LUKAKU SCHIANTA L’UDINESE CON UNA DOPPIETTA

A Udine finisce 2-0 per l'Inter, ma per un'ora i friulani imbrigliano la manovra nerazzurra

La svolta è arrivata dai ri-acquisti. Da quegli uomini he sono sempre stati lì e che nel momento della difficoltà si sono rivelati una risorsa in più. Barella, che pesca Lukaku con la punta del piede e fa un’altra partita di grande intensità e intelligenza, segno che le scorie dell’infortunio si sono definitivamente sciolte. Lukaku, che torna al gol dopo qualche giornata di pausa. Sanchez, che entra nella ripresa ed è subito decisivo. Brozovic, anche lui dentro a 30 minuti dalla fine e subito uomo d’ordine là in mezzo. È vero, Young spinge sempre e spesso salta l’uomo, ma Moses un po’ meno. Ed Eriksen fa intravedere la sua intelligenza tattica, ma alla fine si perde nella fitta ragnatela disegnata dal centrocampo e dalla difesa dell’Udinese. Così sono loro quattro a prendersi sulle spalle l’Inter quando sembra ormai che la partita sia indirizzata verso un pareggio dopo un’ora di sportellate. Invece la doppietta del belga (secondo gol su rigore propiziato da un atterramento di Sanchez lanciato in porta in velocità) regala tre punti che valgono doppio ai nerazzurri. Conte parte con Padelli al posto dell’infortunato dell’ultimo minuto Handanovic, la difesa a tre con Bastoni ormai titolare fisso e de Vrij-Skriniar. Centrocampo inedito: Moses, Vecino, Barella, Eriksen, Young. Davanti è Esposito il vice-Lautaro. Però il primo tempo fila via con l’Inter che cerca di fare la partita e tanta fisicità. L’Udinese non demerita e avrebbe anche qualche occasione. Sembra una serata stregata, trovare la porta è difficile: in mezzo non c’è spazio e manca sempre l’ultimo passaggio. Sui lati Young e Moses qualche volta puntano l’uomo e lo saltano, ma l’intesa tra Lukaku ed Esposito è ancora tutta da rodare e i nerazzurri sono imprecisi in costruzione, mentre l’Udinese sulla fascia di sinistra è pericolosa quando riparte. Il copione del secondo tempo sembra lo stesso e Conte prova la carta Brozovic-Sanchez al posto di Eriksen-Esposito. Passano pochi minuti e nel momento più difficile, al 19’ del secondo tempo, Barella accarezza la palla con la punta per aprire un assist di prima sulla destra alla volta di Lukaku: palla tra le gambe del difensore dell’Udinese e sotto le mani del portiere. Il belga, fino a quel momento uomo di quantità più che di qualità, non perdona. I nerazzurri rallentano il ritmo, mettono la palla a terra e iniziano a ragionare, con la complicità dell’asse Brozovic-Sanchez. E così hanno un paio di altre occasioni, fino a quando Sanchez al 26’ vince un rimpallo sulla trequarti e vola veloce verso la porta: Musso è costretto ad atterrarlo. Sul dischetto va Lukaku che non sbaglia. Il raddoppio taglia le gambe all’Udinese, che avrebbe comunque un paio di occasioni per il gol della bandiera, anche per qualche amnesia degli undici di Conte, ma il verdetto non cambia. Avanti il Milan.

UDINESE: Musso; Becao, De Maio, Nuytinck (28′ st Jajalo); Stryger larsen, Fofana (38′ st Teodorczyk), Mandragora, De Paul, Sema (27′ st Zeegelaar); Okaka, Lasagna

INTER: Padelli; Skriniar, De Vrij, Bastoni; Moses (38′ st D’Ambrosio), Vecino, Barella, Eriksen (13′ st Brozovic), Young; Lukaku, Esposito (14′ st Sanchez).


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