Omicidio al Parco Rosmarino di Carbonia, arrestato 38enne: accuse di delitto premeditato e rapina
Carbonia, omicidio al Parco Rosmarino: in carcere un 38enne accusato di delitto premeditato
A pochi giorni dal rinvenimento del cadavere di un uomo di 53 anni all’interno del Parco Rosmarino, a Carbonia, le indagini hanno subito un’accelerazione decisiva. Il corpo era stato scoperto nella notte tra il 16 e il 17 gennaio, in un’area verde frequentata anche nelle ore serali, facendo scattare immediatamente l’allarme tra i residenti e l’intervento delle forze dell’ordine.
L’ordinanza di custodia cautelare emessa dal GIP
Nelle scorse ore i Carabinieri della Compagnia di Carbonia, con il supporto del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Cagliari, hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal GIP del Tribunale di Cagliari. Il provvedimento riguarda un 38enne del posto, disoccupato e già noto alle forze di polizia, ritenuto gravemente indiziato di omicidio volontario premeditato, rapina aggravata e tentata distruzione di cadavere.
Un quadro probatorio definito grave e convergente
Le attività investigative, coordinate dalla Procura della Repubblica di Cagliari, sono state avviate immediatamente dopo il ritrovamento del corpo. In pochi giorni gli inquirenti sono riusciti a ricostruire un quadro probatorio definito “grave e convergente”, fondato sull’incrocio di più elementi: le testimonianze di persone informate sui fatti, l’analisi dei tabulati telefonici e la visione dei filmati dei sistemi di videosorveglianza presenti in città.
La trappola nel parco e l’aggressione mortale
Secondo la ricostruzione degli investigatori, la vittima sarebbe stata attirata nel Parco Rosmarino con il pretesto di un incontro legato alla cessione di sostanze stupefacenti. Una volta giunto sul posto, il 53enne sarebbe stato aggredito con estrema violenza. L’esame autoptico ha evidenziato almeno tredici ferite da taglio, alcune inferte in organi vitali, oltre a una profonda lesione alla gola che non gli avrebbe lasciato scampo.
La rapina e il tentativo di distruggere il corpo
Dopo l’omicidio, l’aggressore avrebbe sottratto alla vittima il portafoglio e il telefono cellulare, configurando il reato di rapina aggravata. Successivamente avrebbe tentato di dare fuoco al cadavere utilizzando una busta di rifiuti, nel tentativo di cancellare le tracce del delitto. Il piano, tuttavia, non sarebbe riuscito completamente, anche grazie al tempestivo intervento dei soccorsi.
Gli elementi decisivi emersi dalle perquisizioni
Un ruolo chiave nell’indagine è stato svolto dalle perquisizioni domiciliari, che hanno permesso di rinvenire indumenti compatibili con quelli indossati dall’uomo ripreso dalle telecamere mentre si allontanava dalla scena del crimine. Su tali capi erano presenti tracce apparentemente ematiche, ora al vaglio degli accertamenti scientifici, considerate dagli investigatori elementi di particolare rilevanza probatoria.
Il fermo e il trasferimento in carcere
Una volta rintracciato e fermato all’interno della propria abitazione, il 38enne è stato condotto presso gli uffici della Compagnia di Carbonia per le formalità di rito. Al termine degli atti, l’uomo è stato tradotto presso la casa circondariale, dove rimane a disposizione dell’Autorità Giudiziaria in attesa degli sviluppi del procedimento.
La risposta dello Stato a un delitto che ha scosso la comunità
L’operazione rappresenta una risposta rapida e incisiva dell’Arma dei Carabinieri a un crimine di particolare efferatezza, che ha profondamente colpito la percezione di sicurezza della comunità di Carbonia. Sotto la direzione della Procura di Cagliari, il meticoloso lavoro di raccolta e analisi delle prove ha consentito di assicurare alla giustizia il presunto autore di un fatto che ha scosso l’opinione pubblica locale.
Riproduzione riservata © Copyright La Milano

