Droga nascosta nello scooter a due passi da Rebibbia: arrestato 46enne, sequestrati 73 mila euro in contanti
È scattato a pochi metri dal carcere di Rebibbia l’arresto di un romano classe 1979 sorpreso mentre armeggiava nei pressi del proprio scooter, trasformato in un vero e proprio “nascondiglio viaggiante” per la droga. L’operazione è stata condotta dalla Polizia di Stato, che ha colto l’uomo in flagranza di reato, ponendo fine a un’attività di spaccio ritenuta strutturata e continuativa nel quadrante est della Capitale.
Il controllo decisivo nel quartiere Casal de Pazzi
A tradire l’indagato è stato uno sguardo attento degli agenti della sezione Volanti della Questura di Roma, impegnati in un servizio di pattugliamento nel quartiere di Casal de Pazzi. I movimenti sospetti, rapidi e ripetuti attorno allo scooter, hanno immediatamente attirato l’attenzione dei poliziotti, che hanno deciso di intervenire per un controllo mirato.
La droga nascosta nello scooter
Durante l’intervento, gli agenti hanno sorpreso l’uomo mentre maneggiava un tappo verde avvolto nel nastro isolante, al cui interno erano custoditi alcuni grammi di cocaina. La successiva perquisizione del mezzo ha consentito di recuperare l’intero carico: complessivamente 35 grammi di sostanza stupefacente, tra cocaina e crack, occultati nel sottosella dello scooter.
Il denaro contante e l’estensione delle indagini
Nel borsello dell’arrestato sono stati rinvenuti 735 euro in contanti, somma che ha rappresentato il primo tassello di un quadro investigativo più ampio. Gli approfondimenti sono proseguiti nell’abitazione dell’uomo, dove, all’interno di una scatola nascosta nell’armadio della camera da letto, gli agenti hanno scoperto 73 mila euro in contanti, suddivisi in banconote di piccolo e medio taglio.
I sospetti sul provento dello spaccio
Sull’ingente somma sequestrata sono in corso ulteriori accertamenti, anche in considerazione dell’irritualità del possesso di una cifra così elevata in contanti e dell’assenza di qualsiasi documentazione idonea a giustificarne la provenienza. Secondo gli inquirenti, il denaro potrebbe rappresentare il provento dell’attività di spaccio svolta dall’indagato.
Chat e video a supporto dell’accusa
A rafforzare l’impianto accusatorio contribuisce il materiale digitale sequestrato nella disponibilità dell’uomo. Smartphone e tablet conterrebbero chat di messaggistica istantanea riconducibili a presunti scambi con diversi acquirenti, oltre a video che documenterebbero le modalità di occultamento e trasporto della droga.
La decisione della Procura e le misure cautelari
L’indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma – Dipartimento criminalità diffusa e grave, ha portato alla richiesta di convalida dell’arresto. Il Giudice per le indagini preliminari ha accolto l’istanza, disponendo anche il sequestro preventivo finalizzato alla confisca dell’ingente somma di denaro. L’uomo si trova ora ristretto agli arresti domiciliari, in attesa dei successivi sviluppi giudiziari.
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