Operazione Riot a Torino: arresti e misure cautelari per i disordini delle manifestazioni pro Palestina
Disordini del 3 ottobre a Torino, scatta l’operazione Riot: arresti, perquisizioni e indagini sui gruppi antagonisti
Dalle prime ore di questa mattina è in corso a Torino l’operazione denominata “Riot”, condotta dalla Polizia di Stato sotto il coordinamento della Procura di Torino e della Procura per i minorenni. L’intervento rappresenta l’esito di una lunga e articolata attività investigativa avviata dopo i gravi disordini esplosi nel capoluogo piemontese il 3 ottobre scorso, in occasione delle manifestazioni pro Palestina.
Le misure cautelari: coinvolti anche minorenni
L’operazione ha portato all’esecuzione di otto misure cautelari complessive. Cinque riguardano minorenni, di età compresa tra i 15 e i 17 anni, due dei quali condotti in carcere e tre collocati in comunità. Per quanto riguarda i maggiorenni, sono stati disposti due arresti domiciliari e un divieto di dimora nel comune di Torino. Contestualmente sono state effettuate numerose perquisizioni domiciliari, con il sequestro di dispositivi elettronici che saranno analizzati per ricostruire contatti, ruoli e responsabilità all’interno dei gruppi coinvolti.
La manifestazione del 3 ottobre e lo sciopero generale
I fatti al centro dell’inchiesta risalgono allo sciopero generale del 3 ottobre, indetto da Cgil e Usb, che aveva portato in piazza decine di migliaia di persone in solidarietà con la Palestina e con la Global Sumud Flotilla. Il corteo principale dei sindacati si era svolto senza incidenti, ma altri spezzoni della manifestazione avevano dato origine a violenti disordini in diverse zone della città, segnando una netta frattura tra la protesta pacifica e l’azione di gruppi antagonisti.
L’assalto alle OGR durante l’Italian Tech Week
I primi scontri si erano verificati nell’area delle Officine Grandi Riparazioni, dove era in corso l’Italian Tech Week, evento internazionale che vedeva la partecipazione, tra gli altri, della presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e del fondatore di Amazon Jeff Bezos. In quella zona si erano registrati danneggiamenti e momenti di forte tensione, che avevano richiesto l’intervento massiccio delle forze dell’ordine.
Gli scontri davanti alla Leonardo e in corso Francia
Successivamente, gruppi di manifestanti violenti si erano spostati davanti allo stabilimento della Leonardo a Collegno, lungo corso Francia, alle porte di Torino. Qui si erano verificati scontri durati circa un’ora, con danni alle strutture esterne e al parcheggio dei dipendenti, oltre al lancio di oggetti contro i reparti schierati per il contenimento.
Guerriglia urbana tra Porta Susa e piazza Castello
In serata la situazione era ulteriormente degenerata nel centro cittadino. Alla stazione ferroviaria di Torino Porta Susa, persone incappucciate avevano attaccato le forze dell’ordine con bottiglie e pietre. La notte si era poi conclusa con ore di disordini davanti alla Prefettura, in piazza Castello, e in via Po, dove era stato danneggiato l’allestimento di “Portici di Carta”, la manifestazione libraria prevista nei giorni successivi.
Il bilancio degli scontri e l’intervento delle forze dell’ordine
La guerriglia urbana aveva reso necessario l’uso di lacrimogeni, mezzi idranti e cariche di alleggerimento per ristabilire l’ordine. Il bilancio finale parlava di dodici operatori di polizia feriti, numerosi mezzi delle forze dell’ordine danneggiati, auto private distrutte e gravi danni alle strutture e ai beni mobili allestiti per eventi culturali.
Le indagini della Digos e il quadro accusatorio
Le indagini, condotte dalla Digos di Torino con il supporto della Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione, hanno permesso di identificare quelli che gli inquirenti ritengono i principali responsabili delle violenze, in particolare per gli episodi avvenuti nei pressi della Prefettura. Nel corso degli accertamenti è emerso anche il coinvolgimento di alcuni indagati in episodi di rapina, una delle quali tentata, nell’area metropolitana torinese, con lesioni gravi alle vittime.
“Allarmante spregiudicatezza criminale”
Secondo quanto evidenziato dall’Autorità Giudiziaria, il contesto delineato dalle indagini restituisce un quadro di “allarmante spregiudicatezza criminale”, caratterizzato da una totale assenza di freni inibitori e da un sistematico disprezzo delle regole fondamentali della convivenza civile. Ulteriori dettagli sull’operazione “Riot” sono attesi nelle prossime ore.
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