Bologna, presentata la stagione 2022-2022 di ERT / Teatro Nazionale

Manifesto della stagione 2022-2023, Turn and face the strange (Voltati e affronta l’ignoto), il refrain di Changes di David Bowie

Bologna, presentata la stagione 2022-2022 di ERT / Teatro Nazionale.

Turn and face the strange (Voltati e affronta l’ignoto), il refrain di Changes di David Bowie, è il manifesto della stagione 2022-2023: l’ignoto, ma anche l’insolito. Lo Strano. L’Inatteso. L’inconsueto, come lo definisce Valter Malosti.

«Io l’ho tradotto ignoto a istinto perché mi piaceva così – afferma il direttore –. Concedetemi questa libertà. Dice il coro nel finale delle Baccanti di Euripide nella traduzione di Edoardo Sanguineti: “Molte sono le forme degli esseri divini, molte cose inaspettate fanno gli dei: e quelle che erano attese non si sono compiute: e per quelle che erano inattese, il dio ha trovato una via”.

La stagione della sala grande dell’Arena del Sole si è appena chiusa con la presenza di Angélica Liddell con il suo meraviglioso Liebestod. Dolcissimo e terribile, che sono anche gli attributi di Dioniso nelle Baccanti.

Una grande artista Liddell, una sciamana che getta luce con il suo corpo e la sua voce su zone nascoste del nostro essere. Che fa vibrare la terra con la sua sola presenza, tale è l’energia che sprigiona».

«Il genio di Bowie – prosegue Valter Malosti, riprendendo le parole del filosofo inglese Simon Critchley ci permette di spezzare l’effimero legame che sembra connettere autenticità e verità. L’arte di Bowie contiene una verità, una verità emotiva, una verità udita, esperita, incarnata.

Qualcosa che sentiamo attraverso il corpo e dentro di esso. Il tono musicale e vocale viene percepito attraverso il tono muscolare. La tensione musicale sale e scende nei muscoli del corpo, vibrando in onde progressive di piacere. Si, piacere. La musica di Bowie mi ha fatto sentire vivo per la prima volta».

«Credo ci sia bisogno di un cambio di prospettiva – continua il direttore – nello sguardo di un’istituzione pubblica come ERT / Teatro Nazionale, tutti i progetti sono legati, come se fossero parte di un’unica drammaturgia, un organismo poetico, nato da un intenso lavoro artistico di squadra, il cui cuore pulsante e vitale è la produzione, il palcoscenico, da cui si irradiano tutti i percorsi legati allo scambio, alla condivisione di pratiche e saperi con il territorio.

ERT si propone quindi come un laboratorio-incubatore di creatività trasversali, che ibridano le prassi di sperimentazione di diversi linguaggi dello spettacolo dal vivo e delle arti nel loro complesso».

«Il progetto del direttore Valter Malosti – afferma il presidente Giuliano Barbolini prosegue e rafforza una delle missioni che la Fondazione ha sempre perseguito e che nell’attuale contesto storico torna urgente: rendere il teatro un luogo capace di farsi cassa di risonanza del nostro tempo e lente attraverso la quale leggere e interpretare il mondo.

Credo che investire energie a favore di un’innovazione votata alla multidisciplinarietà e impegnarsi nel sostegno continuativo alla creazione, sia un segno importante che un teatro pubblico come ERT ha la responsabilità di tracciare, ponendosi sempre in dialogo con altre istituzioni e rinvigorendo la relazione con il pubblico, andando anche incontro a sensibilità e curiosità di nuovi gruppi di spettatori».

«È evidente quanto sia importante oggi una riflessione sul corpo – conclude Valter Malosti. In Afghanistan si torna a proibire alle donne di praticare sport, nel mondo occidentale, nonostante l’esposizione dei corpi in rete, il corpo per gli adolescenti, sia per i ragazzi che per le ragazze, rappresenta, anche a causa delle chiusure forzate di questi ultimi due anni, un grande problema, in molti casi un gigantesco e rimosso tabù: sostanzialmente una prigione dentro un’altra più grande prigione. E questo riguarda tutti noi. Ripartire dal corpo dunque.

Con Michela Lucenti collaboro ormai da quasi vent’anni. Stimo profondamente il suo lavoro e la sua poetica che comprende anche interventi e creazioni che coinvolgono il tessuto sociale delle comunità coinvolte, come già accaduto in questi primi proficui e seminali mesi di sperimentazioni sul campo a Modena e Bologna.

Abbiamo realizzato insieme diversi spettacoli che avevano al proprio centro l’unione del lavoro tra drammaturgia fisica e di parola, intrecciati a loro volta con musica e arti visive. Ora Michela curerà un focus di drammaturgia fisica all’interno della progettazione di ERT, e sarà artista associata per tutto il triennio.

Credo che il confronto con la drammaturgia fisica sia fondamentale anche per chi fa teatro. Il focus, con l’impronta di Michela Lucenti, si innesta profondamente nella stagione e in VIE Festival con un doppio sguardo orientato da una parte all’internazionalità delle proposte e dall’altra a osservare e presentare il meglio delle creazioni sia a livello regionale che nazionale».

Nasce quindi Carne: con un anno di appuntamenti (maggio 2022-aprile 2023) che confluiscono nelle stagioni, nelle attività di ERT con le scuole e in VIE Festival, Carne è una vera e propria sfida culturale, per avvicinare il pubblico alla drammaturgia fisica con la volontà di sviluppare il dialogo tra arti coreografiche e gli altri linguaggi della scena. Circa 30 spettacoli di artisti italiani e internazionali – emergenti e affermati – verranno allestiti sia nei teatri ERT sia in spazi all’aperto, per favorire le relazioni con le associazioni, le realtà e i pubblici dei territori.

Dopo il prologo con i due spettacoli di Antonio Viganò – Teatro La Ribalta e della Compagnia Abbondanza/Bertoni, andati in scena dal 13 al 15 maggio al Teatro Arena del Sole di Bologna, il focus riprende in estate con Balletto Civile, Emanuela Serra, Paolo Rosini e Florian Paninski, Cristiano Fabbri, Filippo Porro e Simone Zambelli, Roberto Castello, Joy Alpuerto Ritter e Hannes Langolf, per poi proseguire in autunno e inverno, fino alla primavera 2023. Protagonisti: Bouchra Ouizguen, Lorena Nogal, Balletto Civile, La Veronal, Marco D’Agostin, Francesca Zaccaria, Mattia Cason, compagnia rodisio, Aristide Rontini, Aziz El Youssoufi, Josef Nadj, Claudia Castellucci, Angelin Preljocaj e Rachid Ouramdane, Sofia Nappi.

L’attenzione alla scena internazionale si conferma anche con la ripresa dello storico VIE Festival, di nuovo presente nel mese di ottobre, da venerdì 7 a domenica 16, con 13 spettacoli (7 stranieri e 6 italiani) allestiti nelle città di Modena, Bologna, Cesena e Vignola.

Confermandosi come uno dei principali osservatori italiani della scena contemporanea, VIE costruisce un programma in linea con l’obiettivo di ERT / Teatro Nazionale di restituire panoramiche multidisciplinari, ospitando linguaggi della prosa, della danza, del teatro d’indagine e inchiesta, della poesia e della video-installazione.

Fra i nomi internazionali, la coreografa marocchina Bouchra Ouizguen, il regista polacco Krystian Lupa, la greca Argyro Chioti, la tedesca Susanne Kennedy, l’artista visivo libanese Rabih Mrouè, il collettivo spagnolo La Veronal e Lorena Nogal; tra gli artisti nazionali invece, la compagnia lacasadargilla, Marco D’Agostin, Kepler-452, Balletto Civile, Anagoor, Daniele Spanò.

Le stagioni (che verranno presentate nei dettagli a giugno) accolgono maestri del teatro, artisti del territorio, giovani talenti e compagnie straniere emergenti, in un’ottica di messa a confronto tra generazioni, formati e pratiche.

Progetti e programmazioni che rafforzano la vocazione internazionale di ERT come ente coproduttore che collabora con una fittissima rete di teatri internazionali e italiani. Nel prossimo anno ERT porterà sui palcoscenici alcuni dei più interessanti registi contemporanei, come la già citata Angélica Liddell. Nella primavera del 2023 debutterà a Bologna con La Caridad (co-produzione con Iaquinandi, Festival Temporada Alta Girona, CDN Orleans Centre Val de Loire, Teatros del Canal Madrid, in collaborazione con Teatro Pubblico Pugliese).

E ancora Theodoros Terzopolous che dirigerà Enzo Vetrano, Stefano Randisi e Paolo Musio in Aspettando Godot (in co-produzione con Teatro Bellini di Napoli); Kriszta Székely con Riccardo III (co-produzione col Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale e Teatro Stabile di Bolzano), protagonista Paolo Pierobon; Éléphant di Bouchra Ouizguen (co-prodotto con Kunstenfestivaldesarts, Festival Montpellier Danse, Festival d’Automne à Paris, Les Spectacles vivants – Centre Pompidou, Wiener Festwochen, AFAC – Arab Fund for Art and Culture, HAU Hebbel am Ufer – Berlin, ERT / Teatro Nazionale, Kampnagel, Service de Coopération et d’Action Culturelle de l’Ambassade de France au Maroc), Halepas di Argyro Chioti, (co-prodotto con Onassis Stegi) e la nuova creazione di Angelin Preljocaj e Rachid Ouramdane (co-prodotto con Fondazione Nazionale della Danza / Aterballetto, Chaillot – Théâtre National de la Danse, Parigi; Pavillon Noir, Aix-en-Provence).

Tra le co-produzioni dell’anno un posto speciale spetta a Lazarus, la nuova regia di Valter Malosti. Lazarus è la sorprendente opera-rock che David Bowie scrisse poco prima di morire insieme al pluripremiato drammaturgo irlandese Enda Walsh.

Ora Malosti, proprio con la supervisione di Enda Walsh, curerà la versione italiana del testo. In scena Manuel Agnelli, cantautore, polistrumentista e produttore musicale, storico frontman degli Afterhours, con un parallelo percorso da solista.

Bowie, durante la malattia, con uno straordinario e commovente sforzo creativo ha voluto lasciarci questo strano oggetto di teatro musicale che si può considerare, insieme al magnifico album Blackstar, il suo testamento creativo.

ERT ha ottenuto i diritti in esclusiva nazionale e produce lo spettacolo con il Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale, Teatro di Napoli – Teatro Nazionale, LAC – Lugano Arte Cultura, Teatro di Roma – Teatro Nazionale. Il debutto è previsto nella primavera 2023 al Teatro Bonci di Cesena.

Tra le nuove produzioni e co-produzioni italiane: Karnival di Michela Lucenti e Balletto civile (co-prodotto con Balletto civile, TPE Teatro Piemonte Europa e CSS Teatro stabile di innovazione del FVG); Il Ministero della Solitudine di lacasadargilla per la regia di Lisa Ferlazzo Natoli (co-prodotto con Teatro di Roma – Teatro Nazionale, Teatro Metastasio di Prato, con il sostegno di ATCL); Gilgamesh con Luigi Lo Cascio, Vincenzo Pirrotta e Giovanni Calcagno; Gli uccelli di Marco Martinelli con 70 adolescenti campani e bolognesi (una produzione del Parco archeologico di Pompei in collaborazione con Ravenna Festival, Teatro delle Albe/Ravenna Teatro, Teatro di Napoli-Teatro Nazionale e Giffoni Film Festival; Il tango delle Capinere, il nuovo spettacolo di Emma Dante (co-produzione con Sud Costa Occidentale, Teatro di Roma – Teatro Nazionale, Teatro Biondo di Palermo e Carnezzeria); della regista riprende anche la tournée di Scarpette Rotte.

La nuova regia di Massimo Popolizio, anche protagonista in Uno sguardo dal ponte di Arthur Miller (co-prodotto con Teatro di Roma – Teatro Nazionale e compagnia Umberto Orsini); Roberto Andò con l’adattamento teatrale curato da Emanuele Trevi del romanzo di  Raffaele La Capria Ferito a morte (co-prodotto con Teatro di Napoli – Teatro Nazionale, Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale, Fondazione Campania dei Festival); Processo Galileo diretto da Andrea De Rosa e Carmelo Rifici dal testo di Angela Dematté e Fabrizio Sinisi (co-prodotto con TPE Teatro Piemonte Europa e LAC Lugano Arte e Cultura); Leonardo Lidi con la sua nuova regia de Il Gabbiano (co-prodotto con Teatro Stabile dell’Umbria e Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale); Arturo Cirillo regista e protagonista del Cyrano di Rostand (co-prodotto con Marche Teatro, Teatro di Napoli – Teatro Nazionale, Teatro Nazionale di Genova); Elena Bucci e Marco Sgrosso con Risate di gioia (co-prodotto con Centro Teatrale Bresciano, TPE Teatro Piemonte Europa, in collaborazione con Le belle bandiere).

In scena poi La Tempesta di Shakespeare, il nuovo spettacolo di Alessandro Serra che sarà al Festival di Avignone (co-prodotto con Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale, Teatro di Roma – Teatro Nazionale, Sardegna Teatro / Festival d’Avignon / MA scène nationale – Pays de Montbéliard in collaborazione con Fondazione I Teatri Reggio Emilia / Compagnia Teatropersona).

Arriva a Bologna Amore di Pippo Delbono (co-prodotto da MET – Teatro Metastasio di Prato e da 12 tra i più importanti teatri internazionali, tra i quali São Luiz Teatro Municipal – Lisbona, Teatro Coliseo, Istituto Italiano di Cultura di Buenos Aires, Comédie de Genève, Théâtre de Liège, KVS Bruxelles, Sibiu in Romania), mentre prosegue la tournée internazionale di La Gioia.

E ancora, tra le proposte produttive di ERT spicca un’attenzione particolare alla nuova drammaturgia con alcuni spettacoli come Anche le bestie le ha fatte il signore di Licia Lanera che lavora su Antonio Tarantino; Danzando con il mostro di Mariano Dammacco con Roberto Latini e Serena Balivo (in coproduzione con Infinito S.r.l. e Compagnia Lombardi Tiezzi), Ecloga XI di Anagoor (in co-produzione con FIES, Fondazione Donizzetti di Bergamo, Operaestate Festival, TPE); Le vacanze di Alessandro Berti (in coproduzione con Accademia Perduta Romagna Teatri); A casa, bambola! della compagnia riminese quotidiana.com, che torna in scena alle Moline (co-produzione con quotidiana.com, Teatro della Caduta e in collaborazione produttiva con Operaestate Festival Veneto e in collaborazione con PimOff e Armunia Residenze Artistiche); Voglio soltanto le ossa di Giacomo Garaffoni; Romeo e Giulietta di Michelangelo Campanale (co-prodotto con Compagnia La luna nel letto e Teatro Excelsior di Bucarest); Se ci fosse luce di Francesca Garolla (co-prodotto con LAC Lugano Arte e Cultura); Bogdaproste – Che Dio perdoni le tue morti di Catherine Bertoni  de Laet (co-prodotto con LAC Lugano Arte e Cultura); Lemnos di Giorgina Pi (nei teatri ERT nelle prossime stagioni, co-prodotto con Teatro Nazionale di Genova); La febbre con Federica Fracassi e la regia di Veronica Cruciani (co-prodotto con Teatro di Roma – Teatro Nazionale); Nanni Garella e Arte e Salute con Porcile di Pier Paolo Pasolini (in collaborazione con Associazione Arte e Salute, Regione Emilia Romagna Progetto “Teatro e salute mentale”, Dipartimento di Salute Mentale dell’Azienda USL di Bologna).

E la nuova drammaturgia al femminile con 4.000 miglia di Amy Herzog, testo pluripremiato, per la prima volta presentato in Italia con la regia di Angela Ruozzi (in coproduzione con Centro Teatrale MaMimò); Accabadora di Michela Murgia con Anna Della Rosa (in coproduzione con TPE).

Nella stagione 22-23 ERT realizza FUORI!, un percorso di creazione partecipata dedicato agli adolescenti e alla cittadinanza di Bologna, nell’ambito del progetto PON Teatri del Comune di Bologna e Città Metropolitana. Ideato dalla curatrice e ricercatrice indipendente Silvia Bottiroli, FUORI! si estende lungo un intero anno (giugno 2022-giugno 2023) e coinvolge artisti internazionali e locali chiamati a collaborare per realizzare assieme azioni creative con giovani tra i 14 e 19 anni, fascia d’età particolarmente segnata dalle

conseguenze della pandemia. L’obiettivo è tornare a far prendere loro parola e potere rispetto alla città immaginata dagli adulti.

In questo senso, il primo appuntamento (11-12 giugno ore 20.30) ha una valenza simbolica: Nightwalk with Teenagers è una performance in forma di camminata in cui un gruppo di ragazzi e ragazze, invitati a riappropriarsi della città e della notte, accompagnano i cittadini attraverso il loro quartiere, condividendo i luoghi più frequentati dai giovani.

Il progetto è ideato dalla compagnia canadese Mammalian Diving Reflex – in residenza a Bologna per la realizzazione di quattro diverse Nightwalks – mentre i/le partecipanti sono coinvolti/e tramite laboratori nelle scuole condotti da artisti bolognesi: in questa occasione, il workshop è stato tenuto dalla performer e artista visiva Eva Geatti, con gli studenti e le studentesse dell’Istituto Tecnico Commerciale “Rosa Luxemburg”.

In parallelo, si realizza anche il primo intervento di arte pubblica curato e prodotto da CHEAP, ovvero Nightwalk with CHEAP, un percorso di manifesti, accompagnati da una playlist musicale, lungo Via Indipendenza.

Tra le reti di cui ERT fa parte, spicca Prospero Extended Theatre, network transnazionale di cui è tra i fondatori fin dal 2006. Il progetto ha come aspirazione principale quella di contribuire alla costruzione di una cultura europea condivisa.

Una Europa costruita a partire da una spinta culturale invece che dal mercato, con lo scopo di sviluppare un programma comune per la co-produzione e la diffusione del teatro contemporaneo, dei nuovi artisti e dei grandi maestri sperimentatori.

Prospero riunisce un network di 9 teatri: Théâtre de Liège (project leader – Belgio), ERT / Teatro Nazionaleóó, São Luiz Teatro Municipal (Lisbona – Portogallo), Göteborgs Stadsteater (Göteborg – Svezia), Teatro Nazionale Croato (Zagabria – Croazia), Teatros del Canal (Comunità Autonoma di Madrid – Spagna), Schaubühne Berlin (Berlino, Germania), Teatr Powszechny (Varsavia– Polonia), Odéon-Théâtre de l’Europe (Parigi – Francia), a cui si aggiunge il canale televisivo francese ARTE.

Il progetto prevede la co-produzione e il tour nelle diverse città di 9 produzioni selezionate sulla base di alcuni criteri comuni, tra cui la rilevanza poetica, quella politica (la risonanza con i temi dell’attualità), l’approccio di ricerca e la dimensione innovativa del processo di creazione, la modalità produttiva (ad esempio il coinvolgimento di giovani artisti e di nuove tecnologie).

Anche in questa edizione di Prospero ciascun partner si impegna a produrre uno spettacolo che verrà poi accolto da almeno due altri partner del network.

In autunno verrà inoltre ultimata e presentata a Parigi la nuova piattaforma digitale di video on demand, che accoglierà le registrazioni integrali e sottotitolate in nove lingue delle produzioni realizzate nell’ambito di Prospero, insieme a una serie di altri contenuti derivati dai processi creativi e dai repertori dei membri della rete.

Sei le produzioni al momento selezionate e sostenute dal network tra le quali Imagine di Krystian Lupa, ospite nel prossimo VIE, e la produzione italiana di ERT, Calderón di Pier Paolo Pasolini, che sarà diretta dal giovane e talentuoso Fabio Condemi e debutterà a novembre 2022 all’Arena del Sole di Bologna.

Calderón fa anche parte di un più ampio progetto su Pier Paolo Pasolini, ideato dal direttore Valter Malosti insieme al critico d’arte, scrittore e accademico Giovanni Agosti, che si inscrive nel centenario della nascita dell’autore.

Il progetto intende presentare sulle scene, l’intero corpus dei testi teatrali che Pasolini ha scritto nella primavera del 1966. Oltre a Calderón, Giorgina Pi dirige Pilade; Leonardo Manzan lavora su Orgia, mentre Nanni Garella con Arte e Salute, in collaborazione con Balletto Civile, reinventa Porcile.

Saranno coinvolti anche gli allievi della Scuola di Teatro Iolanda Gazzerro di ERT e successivamente la Scuola di Alta Formazione, sotto la guida del regista e attore francese, direttore del Teatro Nazionale di Strasburgo, Stanislas Norday. Unica deviazione da questa traiettoria legata alle tragedie sarà Davidson, creazione che Michela Lucenti e Maurizio Camilli trarranno dall’abbozzo di sceneggiatura di un film mai realizzato di Pasolini: Il Padre Selvaggio, con protagonista un giovanissimo danzatore di Modena, Confident Frank.

Un importante tassello del percorso è Come devi immaginarmi, un’articolata indagine tra palco, materiali testuali e multimediali, attorno alle opere di Pasolini, finanziata dal Ministero della Cultura come progetto speciale. Il titolo è tratto da Gennariello nella raccolta di saggi uscita postuma, Lettere luterane. «Gennariello è un trattato di pedagogia sui generis – afferma il direttore Valter Malosti – in cui ci sono, tra l’altro, pagine bellissime su Bologna e gli anni giovanili del poeta. La ricerca parte proprio da questo: come le giovani generazioni immaginano Pier Paolo Pasolini? Come devi immaginarmi conduce pertanto un confronto diretto con l’opera dello scrittore, che è tra i pochi autori del Novecento che i giovani ancora conoscono.

Non è stato travolto dall’eclisse che ha portato alla sparizione di un gran numero di voci. Questa sopravvivenza è dovuta, in gran parte, a una leggenda biografica, che ha permesso d’includere il poeta in un pantheon, ristretto e transgenerazionale, che annovera artisti, musicisti, scrittori». Agli artisti si affianca un Comitato scientifico costituito da Giovanni Agosti, Silvia De Laude e Massimo Fusillo, a cui si associano Marco Antonio Bazzocchi e Gerardo Guccini dell’Università di Bologna e Angela Albanese dell’Università di Modena. Uno sguardo inedito sul mondo teatrale pasoliniano sarà affidato a Massimo Recalcati.

Si rafforza infine il sodalizio con Luca Sossella Editore per la pubblicazione di opere di autori italiani e stranieri con la collana Linea (a cura di Sergio Lo Gatto e Debora Pietrobono), in un nuovo formato che ospita non solo testi drammaturgici, ma anche i materiali dal processo creativo degli spettacoli.

CAMPAGNA ABBONAMENTI

La campagna abbonamenti si apre mercoledì 25 maggio con la vendita in anteprima (fino al 30 giugno) della Card 6 spettacoli a formula libera, utilizzabile anche in coppia a Modena, Bologna, Cesena e Vignola, al costo di 78 €. Dal primo luglio saranno in vendita tutte le altre formule di carnet. Si confermano le riduzioni per giovani under 29, studenti e over 60.

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