Massimo Recalcati a teatro con “Amen”

Spettacoli a Bologna e Modena

Massimo Recalcati a teatro con “Amen”.

Amen, il primo testo teatrale dello psicoanalista, saggista e scrittore Massimo Recalcati, va in scena giovedì 15 settembre alle ore 21.00 al MAST.Auditorium di Bologna e venerdì 16 settembre alle ore 20.30 al Teatro Storchi di Modena nell’ambito dell’edizione 2022 del festivafilosofia dedicato quest’anno al tema della giustizia. 

Lo spettacolo è prodotto da ERT insieme a Teatro Franco Parenti e TPE – Teatro Piemonte Europa.

La tourneé

Dopo il debutto al Festival di Spoleto a luglio 2021 a cui hanno fatto seguito, tra le altre, le date a Napoli al Campania Teatro Festival e al Teatro Franco Parenti di Milano, Amen riprende la tournée e fa tappa in due delle città che Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale abita con i suoi teatri.

Amen

Il testo rivelazione di Recalcati, scritto durante la pandemia, porta in scena la storia personale e spirituale di un figlio e di una madre che si fonde poeticamente con la storia dell’Italia degli ultimi cinquant’anni, per porre domande sul “dopo”, ultraterreno e non solo. Un inno alla resistenza e all’amore, capace di esorcizzare il tema della morte.

«Sin da ragazzo, da quando avevo vent’anni, volevo scrivere di teatro – commenta Massimo Recalcati – ero un vero appassionato, mangiavo pane e teatro. Poi come spesso accade nella vita, ci sono stati incontri che hanno deviato questa mia vocazione. Durante il primo lockdown ho cominciato a scrivere un testo, mentre scrivevo attorno a me c’era la morte. Come direbbe il grande pittore Rothko, quando si fa arte o si parla della vita e della morte o è meglio non farla. Amen è la parola che consacra la possibilità che la vita possa esistere anche dove è la morte, che la morte non possa essere l’ultima parola sulla vita. Amen vuol dire “così sia”, “che sia così”, che la vita sia viva, che la morte non sia l’ultima parola sulla vita».

Protagonista assoluto di Amen è quindi il mondo, l’esperienza sonora che si viene a creare in dialogo con le parole di Recalcati, affidate alle voci e ai corpi di tre grandi attori italiani, Marco Foschi, Federica Fracassi e Danilo Nigrelli

L’origine del testo teatrale

Dal testo di Recalcati, che in scena introduce lo spettacolo raccontando la genesi del libro pubblicato da Einaudi, il direttore di Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale Valter Malosti ha creato un’installazione acustica, esperienziale, un concerto per voci, elettronica e chitarre elettriche. 

«Consiglio di leggere Amen ad alta voce – sostiene Malosti – è un testo misterioso, batte un tempo nascosto, notturno, che non si avverte immediatamente sulla pagina ma che non appena le parole passano dal corpo e dal respiro (la voce è corpo) si avvera come un evento inatteso, e i molteplici significati improvvisamente si svelano, e trovano il loro senso che spesso non rientra nel campo della pura ragione. Spetta all’ascoltatore/lettore dispiegare questi segni e questi sensi e soprattutto abbandonarsi, perché molto passa, se non tutto, al di là del significato».

Valter Malosti affida il progetto sonoro a Gup Alcaro, musicista visionario al suo fianco da quasi vent’anni nelle continue sperimentazioni e incursioni interdisciplinari tra teatro, musica e arte visiva. Accanto a lui Paolo Spaccamonti, uno dei più originali compositori e chitarristi della scena avant-rock.

Massimo Recalcati

Psicoanalista, saggista e scrittore, è membro della Società Milanese di Psicoanalisi -SMP. È fondatore di “Jonas – Centro di clinica psicoanalitica per i nuovi sintomi” e Direttore Scientifico della Scuola di Specializzazione in Psicoterapia IRPA di Milano. Insegna all’Università di Pavia e presso lo IULM di Milano.

Dal 2003 è direttore e docente del “Corso di specializzazione sulla clinica dei nuovi sintomi” presso la sede Jonas Onlus di Milano. Attualmente, è supervisore clinico presso il Centro Gruber di Bologna per casi gravi di DCA. Collabora con le pagine culturali de la Repubblica e La Stampa. Dal 2014 dirige per Feltrinelli la Collana Eredi, dal 2015 per Mimesis la collana Studi di Psicoanalisi. Dal 2020, cura insieme a Maurizio Balsamo la direzione della rivista Frontiere della psicoanalisi, edita da Il Mulino. Le sue numerose pubblicazioni sono tradotte in diverse lingue.

Valter Malosti

Regista, attore e artista visivo, dirige Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale da maggio 2021. Ha vinto il premio Ubu per la regia di Quattro Atti Profani di Tarantino, il premio Flaiano per la regia di Venere in Pelliccia di Ives, il premio dell’Associazione Nazionale Critici di Teatro per Shakespeare/Venere e Adone e Quattro Atti Profani, il premio Hystrio per la regia di Giulietta di Fellini.

Ha diretto opere di Nyman, Tutino, Glass, Corghi e Cage, spesso in prima esecuzione, e per il Teatro Regio di Torino Le nozze di Figaro di Mozart. Come attore ha lavorato in teatro per quasi un decennio con Luca Ronconi e al cinema con Calopresti, Battiato e Martone. È stato Manfred (Schumann/Byron) per la direzione d’orchestra di Noseda. Tra gli ultimi progetti ideati da Malosti occupa un posto di rilievo «Me, mi conoscete»: Primo Levi a teatro, in cui spicca Se questo è un uomo interpretato e diretto dallo stesso Malosti, debuttato nel 2019 e ripreso in tournée nella stagione 2021/2022.

Tra le sue ultime regia Cleopatràs (Testori), I due gemelli veneziani (Goldoni), Il viaggio di Mastorna, (opera di Matteo D’Amico, tratta da Federico Fellini). Dopo essere stato l’anima e il direttore artistico della compagnia Teatro di Dioniso per quasi trent’anni, ha diretto la Scuola per attori del Teatro Stabile di Torino dal 2010 al 2018 e la Fondazione TPE – Teatro Piemonte Europa dal 2018 al 2021.

 

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