L’Inter domina, ma il Parma espugna Milano

275

Subito una sorpresa nell’undici messo in campo da mister Spalletti contro il Parma nella quarta giornata di campionato: dentro Dalbert in difesa e fuori Asamoah. Fuori anche Politano. Per il resto tutto come previsto alla vigilia, con Mauro Icardi che parte dalla panchina. Inter schierata con un 4-2-3-1 che vede Handanovic tra i pali, D’Ambrosio, De Vrij, Skriniar, Dalbert in difesa, Brozovic e Gagliardini sulla mediana, Candreva, Nainggolan, Perisic dietro a Keita. Il Parma gioca con un 4-3-3 e schiera Sepe, Iacoponi, B. Alves, Gagliolo, Gobbi, Rigoni, Stulac, Barillà, Di Gaudio, Inglese e Gervinho. Solito pienone alla Scala del calcio, con il terzo anello aperto e circa 60.000 biglietti venduti per l’ultima partita in campionato prima dell’esordio in Champions League con il Tottenham di martedì prossimo. 

PRIMO TEMPO

Inter che fa del possesso palla la sua arma (finora è stata la squadra con la media più alta dopo la Juventus) e la partita diventa subito a senso unico, seppur non su ritmi sostenuti, complice anche il caldo che aleggia su San Siro. Sembra di rivedere un film già visto in questo inizio di stagione, con un dominio assoluto ma le soluzioni sotto porta che all’inizio scarseggiano. Poi con il passare dei minuti il baricentro interista si sposta in avanti. Non è una brutta Inter però Keita non è Icardi là davanti, anche se il potenziale offensivo non manca e neppure i tiri e le occasioni. Il Parma è ordinato, le maglie non sono troppo strette e si affaccia timidamente nella metà campo dell’Inter in una manciata di occasioni, con la retroguardia nerazzurra sempre sicura. Quando i nerazzurri spingono, i gialloblu mostrano qualche segno di affanno, con palloni sbagliati o buttati fuori. La squadra di Spalletti avanza sulla destra, sull’asse D’Amborsio-Candreva, ma anche a sinistra con Dalbert, che cerca spesso il traversone. Non mancano poi le percussioni centrali di Nainggolan. Alla fine ne viene fuori una metà partita a senso unico, con segnali confortanti nella gestione della palla dell’Inter, ma manca la zampata.

LA CRONACA

All’8’ destro da oltre 20 metri di Candreva con Sepe che respinge e Bruno Alves a liberare l’area; al 9’ ci crede Brozovic da fuori, respinge Sepe; al 14’ tiro da sinistra di Perisic, che sbatte su Iacoponi; al 16’ traversone di Candreva, Alves anticipa Keita e Perisic al volo la manda alle stelle; al 18’ Keita dalla destra, Perisic di testa a lato; al 22’ Brozovic la manda in curva dal limite; al 26’ Nainggolan abbozza un cross, ma la palla sfiora l’incrocio dei pali e Sepe la manda in angolo; al 36’ cross di Dalbert, Keita la svirgola fuori di testa; al 38’ missile rasoterra da fuori di Nainngolan, fuori di poco; al 39’ Brozovic da fuori, Alves la sporca in angolo; al 40’ Perisic la tira dritta addosso a Sepe in area, da posizione ravvicinata.

SECONDO TEMPO

Subito dentro Icardi al posto di Keita, ma è il Parma ad avere la prima occasione pericolosa con un tiro deciso di Stulac da fuori area, respinto in acrobazia da Handanovič. Una premonizione. L’Inter però parte subito forte in avanti, la partita acquista verticalità, l’ingresso di Icardi cambia le geometrie. Al 59’ entra anche Politano e al 70’ spazio per Asamoah al posto di D’Ambrosio. Fioccano le occasioni, ma manca sempre la zampata. Chi sbaglia paga dice il proverbio ed ecco che al 79’ succede l’impensabile: Brozovic perde una palla davanti all’area, Dimarco inventa il tiro della vita, mettendola all’incrocio dei pali senza che Handanovič (coperto) si muova neppure. La frittata è fatta, i nerazzurri si lanciano coraggiosamente in avanti, le squadre si allungano ancora, viene meno la lucidità e il Parma va vicino al gol una seconda volta, con Gervinho. Però le occasioni per pareggiare ci sono, e anche più di una. Ma finisce così, con l’Inter che stecca ancora, in casa e a 72 ore dal debutto in Champions League. I nerazzurri recriminano per un fallo di mano di Dimarco, episodio da moviola, ma devono recriminare soprattutto per le troppe palle sprecate in una partita senza storia.

LA CRONACA

Al 48’ Stulac da fuori area impegna Handanovič in acrobazia; al 52’ Perisic spedisce Candreva in area, alla destra di Sepe, e ne viene fuori un tiro sull’esterno della rete; al 57’ azione di Perisic sulla sinistra, piatto di Nainggolan da dentro l’area, murato da Dimarco, poi ancora Nainggolan a terra al limite dell’area, niente fallo, ma ne viene fuori un’azione del solito Perisic da posizione angolata con Dimarco che salva sulla linea; al 62’ D’Ambrosio la spara alta di prima intenzione; al 73’ botta di Nainggolan, respinta da Sepe; al 74’ è Politano a lanciarla in area, Gagliolo anticipa Sepe e quasi fa autogol; al 79’ gol di Federico Dimarco di esterno sinistro da 30 metri; all’82’ Icardi pasticcia sotto porta su passaggio di Nainggolan; all’87’ cross basso di Perisic, direttamente su Sepe; all’88’ sinistro di Politano deviato in angolo; al 90’ Handanovič respinge su Gervinho; al 91’ Nainggolan la butta fuori dal limite; al 92’ tiro di De Vrij a botta sicura murato in area.

LUCI E OMBRE

Con un altro risultato saremmo qui a scrivere di una buona Inter, padrona del campo, con Perisic, Nainggolan e Brozovic ispirati, una difesa sempre sicura, il gioco che cresce e nell’insieme pochi uomini fuori luogo (da rivedere Keita e Politano, Gagliardini così così). Però Brozovic, a lungo positivo, perde palla davanti alla difesa e non contrasta Dimarco sul tiro del gol, una macchia sulla pagella, gli altri big mancano l’occasione del gol e nel calcio vince chi la mette dentro. Manca l’Icardi dello scorso inizio stagione. E ora la classifica si fa preoccupante e il Tottenham (sconfitto dal Liverpool) incombe. Mister Spalletti dovrà ripartire dalle note positive, che non sono poche, ma la priorità diventa ritrovare la cattiveria sotto porta.

LE DICHIARAZIONI

Luciano Spalletti:

«Mi prendo le mie responsabilità, la squadra è completa, è vero che abbiamo cercato un regista, ma la rosa è sufficientemente ampia, in tutti i reparti. Chiaro che se non si riesce a essere tutti in una condizione eccellente, a porsi come una grande squadra… Per come conosco i miei giocatori, non sono presuntuosi, il problema è che in alcuni momenti vogliono fare di più e non si riesce a fare le cose facili. Alla fine ci sono squadre che la vincono su un episodio sporco, noi di episodi ce ne siamo sistemati tanti e non l’abbiamo buttata dentro, anche alla fine ci sono state due palle pulite. È una questione di testa, nei prossimi giorni andremo a fondo della questione. Ci è stato negato un rigore netto, lui (Dimarco, ndr) tocca la palla e la manda via con il braccio, con il gomito».

Samir Handanovič:

«Dimarco ha fatto un gran tiro, però io non l’ho visto partire, ero coperto, non so se era regolare. Per noi c’era un rigore netto, però non vogliamo aggrapparci a questi episodi, si riparte tutti insieme, meglio avere tante partite una dietro l’altra che una pausa ora».

INTER O – PARMA 1 (79’ FEDERICO DIMARCO)

INTER

1 Samir Handanovič (c) – 5 Roberto Gagliardini – 6 Stefan de Vrij – 11 Keita Balde (dal 46’ Mauro Icardi) – 14 Radja Nainggolan – 29 Dalbert – 33 Danilo D’Ambrosio (dal 70’ Kwadwo Asamoah) – 37 Milan Skriniar – 44 Ivan Perisic – 77 Marcelo Brozovic – 87 Antonio Candreva (dal 59’ Matteo Politano)

PARMA

55 Luigi Sepe – 2 Simone Iacoponi  (dal 77’ Fracisco Sierralta) – 5 Leo Stulac – 17 Antonino Barillà – 18 Massimo Gobbi (dal 46’ Federico Dimarco) – 20 Antonio Di Gaudio (dal 63’ Alessandro Deiola)  – 22 Bruno Alves (c) – 27 Gervinho – 28 Riccardo Gagliolo – 32 Luca Rigoni – 45 Roberto Inglese

Arbitro: Gianluca Manganiello (Sez. Pinerolo)

Assistenti: Peretti, De Meo

Quarto uomo: Sacchi

V.A.R., A.V.A.R: Rocchi, Liberti

Ammoniti: 24’ Stulac, 31’ Brozovic, 67’ D’Ambrosio, 80’ Dimarco


LEGGI ANCHE

 
Commenti
Loading...