Roma, scoperta officina del riciclaggio a Tor Vergata: smontavano auto rubate per il mercato nero, 5 arresti
Officina del riciclaggio a Tor Vergata: auto rubate smontate e rivendute come ricambi, cinque arresti a Roma
ROMA – Un’officina clandestina specializzata nel riciclaggio di auto rubate è stata scoperta dalla Polizia di Stato nella zona di Tor Vergata. Cinque persone sono finite in manette, gravemente indiziate, in concorso tra loro, dei reati di riciclaggio e ricettazione. L’attività illecita, organizzata come una vera e propria catena di montaggio, era finalizzata ad alimentare un fiorente mercato nero di ricambi automobilistici e alla “ricostruzione” di veicoli con identità fittizia.
La scoperta dell’officina clandestina
Le indagini, coordinate dal Commissariato di P.S. Romanina, hanno preso avvio dal ritrovamento di un telaio completamente cannibalizzato di un’auto rubata, abbandonato in un terreno dell’area di Tor Vergata. Incrociando questo episodio con un analogo risalente all’aprile 2024, gli investigatori sono risaliti rapidamente a un capannone industriale adibito a laboratorio illegale.
Una filiera organizzata come una catena di montaggio
All’interno del capannone, i cinque indagati operavano con ruoli ben definiti. Tre di loro smontavano i veicoli rubati “dissezionandoli” con frullini e altri attrezzi, separando telai, centraline ed airbag. Un quarto si occupava dell’imballaggio dei pezzi in scatoloni destinati al trasporto su un furgone, mentre il quinto provvedeva alla cosiddetta “sterilizzazione” degli strumenti di lavoro per cancellare ogni traccia.
L’attività di osservazione ha consentito alla Polizia di documentare i movimenti e cristallizzare l’intero scenario operativo. A quel punto è scattato il blitz.
Sequestri e arresti
Nel capannone sono stati rinvenuti numerosi accessori automobilistici, targhe di prova e decine di combinazioni alfanumeriche italiane ed estere. Il materiale, insieme al furgone utilizzato come deposito, è risultato provento di furto ed è stato posto sotto sequestro. L’indagine ha fatto emergere una filiera clandestina destinata a rimettere in circolo i componenti come ricambi apparentemente leciti o a ricostruire auto da rivendere con identità falsa.
Le misure disposte dall’autorità giudiziaria
I cinque “artigiani” del riciclaggio sono stati arrestati. La Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma ha chiesto e ottenuto dal Tribunale di Roma la convalida degli arresti. Il giudice per le indagini preliminari ha disposto nei loro confronti l’obbligo di firma; per tre indagati è stato inoltre imposto l’obbligo di dimora nel Comune di Roma, con restrizioni domiciliari nelle ore serali e notturne.
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