggio di un poliziotto da parte di questi squadristi rossi confermano l’urgenza di ricorrere a nuovi e più forti strumenti per sconfiggere i violenti e i delinquenti che si nascondono dietro i movimenti ed il diritto di manifestare. La settimana prossima sarà quella in cui discuteremo e lavoreremo per proporre nuove norme anche per questo. Sarà anche l’occasione per vedere chi sta veramente dalla parte dello Stato e di chi lo rappresenta. Con i fatti e non solo a chiacchiere. Intanto lavoreremo perché questa vile aggressione non resti impunita ed abbia la risposta che merita da parte dallo Stato. La Repubblica italiana ha già sconfitto il terrorismo e sconfiggerà anche questo movimento antagonista ormai chiaramente eversivo”.

Tajani: “Sono indignato… come si può prendere a martellate qualcuno?”

Il ministro degli Esteri Antonio Tajani affida la sua reazione a un post:

“Sono indignato da queste immagini che arrivano da Torino. Come si può prendere a martellate qualcuno? Per di più un poliziotto in servizio. Questi sono i figli di papà, i facinorosi e vigliacchi dei centri sociali. Mi stringo a tutte le forze dell’ordine, a chi con grande sacrificio e senso del dovere rappresenta lo Stato e le Istituzioni”.

Salvini: “immagini bestiali… per questa gentaglia il carcere non basta”

Sulla stessa linea il vicepremier Matteo Salvini:

“immagini bestiali da Torino. Calci in faccia, pugni e sassi. In tanti contro uno. Per questa gentaglia il carcere non basta, infami vigliacchi loro e chi li protegge”.

Crosetto: “nemici, terroristi, guerriglieri… vanno trattati per quello che sono”

Durissimo anche il commento del ministro della Difesa Guido Crosetto:

“Questi non sono manifestanti. Non sono nemmeno delinquenti. Questi si comportano da nemici, da terroristi, da guerriglieri, vogliono fare male, sono spinti dall’odio. Se avessero altre armi le userebbero. E allora vanno trattati per quello che sono, senza sconti, senza alcun tipo di attenuante. La mia totale solidarietà alle forze di polizia, costrette a subire violenza per il solo fatto di aver giurato di proteggere tutti noi. Non si possono affrontare persone che si considerano in guerra con gli Stati ed i loro servitori, trattandole come fossero manifestanti civili e pacifici. Non lo sono”.

Giuli: “violenza estremista… semi eversiva”

Il ministro della Cultura Alessandro Giuli interviene con una dichiarazione che richiama anche il confine tra libertà d’espressione e violenza:

“Solidarietà all’agente aggredito a Torino e condanna della brutale violenza estremista, a sfondo ormai semi eversivo, dei ‘miliziani’ di Askatasuna. Invito a una riflessione unanime sulla necessità di proteggere gli spazi di civiltà e di libertà d’espressione sapendo tenerli distinti da ogni ambigua ombra che rievoca il peggiore secondo Novecento” .

Zangrillo: due note durissime, “orrore” e “vergognosa pratica fascista dello scontro”

Il ministro per la Pubblica amministrazione Paolo Zangrillo:

“Voi siete figli della peggiore società, quella che guarda e picchia dall’alto al basso la brava gente, i lavoratori, chi difende per noi lo Stato e la Democrazia. L’orrore di quello che stiamo vivendo e vedendo a Torino lo ripagherete. Sono le immagini di un orrore che non dimenticheremo mai. Un brav’uomo, un servitore del nostro Stato e della Democrazia, massacrato da un branco di animali. Calci, pugni, colpi di bastoni e martello, uno, dieci, cento volte. Tolleranza zero. Tolleranza zero per le brigate Askatasuna, per i loro complici, per chi sta compiendo questi orrori che Torino e l’Italia non meritano”. Dichiara il ministro per la Pubblica amministrazione Paolo Zangrillo, che prosegue: “Abbiate almeno il coraggio di gettare definitivamente la maschera. Mostratevi per quello che siete: delinquenti che idolatrano solo il disordine, che si sentono vivi calpestando la Democrazia che questo Paese ha faticosamente conquistato e che ogni giorno prova ad accudire. Ma non la getterete, perché non c’è coraggio, non ci sono ideali, e restare nell’ombra vi fa comodo. Non c’è nulla di ideale in quello che fate, non c’è nulla di giusto”.

Schlein e Conte: solidarietà e condanna netta

La segretaria del Pd Elly Schlein:

“Quelle che giungono da Torino sono immagini inqualificabili di una violenza inaccettabile. La solidarietà mia e di tutto il Partito democratico va agli agenti delle forze dell’ordine e ai giornalisti colpiti e alla città di Torino, che hanno subito un’aggressione delinquenziale da parte di frange violente organizzate e a volto coperto. La nostra condanna della violenza è, come sempre, la più ferma e auspichiamo che gli aggressori vengano individuati al più presto”.

Il leader del M5S Giuseppe Conte:

“Le immagini che arrivano da Torino sono inqualificabili. Il Movimento 5 Stelle condanna con la massima fermezza le violenze e le aggressioni perpetrate ai danni delle Forze dell’ordine e della troupe Rai. Atti che nulla hanno a che vedere con il dissenso democratico e che vanno respinti senza nessuna ambiguità. Agli agenti feriti e a tutti i professionisti coinvolti va la nostra piena solidarietà”.

Battistoni (FI): “autentica violenza” e “insulto alla democrazia”

Infine la nota del deputato e responsabile nazionale organizzazione di Forza Italia Francesco Battistoni:

“Solidarietà al personale delle Forze dell’ordine impegnato in queste ore a garantire l’ordine pubblico a Torino”. Lo dichiara il deputato e responsabile nazionale organizzazione di Forza Italia Francesco Battistoni. “Ancora una volta gli antagonisti di Askatasuna e i sodali accorsi a dare man forte si dimostrano per ciò che sono, artefici di una autentica violenza che portano avanti attraverso la guerriglia urbana e le aggressioni a chi indossa una divisa. Quanto stanno praticando in queste ore non è dissenso, ma è un insulto alla democrazia. Di cui sono ideologicamente complici quegli esponenti della sinistra che, di volta in volta, sminuiscono o ignorano la gravità di questi episodi”.

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