Verona, la rassegna “L’altro Teatro” al Camploy

Con Pennac, Celestini, Guanciale e tanti altri grandi nomi

Verona, la rassegna “L’altro Teatro” al Camploy.

Narrazione, letteratura, poesia, stand up comedy e danza, 14 spettacoli imperdibili con grandi artisti che affrontano tematiche e linguaggi del contemporaneo. Dal 23 novembre ritorna al Teatro Camploy “L’Altro Teatro”, rassegna realizzata dal Comune di Verona Assessorato alla Cultura in collaborazione con il Circuito Multidisciplinare Arteven.

Ad inaugurare la stagione “Le opere complete di Shakespeare in 90′” di Khora Teatro, a cui seguirà un programma imperdibile con attori e danzatori di diverse generazioni, che si alterneranno sul palco nel segno della contrapposizione tra Vero e Falso in nove rappresentazioni teatrali e cinque di danza.

La presentazione della rassegna si è svolta ieri mattina in sala Arazzi. Sono intervenuti l’Assessora alla Cultura Marta Ugolini, il direttore artistico Carlo Mangolini e il direttore di Arteven Pierluca Donin.

«Il Teatro Camploy è l’unico teatro pubblico comunale al chiuso di Verona – ha sottolineato l’assessora Ugolini -. Con la sua stagione invernale va a completare e complementare l’offerta culturale, attingendo ai segni e alle espressioni della contemporaneità. Lo fa con una scelta che vuole essere anche espressione di questa Amministrazione, riflettendo i valori di apertura alla diversità, all’incisività e alla curiosità verso quello che è nuovo e diverso. Lo fa con un programma coraggioso, dal punto di vista dei contenuti, e artisticamente elevato. Ringrazio il nostro direttore artistico Carlo Mangolini e Arteven, perché senza il loro contributo artistico-organizzativo la rassegna non sarebbe possibile. Inoltre va sottolineato l’aspetto economico, rendendo accessibili a tutti i prezzi dei biglietti e degli abbonamenti».

«Il Camploy per tutti noi è lo spazio del contemporaneo, per come è costruito e per la vicinanza all’Università – ha detto il direttore Mangolini -. Da qui la volontà di costruire sempre più un ponte verso un pubblico giovane, muovendo il pensiero e la riflessione».

«Si tratta di una rassegna costruita pezzo per pezzo, con grande partecipazione da parte di Comune e delle realtà coinvolte – ha affermato il direttore di Arteven Donin -. È frutto di un grande lavoro, un grande progetto che riparte con una selezione di spettacoli nel contesto del teatro Camploy, non con l’obiettivo di cercare consenso, ma muovere le coscienze con le parole rispetto ad un sistema social, che c’è e del quale teniamo conto, ma noi lo facciamo con un fortissimo artigianato umano».

Teatro. Si va dai cine-televisivi Lino Guanciale, con Europeana, e Filippo Nigro con Every Brilliant Thing, a compagnie cult della ricerca teatrale come Babilonia Teatri, in Giulio Meets Ramy Ramy Meets Giulio, e Carrozzeria Orfeo in Miracoli Metropolitani. Da sottolineare la presenza di artisti di primo piano come Ascanio Celestini, in Museo Pasolini, Daniel Pennac, in Dal Sogno Alla Scena, Mariangela Gualtieri, in Cattura Del Soffio e Francesco De Carlo in Limbo.

Danza. Obiettivo degli spettacoli traslare la contrapposizione “Vero/ Falso” in quella “Passato/Presente” immaginandosi cinque nuovi classici che portano nel XXI secolo Shakespeare (i suoi due testi più noti Amleto e Romeo e Giulietta), la “Sagra della primavera” di Stravinskij e i due miti del ‘900 Pierpaolo Pasolini e Pina Bausch. Le corografie sono firmate da: Michela Lucenti (Hamlet Puppet), Roberto Zappalà (Romeo e Giulietta 1.1), Carlo Massari (Right), Laura Corradi (Vita morte e miracoli) e Chiara Frigo (Miss lala al Circo Fernando).

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