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Ravenna, rimpatrio coatto di un cittadino tunisino altamente pericoloso: operazione della Polizia di Stato

Rimpatrio coatto a Ravenna: espulso cittadino tunisino con gravi precedenti penali

Si è conclusa con successo una complessa operazione di rimpatrio coatto condotta dalla Questura di Ravenna, in collaborazione con il personale del Centro di Permanenza per il Rimpatrio di Torino, nei confronti di un cittadino tunisino di 40 anni ritenuto di elevata e attuale pericolosità sociale. Il provvedimento di espulsione dal Territorio Nazionale è stato eseguito in applicazione di una misura di sicurezza giudiziaria, disposta a seguito delle valutazioni del Magistrato di Sorveglianza di Ancona.

Un curriculum criminale segnato da reati di estrema gravità

L’uomo, nel corso degli anni, ha accumulato numerose condanne per delitti di particolare allarme sociale. Tra i reati contestati figurano violenza sessuale di gruppo, rapina aggravata, sequestro di persona, porto abusivo di armi e traffico di sostanze stupefacenti. Un quadro giudiziario grave, che ha evidenziato una persistente inclinazione alla violenza e al crimine organizzato, maturata anche attraverso il controllo di attività illecite nel territorio ravennate.

La valutazione delle autorità: soggetto impermeabile alla rieducazione

La pericolosità sociale del cittadino tunisino non è stata desunta soltanto dai reati commessi in stato di libertà, ma anche dal comportamento tenuto durante un lungo periodo di detenzione, superiore ai dieci anni. Le Autorità penitenziarie e giudiziarie hanno descritto il soggetto come refrattario alle regole e del tutto impermeabile a qualsiasi percorso di rieducazione, confermando la necessità di un allontanamento definitivo per la tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica.

L’avvio dell’operazione dopo la scarcerazione

L’iter amministrativo ha preso avvio il 13 novembre 2025, quando, a seguito della scarcerazione, l’uomo è stato immediatamente preso in carico dall’Ufficio Immigrazione della Questura di Ravenna e accompagnato presso il Centro di Permanenza per il Rimpatrio di Torino. Qui è stato trattenuto in attesa della definizione delle procedure necessarie all’esecuzione del rimpatrio coatto.

La collaborazione con il Consolato tunisino

Determinante per la buona riuscita dell’operazione è stata la costante e proficua collaborazione con il Consolato Tunisino di Bologna, che ha consentito di ottenere il lasciapassare di frontiera indispensabile per il rientro forzato nel Paese d’origine. Un passaggio fondamentale che ha permesso di superare gli ultimi ostacoli burocratici e procedere all’esecuzione del provvedimento.

Il trasferimento e l’imbarco su volo per Tunisi

L’operazione si è conclusa nella giornata del 25 gennaio 2026 con il trasferimento del quarantenne presso l’Aeroporto di Milano Malpensa. Da qui, l’uomo è stato imbarcato su un volo diretto a Tunisi sotto il costante controllo di una scorta internazionale composta da personale specializzato dell’Ufficio Immigrazione di Ravenna e del C.P.R. di Torino, garantendo il pieno rispetto delle procedure di sicurezza.

Sinergia tra uffici e gestione di un caso complesso

Il buon esito del rimpatrio è il risultato di una stretta sinergia operativa tra gli Uffici coinvolti, che hanno saputo gestire con efficacia un caso di evidente complessità. L’intervento rappresenta un esempio concreto dell’impegno delle istituzioni nel contrasto alla criminalità e nella tutela della collettività, attraverso l’allontanamento di soggetti ritenuti altamente pericolosi per la sicurezza pubblica.

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