INTER-LAZIO, LE PAGELLE DEI NERAZZURRI

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Handanovic 8

Para tutto, anche l’impossibile. Per il resto ci pensano i cecchini laziali con le polveri bagnate. Il migliore in campo, avercene…

 

Godin 6

Bene ma non benissimo, un po’ in difficoltà negli arrembaggi laziali. Intendiamoci, un gol in cinque partite, migliore difesa del campionato… potrebbe andare molto peggio 😉

 

De Vrij 6,5

Sempre sicuro come direttore dell’orchestra più imbattuta del campionato, certo, ieri sera è stata la prova più dura.

 

Skriniar 6

Il voto vale più per l’azione di gruppo della difesa perché dei tre continua a essere il meno convincente e continua a sbagliare in costruzione.

 

D’Ambrosio 7

Voto 6,5, ma il gol vale mezzo punto in più. Che dire: concreto e utile, come sempre.

 

Barella 7 +

Dopo Handanovic il migliore, soprattutto nella ripresa. Propositivo e in definitiva… contiano.

 

Brozovic 5,5

Fa il suo a centrocampo ma, dopo la bella prova del derby, non ci ha convinto fino in fondo.

 

Vecino 5

Uhm, è vero che il suo di solito è un intervento che non si vede molto ma è efficace, però se riesce abbastanza ad arginare a centrocampo, davanti così così.

 

Biraghi 6,5

Meglio nel primo tempo, nel quale sfodera anche il preciso cross per il vantaggio, comunque si dimostra una risorsa in più per fare fiatare Asamoah.

 

Lukaku 5,5

Non può giocarle tutte e ogni tanto capita la serata un po’ sotto tono. Però è sempre uno spauracchio per le difese avversarie. Un po’ pasticcione nelle ripartenze e nel controllo palla quando viene servito.

 

Politano 6

Un po’ appannato, però sulle ripartenze è sempre micidiale.

 

Martinez 5,5

Molle, finora la migliore versione la si è vista con l’Argentina, arriverà anche a Milano?

 

Sanchez 6

Di più non si può dare visti i pochi minuti, ma fa due bei numeri di piede e dimostra tanta voglia, arriverà.

 

Sensi 6,5

Rileva Vecino e si vede. Ha avuto serate migliori ma vivacizza subito la manovra e si esibisce in un paio di numeri: certezza.

 

Conte 7

Serata di lotta, ma l’Inter sa soffrire quando c’è da soffrire e andare all’arrembaggio quando è il momento giusto. Ed è proprio questa la forza del contismo. Azzecca turn-over e formazione più fisica e coperta nel primo tempo, poi anche i cambi.


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