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Serie A, 9^ giornata: a San Siro la decide di nuovo Locatelli dopo 7 anni esatti. La Juve batte il Milan

La Roma la spunta nel finale contro il Monza. L’Atalanta ritrova i 3 punti

Serie A, 9^ giornata: a San Siro la decide di nuovo Locatelli dopo 7 anni esatti. La Juve batte il Milan.

 

Roma-Monza (1-0)

La Roma di Mourinho è a caccia della terza vittoria consecutiva, dopo quelle contro Frosinone e Cagliari. Anche Palladino e il suo Monza sono reduci da due vittorie, conquistate contro Salernitana e Sassuolo. I giallorossi devono fare i conti con una lunga lista di assenti, in cui spiccano i nomi di Dybala, Sanches e Smalling. Dunque formazione quasi obbligata, con Cristante schierato nei tre di difesa e Belotti al fianco di Lukaku in attacco. Palladino, non potendo contare su Izzo e sul Papu Gomez, schiera Colombo, con Pereira preferito da titolare a Ciurria.

Reti bianche dopo i primi 45 minuti. Di Gregorio assoluto protagonista nel finale, con due parate davvero provvidenziali, la prima su un colpo di testa di Aouar e la seconda con un riflesso pazzesco di piede su Belotti. Brianzoli molto efficaci in fase di possesso palla. Roma poco lucida e tecnicamente insufficiente. Al 41’, Belotti difende palla e D’Ambrosio lo ferma con un fallo tattico a 80 metri dalla sua porta, procurandosi il secondo giallo. Il 33 biancorosso viene espulso dall’arbitro.

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La partita si sblocca sono nei minuti finali, dopo l’assedio totale dei giallorossi, che prendono anche due pali con Lukaku e Azmoun. Il gol del definitivo 1-0 arriva al 90’, dai piedi del subentrato El Shaarawy. Sponda di Kristensen sul cross di Zalewski, El Shaarawy prolunga di testa per Azmoun, il cui tiro viene però murato dalla difesa biancorossa. La palla resta lì e il Faraone trafigge Di Gregorio con un destro che fa impazzire l’Olimpico. Nel finale espulso anche Mourinho, colpevole di aver mimato il gesto delle lacrime alla panchina avversaria per una ripresa tardiva del gioco. Il tecnico giallorosso salterà la sfida contro la sua ex Inter.

roma

Salernitana-Cagliari (2-2)

Granata e rossoblù tornano ad affrontarsi dopo quasi un anno e mezzo dall’ultima volta. Per Inzaghi è l’esordio sulla panchina della Salernitana, dopo l’esonero di Sousa. Il neo-tecnico granata sceglie il 3-4-2-1, con il tandem Candreva-Cabral alle spalle di Dia. Ranieri risponde con un 4-3-1-2: davanti scelto il tandem Luvumbo-Oristanio.

La prima frazione di gioco all’Arechi si chiude sullo 0-0, nonostante la spinta offensiva dei granata, che sin dai primi minuti di gioco tentano di trovare la via del gol con una lunga serie di corner. Arriva al 79′ la rete che sancisce il momentaneo vantaggio dei sardi, la firma è quella di Luvumbo Zito, che non spreca con il piattone mancino un prezioso invito di Jankto. All’86’ è Dia a ristabilire l’equilibrio. Spunto vincente del francese, che sfrutta il suggerimento del subentrato Ikwuemesi spedendo la palla dietro Scuffet.

Dopo appena 2 minuti, di nuovo avanti il Cagliari. Stavolta la firma è del subentrato Viola che si fa trovare pronto di testa sul cross preciso di Shomurodov. Finale pazzesco all’Arechi: al 95’ segna di nuovo Dia, che trasforma un calcio di rigore segnalato dal VAR, per un fallo di mano di Viola. Palla sotto l’incrocio dei pali per il definitivo 2-2.

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Bologna-Frosinone (2-1)

Il Bologna arriva dal pareggio scoppiettante con l’Inter a San Siro, mentre il Frosinone è reduce dalla vittoria casalinga contro il Verona. Le scelte di Thiago Motta: a sorpresa vanno in panchina sia Ndoye che Karlsson, con Saelemaekers che completa la trequarti al fianco di Ferguson e Orsolini. Le scelte di Di Francesco: confermato Reinier nel ruolo di mezzala, mentre in avanti gioca ancora Garritano al fianco di Soulé e Cheddira.

Il primo tempo è molto divertente, soprattutto per merito del gioco del Bologna. Gli uomini di Thiago Motta riescono a creare con continuità pericoli per la porta di Turati, fino a quando, nel giro di 4 minuti, non arriva l’uno-due che sblocca il match. Al 19’, su azione insistita del Bologna, arriva il cross di Saelemaekers: quest’ultimo, anche con l’aiuto di una leggera deviazione, riesce a trovare Ferguson, freddo nel concludere a porta vuota. Il raddoppio arriva dopo appena 3 minuti. Respinta imprecisa del portiere del Frosinone, che favorisce il colpo di testa di De Silvestri, preciso nella conclusione a porta sguarnita. 

Al minuto 63 arriva la rete del 2-1. Soulè non sbaglia dal dischetto: rigore calciato con freddezza. Skorupski spiazzato e partita riaperta. Al 93’ arriva la doppia ammonizione e il cartellino rosso per Mazzitelli.

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Atalanta-Genoa (2-0)

La Dea, dopo la sconfitta all’Olimpico contro la Lazio, va alla caccia dei tre punti per avvicinarsi alla zona Europa. A farle visita un Genoa che contro le grandi ha sempre creato problemi quest’anno. Gasperini schiera il tridente con Lookman e De Katelaere alle spalle di Scamacca. Nel Genoa ancora fuori Retegui, spazio ad Ekuban che agisce insieme all’islandese Gudmundsson.

Partita bloccata e con poche occasioni da rete. I bergamaschi partono lanciati ma sbattono sul muro eretto dalla squadra genoana. Genoa bene in campo ma poco incisivo in attacco. L’1-0 arriva dai piedi di Lookman. Dopo un check al VAR per un possibile tocco di mano, Marinelli decide di convalidare il gol. Scamacca serve il compagno dal fondo, che si gira da terra e calcia sotto la traversa.

Nel finale il Genoa spreca la palla del pareggio con Puscas, che servito da Gudmundsson di tacco, si fa ipnotizzare da Carnesecchi. Il gol che chiude la partita arriva nei minuti finali, con Pasalic che serve al limite un Ederson preciso nel battere il portiere avversario in diagonale.

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Milan-Juventus (0-1)

Una vittoria riporterebbe il Milan in testa al campionato, un successo juventino manderebbe i bianconeri a -2 dall’Inter. Una partita che potrebbe rivelarsi fondamentale per gli equilibri del campionato. Pioli, a causa delle numerose assenze, schiera Florenzi terzino sinistro, Musah e Adli a centrocampo, solito tridente d’attacco con Giroud, supportato da Pulisic e Leao. Allegri schiera dal 1’ minuto la coppia Milik-Kean, panchina per Chiesa e Vlahovic, non ancora al 100%. A centrocampo McKennie da mezzala, Weah e Kostic da quinti. Rugani in difesa con Bremer e Gatti.

Primo tempo in cui i rossoneri provano a fare la partita, con i bianconeri a ripartire e colpire in velocità. Dopo una grande occasione per Giroud, la partita cambia al 40′, quando un anticipo errato di Thiaw su Kean obbliga il difensore al fallo da ultimo uomo: Milan in 10. Espulsione pesante che cambia la partita.

Il Milan gioca e ci prova, soprattutto nei primi 10 minuti della ripresa, ma paga tantissimo l’espulsione di Thiaw. Partita equilibrata e non troppo avvincente fino al 63’. La rete che indirizza la partita arriva dai piedi di Locatelli. Conclusione dalla distanza del mediano ex rossonero, una deviazione di Krunic beffa Mirante, con il portiere che non può arrivare sul pallone che lo scavalca.

Nell’ultima mezz’ora il Milan continua a provarci, sfruttando soprattutto la velocità e l’estro di Leao, nonostante l’uomo in meno. Juventus che continua, invece, con una gara difensiva. Negli ultimi minuti i rossoneri fanno troppa fatica, dopo praticamente più di un tempo in inferiorità numerica. La squadra di Allegri gestisce la partita con il possesso palla.

Nel finale è Mirante a prendersi la scena. Il portiere 40enne è decisivo su Cambiaso e Vlahovic. Al 97’ arriva il triplice fischio: decide il gol dell’ex Locatelli, in lacrime nel post-partita. Il 22 ottobre 2016, esattamente 7 anni fa, a San Siro, un giovanissimo Locatelli decideva Milan-Juventus con la maglia rossonera. Una coincidenza incredibile.

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