Striscia: intervista esclusiva a Mohammed Elmajdi, sindacalista picchiato dagli uomini della Lega Braccianti di Soumahoro

«Hanno usato la forza per far fuori le altre organizzazioni. Loro facevano molto più sui social che nella realtà»

Striscia: intervista esclusiva a Mohammed Elmajdi, sindacalista picchiato dagli uomini della Lega Braccianti di Soumahoro.

Stasera, a Striscia la notizia (Canale 5, ore 20.35), torna l’appuntamento con Pinuccio e il “caso Aboubakar“, con un’intervista esclusiva a Mohammed Elmajdi. 

Il sindacalista della Cisl di Foggia ad agosto è stato aggredito e sequestrato all’interno del cosiddetto “Gran Ghetto di Rignano” da un gruppo di uomini riconducibili alla Lega Braccianti di Aboubakar Soumahoro. 

Episodio denunciato, tra le altre cose, anche nella lettera inviata da due esponenti di Sinistra Italiana (Marco Barbieri e Mario Nobile) al capo del partito, l’onorevole Nicola Fratoianni, per metterlo in guardia su alcuni comportamenti a dir poco ambigui di Soumahoro, quando si parlava di una sua possibile candidatura alla Camera.

L’obiettivo di quelli che lo hanno minacciato, dice Elmajdi, «era quello di cacciare tutti coloro che non facevano parte di una determinata sigla. Il metodo è stato scorretto perché hanno usato anche la forza per far fuori altre organizzazioni sindacali o associazioni. Il tutto solo per tenere questa finta rappresentanza, perché di fatto veniva fatto poco. Si faceva molto più sui social e sui mass media che nella realtà». Infine, Mohammed Elmajdi dichiara che per questo episodio non ha mai ricevuto solidarietà da parte di Soumahoro.

Mohammed Elmajdi

A differenza degli altri media, Striscia la notizia non si è occupata solamente dello scandalo delle cooperative sociali gestite dalla compagna e dalla suocera dell’ex sindacalista, ma dei fondi spariti dalla Lega Braccianti, dopo le accuse, raccolte da Pinuccio, dei suoi due ex soci.

Striscia la notizia ha iniziato a contattare Soumahoro il 25 ottobre per intervistarlo e avere la sua versione della storia. Ecco le domande – ora diventate sedici – da cui si attende una risposta:

  1. Come sono stati spesi i fondi raccolti per la pandemia?
  2. A chi sono stati consegnati i regali della raccolta di Natale destinati ai bambini di Torretta Antonacci e Borgo Mezzanone?
  3. Quanti soldi sono stati raccolti su PayPal e sul suo conto corrente personale e come sono stati spesi i fondi di quelle collette?
  4. Come mai il rimpatrio della stessa salma è stato utilizzato come giustificativo di tre raccolte diverse?
  5. Nell’accordo col patronato cosa era previsto e perché i suoi ex soci riferiscono di percentuali sulle pratiche?
  6. Ci può fornire il verbale dell’assemblea in cui sono stati estromessi i due soci fondatori della Lega Braccianti?
  7. Oltre al bilancio, è possibile vedere nel dettaglio le entrate e uscite dell’Associazione Terzo Settore Lega Braccianti?
  8. Ha mai fatto il bracciante agricolo in Italia?
  9. Con che fondi ha pagato la campagna elettorale?
  10. Gli stivali di gomma portati in parlamento sono suoi?
  11. Perché non voleva fare entrare altre associazioni all’interno del ghetto e doveva gestire tutto lei con la Lega Braccianti?
  12. Chiedevate soldi ai braccianti per le pratiche sindacali?
  13. Ma i soldi al partito li sta versando?
  14. Può escludere che si era circondato di alcuni caporali, all’interno del ghetto?
  15. Può escludere queste richieste fatte alla Prefettura su meno controlli per i mezzi che trasportavano i migranti nei campi?
  16. È vero che l’aggressione ai danni del sindacalista è stata effettuata da alcune persone della Lega Braccianti?

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