Retequattro, la seconda puntata di Frozen Planet II

29 dicembre, in prima serata su Rete4

Retequattro, la seconda puntata di Frozen Planet II.

Giovedì 29 dicembre in prima serata su Retequattro, in esclusiva assoluta per l’Italia, secondo appuntamento con la serie documentaristica BBC Frozen Planet II.

Questa settimana, il racconto delle aree ghiacciate del Pianeta – in pericolo, come mai prima d’ora – si concentra su Antartide e catene montuose di Svizzera, Perù, Kenya, Giappone, Canada, Nuova Zelanda, Cile, Pakistan e Cina.

Di particolare rilievo le sequenze dedicate all’Aquila Reale del Parco del Gran Paradiso, per la prima volta ripresa mentre una coppia di esemplari cattura e uccide un camoscio adulto, animale che è cinque volte il suo peso.

Ancora più drammatiche le immagini in time-lapse che mostrano l’erosione dei ghiacciai Ferpècle, Gorner, Saint Annafirn, Morteratsch, in Svizzera, e del Quelccaya Ice Cap, in Perù. Un’operazione alla quale ha partecipato anche la nostra Samantha Cristoforetti dalla ISS, da dove ha raccolto le immagini che – anche dallo Spazio – comprovano il disastro cui i ghiacciai stanno andando incontro.

Dall’Antartide, inoltre, arrivano sorprendenti filmati che vedono protagonisti il Pinguino Reale, l’Albatro Errante, la Balena Blu, la Foca di Weddell, il Pinguino Sottogola, l’Orca, la Procellaria delle Nevi e gli Stromatoliti, fossili formati da cianobatteri, presenti in un lago che è stato scoperto solo 13 anni fa.

FP II: numeri

– il team di Frozen Planet II ha realizzato un totale di 102 riprese, di cui 31 da remoto, anche con troupe locali;

– nel complesso si sono resi necessari 2.188 giorni sul campo, nell’arco di quattro anni e mezzo, in tutti i continenti, in 18 diversi paesi;

– il periodo più lungo trascorso senza interruzioni, on field, è stato di tre mesi;

– il viaggio più lungo verso una location ha richiesto tre settimane;

– Il periodo di quarantena più lungo è stato di 42 giorni.

FP II: tecnologie

 i droni hanno permesso di filmare, in luoghi remoti, sia i paesaggi sia i comportamenti degli animali:

o  i light-weight drone offrono una prospettiva ottimale, in situazioni in cui altre riprese aeree sarebbero state difficili o impossibili;

o  i GPS-programmed drone sono stati utilizzati per volare su rotte specifiche e catturare le modifiche del paesaggio, anche negli anni, e rivelare i cambiamenti nei ghiacci marini;

o  gli high speed FPV (first-person view‘racer’ drone ad alta velocità, utilizzati per filmare le valanghe, adottati per la prima volta in assoluto in un documentario televisivo;

o  i thermal drone sono stati utilizzati per consentire al team di filmare in notturna;

– High-Definition Remote Camera Trap, fototrappole 4K impiegate in luoghi in cui si trovano animali troppo timidi per essere filmati;

– Long Term Time-Lapse Camera, speciali telecamere time-lapse istallate sui ghiacciai per documentarne i cambiamenti;

– riprese in Time-Lapse e Lapsed-Time in quota e dallo spazio, con esperti di imaging spaziale e scienziati, per confrontare e sovrapporre vecchie immagini a nuove, oltre a svariati sopralluoghi, e rivelare i profondi cambiamenti dei ghiacciai delle Alpi europee;

– Rebreather Diving Technology e Pole Camera, i primi, cruciali per tutte le sequenze subacquee, hanno consentito di rimanere in immersione per periodi più lunghi e in presenza di animali dal comportamento imprevedibile; e, dove le condizioni erano troppo pericolose per immergersi sono state progettate e utilizzate telecamere speciali, che hanno consentito agli operatori di rimanere in superficie.

Frozen Planet II è stato realizzato dalla Natural History Unit di BBC Studios e co-prodotto da BBC America, Open University, Migu Video, ZDF e France Televisions.

Retequattro, la seconda puntata di Frozen Planet II

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