INTER-MILAN: LE DICHIARAZIONI PRE-PARTITA DI LUCIANO SPALLETTI

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«Non abbiamo pensato né al Barcellona, né al campionato, abbiamo pensato al derby. Questa partita è il termometro più corretto per misurare quanto siamo malati dell’Inter. Vincere il derby ti può dare moltissime cose in più di quello che sono i tre punti, da portare nelle altre partite. Non abbiamo sprecato neanche un minuto di quello che è stato lo scorrere del tempo in queste due settimane. Non rinuncerò mai a chiedere grandi cose ai miei, è fondamentale essere esigenti con noi stessi, chiedere grandi giocate, grande disponibilità, intensità e qualità. Abbiamo un’etica nel modo di lavorare, una professionalità che cancella qualsiasi timore. Lo vogliamo giocare a viso aperto questo derby perché ci saranno molti interisti a vederlo dentro lo stadio, ma ci sarà il quarto anello che è fatto da quelli che lo guarderanno sul divano. E poi da quando sono qui ho imparato che gli interisti probabilmente dimenticano il compleanno della moglie, ma non dimenticano il risultato del derby. I contratti ti fanno essere dell’Inter per alcuni anni, le grandi partite ti fanno entrare dentro la storia dell’Inter. Trovo che la mia squadra sia cresciuta di mentalità, di gioco, di carattere e che ci siano ampi margini per andare avanti, per proseguire su questa strada: c’è ancora possibilità di evoluzione. Non temo niente, non temo la sosta, anche la squadra di Gattuso aveva tanti nazionali, bisogna tenere presente quelle che sono state le situazioni, però è un lavoro già molto sviluppato che tiene conto di fatiche, viaggi, minutaggi: siamo al completo, sono tutti a disposizione. Faccio i complimenti a Gattuso (che in conferenza ha dichiarato di ritenere più forte tecnicamente il Milan dell’Inter, ndr) che è nella lista di grandi allenatori che possono dare molto al nostro calcio. Per quello che riguarda il suo pensiero mi sorprenderebbe se la pensasse diversamente sui suoi giocatori. Se fai vedere che hai fiducia in quelli che ti stanno davanti, stai tranquillo che ti danno qualcosa in più. Penso che anche noi siamo cresciuti da un punto di vista di mentalità di gioco, personalità e altezza – calci d’angolo e punizioni laterali – e dentro tutte queste qualità siamo convinti che possa arrivare il particolare che ti può dare gol che fa la differenza. Icardi e Higuain ti fanno rimanere a bocca aperta per le giocate che fanno, sono leggermente diversi, ma sono fondamentali per il gioco di Inter e Milan. Mi fanno sorridere quelli che dicono che Icardi non è molto tecnico: andiamo a vedere il secondo gol contro la Spal». 


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