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Paperissima Sprint: 32 anni di papere no stop. Brumotti, Shaila e Mikaela ce ne raccontano delle belle!

Paperissima Sprinti un tocco di freschezza estiva e un successo senza limiti, intramontabile. Abbiamo intervistato i tre fantastici conduttori: Brumotti, Shaila e Mikaela.

Paperissima Sprint: 32 anni di papere no stop. Brumotti, Shaila e Mikaela ce ne raccontano delle belle!

 

Paperissima Sprint ideato da Antonio Ricci, è per antonomasia il programma televisivo Mediaset delle papere, filmati da tutto il mondo, un programma fresco, estivo da gustare con piacere, leggero e divertente, un bel tocco di freschezza estiva.

Il programma è nato nel 1990 e da allora, con l’immancabile Gabibbo, tante le edizioni.

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Paperissima Sprint
Paperissima Sprint:, Vittorio Brumotti e le veline Shaila Gatta e Mikaela Neaze Silva 2022 05 17 © Niccolo Cambi/Massimo Sestini

 

Ben 32 anni in onda, sull’onda, e non perde un colpo, anzi non perde una “papera”, tante papere, divertenti, sorprendenti, strabilianti, in due parole: Paperissima Sprint.

 

In questa edizione abbiamo voluto sentire i diretti interessati, i tre conduttori:

Vittorio Brumotti, Shaila Gatta, Mikaela Neaze Silva.

 

Vittorio Brumotti
Paperissima Sprint:, Vittorio Brumotti
2022 05 17 © Niccolo Cambi/Massimo Sestini

BRUMOTTI:

Vittorio, sei alla tua decima edizione di Paperissima Sprint, la quarta insieme alle ex veline Shaila Gatta e Mikaela Neaze Silva. Non ti sarai stancato…

 

Dopo 10 anni, Paperissima è un programma che va sempre “a bombazza”!

Cavallo che vince non si cambia mai, è un po’ un’abitudine di noi liguri.
Io non mi sono stancato. Anzi! E’ il mio momento per stare vicino al mondo dei bimbi e anche al mio pubblico. Sono due tipi di pubblici quelli con cui sto in contatto durante l’anno, quello di Striscia e quello di Paperissima.

Quest’ultimo mi piace tanto perché avendo io l’età dei papà, 42 anni, alla fine non ho figli, ma è come se ne avessi tanti che mi vedono attraverso la televisione.

 

Cos’è cambiato dalla “prima volta”?

 

Dalla prima volta non è cambiato niente perché ho sempre lo stesso entusiasmo. Mi piace essere più sciolto. Anno dopo anno, alla conclusione del programma, sono più spigliato e ho molta più padronanza dei tempi comici, padronanza che racchiude anche il segreto di ciò che mi piacerebbe fare in futuro, ovvero l’attore comico, una sorta di Ace Ventura, dunque Paperissima mi prepara a tutto questo.

 

Ormai lavori con Antonio Ricci da molti anni. Com’è collaborare con lui?

 

Nel primo periodo collaborare con lui è stato difficile, mi diceva cosa non fare, mi diceva di studiare…

Io all’epoca non capivo, oggi invece mi sento come se avessi fatto l’università.
Lo ringrazio veramente di cuore perché attraverso alcuni suoi “no” sono riuscito ad avere tanti “sì”, e spero un giorno di poterlo ripagare dando ancora più visibilità al programma.

 

E con Shaila, Mikaela e il Gabibbo?

 

Il Gabibbo è un pezzo di Liguria come me, Shaila e Mikaela sono le colleghe più professioniste che abbia mai avuto nella mia carriera televisiva e non solo, è sempre un piacere lavorare con loro.

 

Tra papere e servizi di denuncia nelle piazze di spaccio non stai mai fermo. Hai altro in cantiere?

 

Sono molto impegnato durante l’anno, 340-350 giorni l’anno lavoro sui due programmi televisivi e sulla mia parte atletica. In cantiere ho tanti eventi con la bici in giro per l’Europa, altre cose negli Stati Uniti ed altre ancora a Dubai.

Prossimamente cercherò di battere anche un record.

 

Un’ultima domanda che devo farti a tutti i costi: qual è la tua “papera” più divertente?

 

Ero con le forze dell’ordine e stavo rincorrendo, durante una retata, uno spacciatore, ma nel momento in cui si è girato mi sono accorto che in realtà era un rappresentante delle forze dell’ordine in borghese, tutto tatuato come me! Ci siamo messi a ridere, poi dopo mi ha confessato che quando va in giro anche i suoi colleghi lo fermano sempre.

Un’altra papera divertente è stata quanto mi è saltata la catena della bici e pedalando a vuoto mi sono ritrovato a fare una capriola in avanti, ovviamente non lo farò mai mandare in onda perché io non sbaglio mai! (Ride).

Shaila Gatta
Paperissima Sprint,Shaila Gatta 2022 05 17 © Niccolo Cambi/Massimo Sestini

 

SHAILA:

Shaila, partiamo dalla domanda che tutti vorrebbero rivolgervi: com’è andato questo primo anno lontane da “Striscia la notizia”?

Quest’anno lontano da Striscia la notizia è stata una prova personale e soprattutto è stato un anno di conoscenza verso me stessa: negli ultimi quattro anni ho avuto l’opportunità di stare tutti i giorni a Striscia, di avere una routine e anche una sorta di tranquillità, ed è stato un percorso che mi ha preparata e mi ha formata per capire cosa avrei voluto fare dopo.
Quindi in questo anno ho avuto modo di mettere alla prova i frutti del mio lavoro e della mia esperienza ma soprattutto di approfittare del tempo in più a disposizione per poter studiare e approfondire ancora più cose per quanto riguarda il mio lato artistico: ho intrapreso la strada della recitazione, della dizione, del canto, ho veramente spaziato anche nel ballo, iniziando a fare danza aerea. Ho realizzato anche il mio primo progetto aprendo una società, creando il mio brand: da giugno in poi nel mio piccolo sono diventata una piccola imprenditrice e alla mia età, 26 anni, è una grandissima soddisfazione aver potuto avverare quello che sognavo da bambina, con le mie forze, da sola e ad una giovane età.

 

Cosa ti manca di più?

Quello che mi manca di più è ovviamente la quotidianità, ma soprattutto le persone che nel tempo ho avuto l’opportunità di conoscere perché, come si sa, Striscia la notizia è un programma storico e le persone che ci lavorano sono lì da molti anni, quindi si crea un clima familiare, per cui mi mancano moltissimo tutte le persone che ho avuto modo di conoscere e che, per fortuna, porto tutt’ora nel mio cuore.

 

Siete le veline con più presenze a “Striscia” e le prime ad essere passate a “Paperissima Sprint”. Il prossimo record?

Essere le veline dei record, già questa è una cosa inaspettata. Cinque anni fa quando ho scoperto di diventare velina, non mi sarei mai aspettata di ottenere tutti questi risultati. Uno dei miei sogni è quello di condurre uno show e quindi aver avuto l’opportunità di fare Paperissima e di mettermi alla prova in quello e soprattutto di crescere in questa strada è stata un’occasione importante.
Il prossimo record…, non saprei, chi lo sa! Uno dei record dei miei sogni sarebbe continuare a festeggiare queste lunghe puntate magari dietro al bancone del tg satirico con una conduzione.

Per il quarto anno ritrovate Brumotti accanto a te in conduzione. Com’è lavorare con lui?

Lavorare con Brumotti è divertentissimo, in questi 4 anni abbiamo instaurato un grandissimo rapporto di amicizia, un rapporto fraterno: si ride e si scherza, c’è tanta complicità tra di noi e non ci sono filtri, ci divertiamo veramente. Quindi più che lavoro, è un grande divertimento quando c’è Brumotti anche perché, essendo un veterano della trasmissione, soprattutto il primo anno ci ha dato dei consigli, ci aiutava a farci sentire a nostro agio.  Siamo praticamente cresciuti insieme.

 

“Paperissima Sprint” è in onda dal 1990. Quale secondo te il segreto del successo del programma?

Il successo di Paperissima è la normalità: le persone guardando il programma riescono ad immedesimarsi nella realtà, nel fatto di essere delle persone ordinarie con pregi e difetti e quindi ritrovarsi nell’imperfezione: sbagliare fa parte dell’essere umano e nella vita essere autoironici, riderci sopra, non farsi pesare troppo le piccolezze e saper vivere con un po’ di leggerezza è molto importante! Sono sicura che il segreto di Paperissima è proprio questo: le persone si sentono normali e a proprio agio guardando la televisione.

 

A questo punto devo chiederlo anche a te: raccontami la tua ultima “papera”.

Ne ho un paio. La prima: ero sul palco di Paperissima per provare un balletto e, essendo elastica, ho lanciato la gamba troppo forte e me la sono beccata in fronte. La seconda invece è capitata quando ero in SPA in montagna: c’era un rito di un quarto d’ora con un addetto che metteva sul fuoco degli oli essenziali, alla fine stavo morendo di caldo ed ero sudata, per uscire al volo non ho visto la porta di vetro e ci sono finita dentro in pieno… È stata una grandissima figuraccia!

 

Shaila, tu vieni da Secondigliano, un quartiere “scomodo” di Napoli. La tua storia però dimostra che i talenti nascono ovunque.

I talenti nascono ovunque e bisogna smettere di giudicare l’abito delle persone. Questo perché i problemi ci sono dovunque: ci sono anche a Secondigliano che è una realtà sicuramente difficile, ma perché vedere per forza solo il difficile e il brutto di una realtà quando si nascondono tante cose meravigliose?

Il popolo è vero, verace, felice, spontaneo, accogliente e soprattutto vivere in una realtà complicata non vuol dire che non possa fare emergere personaggi e persone di talento.
Io credo che da Napoli siano uscite tante persone di talento, tanti artisti e come ci sono i problemi qui, ci sono in qualsiasi altra città. Forse la differenza è che noi napoletani siamo un po’ più spontanei e senza filtri, però bisognerebbe smetterla di giudicare l’abito perché c’è molto di più dietro. La mia fortuna è anche quella di avere una famiglia che mi ha seguita, mi ha istruita e non mi ha mai lasciata sola.

 

Quale ex velina ti ha ispirato di più in questi anni?

Credo che ognuno di noi abbia delle particolarità, quindi non credo di essermi ispirata a qualche velina in particolare, semplicemente perché questo percorso era molto inaspettato, provenendo da un mondo differente ed essendo la prima velina ballerina professionista. È stato tutto un regalo che la vita mi ha portato. Quindi non ho sentito l’esigenza di ispirarmi a qualcuno, proprio perché ognuno di noi ha delle caratteristiche ed è giusto che queste emergano in base alla nostra personalità. Sicuramente guardando le veline in questi anni, ho visto alcune di loro che preferivo, che mi piacevano e mi stavano simpatiche però credo che ognuno di noi abbia una personalità diversa e che vada mostrata senza imitazioni, ma guardando soprattutto al proprio percorso personale.

Mikaela Neaze Silva
Paperissima Sprint: Mikaela Neaze Silva 2022 05 17 © Niccolo Cambi/Massimo Sestini

 

MIKAELA:

Mikaela, partiamo dalla domanda che tutti vorrebbero rivolgervi: com’è andato questo primo anno lontane da “Striscia la notizia”?

Questo primo anno lontana da Striscia per me è stato un anno di transizione, un anno in cui sono riuscita a dedicare più tempo a me stessa e a ciò che avrei voluto fare. Il lavoro della velina, infatti, non è solo quello che le persone vedono in televisione, quei 30 secondi, ma è tanto impegno, sono giornate intere di lavoro e di conseguenza avevo poco tempo da dedicare a me stessa. Ho approfittato di quest’anno di transizione per dedicarmi agli studi, alle mie passioni.

 

Cosa ti manca di più?

Ciò che mi manca di più sono le persone. Si è creato un gruppo bellissimo, ho avuto modo di conoscere e collaborare con persone fantastiche. Mi manca la routine e le giornate pianificate, mi manca sapere che alla fine potevo vedere tutti quanti, mi manca il divertimento in studio. Alla fine, quello che mi manca di più è la famiglia di Striscia.

 

Siete le veline con più presenze a “Striscia” e le prime ad essere passate a “Paperissima Sprint”. Il prossimo record?

Non saprei quali saranno i prossimi record, per ora si celebrano quelli che abbiamo già raggiunto e da qui si va avanti. Spero di realizzare i miei sogni e di essere felice in qualunque cosa io vada a fare.

 

Per il quarto anno ritrovate Brumotti accanto a voi in conduzione. Com’è lavorare con lui?

Brumotti è una persona fantastica, è un amore di persona, a parte quando decide di fare scherzi inutili… (ride). Lui è una persona bellissima, mi sono trovata benissimo con lui e negli anni ho imparato a conoscerlo. Lo considero un fratellone, soprattutto perché si prende cura di noi, ci è sempre vicino ed è sempre disposto a darci una mano. È una persona con il sorriso e la felicità in corpo, ha un’energia fantastica e quindi ti sprona anche nelle giornate in cui sei giù: lui è sempre pronto a risollevarti l’umore e a lavorare in gruppo.

 

“Paperissima Sprint” è in onda dal 1990. Quale secondo te il segreto del successo del programma?

Penso che il successo lo abbiano fatto Antonio Ricci, che ne è il creatore, gli autori e le persone scelte per la conduzione. Il successo sta nel fatto che sia un programma che fa ridere le persone. Per me è sempre stato il momento della giornata in cui ci si riuniva con la famiglia, si rideva, si scherzava e si cenava. Quel momento era una situazione di riunione durante la quale tutti guardavamo Paperissima e quindi penso che il suo successo lo facciano le persone, perché lo trovano un momento in cui stare in famiglia.

 

A questo punto devo chiederlo anche a te: raccontami la vostra ultima “papera”.

La mia ultima papera è stata una figuraccia, a parte che ne faccio in continuazione… Una di queste è stata il momento in cui stavo facendo una mini-conduzione per un evento di canto, c’erano tantissimi cantanti quindi ne presentavo uno dietro l’altro, poi si rientrava, li si ringraziava e in quel momento c’era una ragazza che stava cantando.

Ad un certo punto la musica è scesa e quindi ho pensato fosse terminata la canzone. Sono entrata interrompendo la ragazza e dicendo “grazie mille!”.

Non ricordo nemmeno come si chiamasse la ragazza e lei ha continuato a cantare, ha sgranato gli occhi, mi ha guardata come per dirmi “no, non è il momento!”.

Ho fatto una figuraccia… allora sono corsa immediatamente dietro il sipario e mi sono nascosta fino alla fine della canzone. Tutti fuori ridevano, per fortuna era un evento per poche persone quindi questa figuraccia non l’hanno vista in molti… però penso di non aver mai riso così tanto!

 

Mikaela, nasci a Mosca da padre angolano e madre afghana. A sei anni arrivi in Italia e a diciotto ti trasferisci in Cina. Come convivono in te tutte queste culture?

Io mi sento cittadina del mondo, non mi piace definirmi come una sola cosa. Penso che il fatto di aver vissuto prima in Angola, poi in Portogallo, in Russia ed in Cina abbia fatto di me la persona che sono oggi e questo mi fa apprezzare ancora di più la conoscenza verso il nuovo, verso culture e persone diverse da me: tutto questo mi ha insegnato ad essere più aperta di mente. Il fatto di avere così tante culture fa di me la persona che sono oggi e ne sono grata. È una fortuna che hanno in pochi poter conoscere il mondo e apprezzarne i suoi colori e le sue sfaccettature.

 

Quando è nata la tua passione per la danza?

La mia passione per la danza è nata grazie al fatto che ho viaggiato ed ho conosciuto stili diversi da tutto il mondo. La passione è nata soprattutto in Angola dove la danza è un qualcosa che fa parte della cultura di tutti i giorni.

La musica è riunione, famiglia, amicizia, è riunirsi per strada, suonare qualcosa, è un momento di felicità. Per me la danza è sempre stato questo. È stato ciò che mi ha fatto andare avanti, mi ha tenuto sempre positiva ed è stata, e lo sarà per sempre, la mia migliore amica. La danza è la mia terapia: quando magari sono triste, con la danza riesco a tirare fuori tutto ciò che ho dentro senza il bisogno di usare le parole.

Articolo a cura direttore Lorenzo Chiaro

 

 

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