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Strage di migranti in Calabria, Piantedosi: «La disperazione non giustifica i viaggi a rischio». Ed è già polemica

Altri 3 corpi sono stati recuperati in mattinata sul litorale di Steccato di Cutro

Strage di migranti in Calabria, Piantedosi: «La disperazione non giustifica i viaggi a rischio». Ed è già polemica.

Altri 3 corpi sono stati recuperati in mattinata sul litorale di Steccato di Cutro, davanti alla costa Crotonese, in Calabria. Intanto, continua senza sosta la ricerca dei dispersi dopo il tragico naufragio di ieri.

Ad alcune centinaia di metri dal luogo del disastro, il mare ha restituito il corpo di un uomo, abbandonato sulla spiaggia. Un altro corpo è stato recuperato in mare, a 400 m dalla riva, da una motovedetta della Guardia Costiera. Il terzo, invece, a Le Castella, a circa 6 km dal luogo del naufragio.

Il numero delle vittime accertate finora sale a 62, circa 80 i superstiti, ma si temono oltre 100 morti. Tra le vittime anche due gemellini di pochi anni e un bimbo di alcuni mesi. I corpi dei gemellini sono stati recuperati in mare, mentre quello del bambino è stato trovato sulla spiaggia. Nel naufragio, secondo alcune stime, sarebbero morti una ventina di bambini di varia età.

«La disperazione non può mai giustificare condizioni di viaggio che mettono in pericolo la vita dei propri figli», ha detto il Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, rispondendo ai giornalisti dopo la strage di migranti in Calabria. «Ci stiamo lavorando. È un problema internazionale», ha aggiunto il Ministro rispondendo su come si possano contrastare gli scafisti. E l’Europa? «Sto andando in Francia per questo», ha spiegato Piantedosi impegnato per un bilaterale con il suo omologo francese.

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Dichiarazioni che hanno fatto finire Piantedosi di nuovo nel mirino delle opposizioni, che lo chiamano a riferire in aula sul naufragio e sulle politiche del governo.

«Parole indegne, dette con una prosopopea insopportabile», tuona su Twitter il leader di Azione Carlo Calenda, mentre il neo segretario di + Europa Riccardo Magi aggiunge: «C’è da inorridire alle parole del ministro Piantedosi che non sa dire altro, di fronte a una tragedia come quella di Crotone, che bisogna bloccare gli sbarchi. Si trattava di persone che, vista la loro provenienza, quasi sicuramente avrebbero avuto diritto a protezione internazionale».

Un’altra voce critica nei confronti del governo è quella di Don Carmelo La Magra, ex parroco di Lampedusa: «Stavolta il “carico residuale” si è versato in mare. Non dovete piangere, dovete fare scelte politiche serie. Non dovete piangere, dovete aiutare chi salva le vite se non volete salvarle voi».

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