Ciclone Harry, la Regione Sicilia sblocca i ristori: 5 mila euro a fondo perduto alle imprese colpite
Ciclone Harry, la Regione Sicilia attiva ristori e finanziamenti agevolati per le imprese danneggiate
La Regione Siciliana è pronta a far partire i primi aiuti economici destinati alle imprese colpite dal ciclone Harry. Il governo guidato da Renato Schifani ha approvato in giunta il bando che consentirà l’erogazione di un contributo minimo di 5 mila euro a fondo perduto, pensato per sostenere la riattivazione delle attività economiche rimaste ferme a causa del maltempo. Il provvedimento rappresenta la prima fase di un piano di interventi più ampio, strutturato per accompagnare le aziende nella ripartenza dopo i danni subiti.
Un sostegno immediato per rimettere in moto l’economia
Il contributo a fondo perduto costituisce una risposta rapida all’emergenza, con l’obiettivo di fornire liquidità immediata alle imprese che hanno registrato gravi danni e significative perdite di fatturato. Secondo quanto sottolineato dal presidente Schifani, si tratta di un segnale concreto di attenzione verso il tessuto produttivo siciliano, messo a dura prova dagli eventi atmosferici estremi. Durante i sopralluoghi nelle aree più colpite, il governatore aveva ribadito la necessità di interventi tempestivi ed efficaci, promuovendo l’istituzione di una cabina di regia per coordinare le misure di emergenza.
Turismo balneare al centro delle priorità regionali
Uno degli obiettivi strategici del piano di aiuti è la tutela del turismo balneare, settore chiave dell’economia isolana, soprattutto in vista della prossima stagione estiva. Le risorse stanziate mirano a consentire agli operatori di ripristinare strutture e servizi, garantendo la piena operatività lungo i litorali siciliani. La salvaguardia dell’offerta turistica viene considerata fondamentale non solo per le imprese direttamente coinvolte, ma per l’intero indotto economico regionale.
Dotazione finanziaria e ruolo di Irfis-FinSicilia
Il provvedimento sarà pubblicato la prossima settimana con decreto dell’assessorato delle Attività produttive e disporrà di una dotazione complessiva di 23 milioni di euro. Di questi, 20 milioni sono stati stanziati dalla Regione attraverso la legge approvata dall’Assemblea regionale siciliana, mentre ulteriori 3 milioni provengono dalle risorse della Protezione civile. L’erogazione dei contributi sarà affidata a Irfis-FinSicilia, che gestirà le procedure garantendo la cumulabilità degli aiuti con eventuali futuri sostegni regionali e statali.
Procedure semplificate per accelerare i tempi
Considerata l’urgenza dell’intervento, la Regione ha previsto una deroga alle norme vigenti per facilitare l’accesso ai contributi. Le imprese potranno presentare esclusivamente una perizia giurata redatta da un professionista, senza l’obbligo di allegare il Durc o la documentazione attestante la regolarità fiscale. La misura è rivolta a micro, piccole e medie imprese, comprese associazioni ed enti del terzo settore, che gestiscono stabilimenti balneari o attività sui litorali siciliani, incluse le isole minori.
Modalità di presentazione delle domande e tempistiche
Le richieste dovranno essere inviate all’assessorato delle Attività produttive e contenere i dati anagrafici del richiedente, l’indicazione del conto corrente intestato all’impresa e l’indirizzo Pec per le comunicazioni ufficiali. La piattaforma informatica dedicata sarà attivata entro la seconda metà di febbraio e resterà aperta per 30 giorni. Al termine della fase di presentazione delle domande, l’assessorato provvederà alla stesura della graduatoria, con l’obiettivo di completare l’erogazione dei contributi entro la fine di marzo.
La fase due: finanziamenti agevolati e contributi più consistenti
Parallelamente, sempre a febbraio, prenderà il via la cosiddetta fase due dei ristori. Attraverso il Fondo Sicilia gestito da Irfis-FinSicilia, le imprese danneggiate potranno accedere a contributi a fondo perduto e a finanziamenti agevolati a tasso zero. Il meccanismo prevede una copertura del 60 per cento sotto forma di credito agevolato e del restante 40 per cento a fondo perduto, con un periodo di pre-ammortamento di tre anni e un importo massimo erogabile fino a 400 mila euro. Le risorse saranno destinate alla ricostruzione, alla ristrutturazione delle aziende e a tutte le attività necessarie per il pieno rilancio economico dopo l’emergenza.
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