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Sergio Mattarella: la Festa della Repubblica, i valori della nostra Costituzione, la pace che non è solo assenza di guerra

"I giovani devono partecipare alle trasformazioni in atto nel Paese e non subirne gli effetti"

Sergio Mattarella: la Festa della Repubblica, i valori della nostra Costituzione, la pace che non è solo assenza di guerra

La Festa della Repubblica, i valori della nostra Costituzione, la pace che non è solo assenza di guerra. Sono i temi che il capo dello stato Sergio Mattarella affronta in una intervista concessa alla rivista Postenews, in occasione del 2 giugno, festa della Repubblica italiana, anticipata da Il Foglio.

“La centralità della persona, il riconoscimento della sua integrità e inviolabilità, il primato dell’uguaglianza tra gli esseri umani, la dignità, la libertà, la solidarietà, i diritti e i doveri caratterizzano la struttura democratica del nuovo Stato nato dalla Liberazione. Sono valori che appartengono a tutti i cittadini. Sono nostri, e vivono nella società nel passaggio tra generazioni nella partecipazione attiva alla vita civile”, aggiunge il Capo dello Stato.

“I giovani – aggiunge – devono partecipare alle trasformazioni in atto nel Paese e non subirne gli effetti. Lavorare in un Paese diverso dal proprio deve essere una scelta e un’occasione per accrescere la propria formazione. Non può essere una fuga necessaria. I giovani chiedono di essere ascoltati. Sono l’energia vitale che va velocemente reintrodotta nel motore dell’Italia. L’articolo 3 della Carta assegna alla Repubblica il compito di rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che, limitando di fatto la libertà e l’uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica economica e sociale del Paese”. 

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“È la nostra declinazione di un diritto alla felicità. Quanto alle donne, vi sono dinamiche vecchie e nuove che influiscono nelle scelte di vita. Sono ancora presenti gli ostacoli da rimuovere per permettere loro una piena realizzazione nella dimensione lavorativa e nel vissuto privato. Quando il diritto di un singolo viene negato è tutta la comunità a risentirne. Fino a quando esisterà un solo ambito precluso di fatto a una donna il principio di uguaglianza sarà tradito”.

“L’unità europea rappresenta uno degli eventi di maggior successo della storia del nostro Continente.- dice il capo dello Stato nella intervista – Nel quadro delle istituzioni europee e col loro concorso è stato possibile realizzare i maggiori progressi sociali, garantire democrazia e sistema delle libertà, assicurare una condizione di pace dopo i continui conflitti dei secoli precedenti. Nel contesto odierno, in cui la dimensione dei protagonisti della vita internazionale è determinante, nessuno dei singoli Paesi che appartengono all’Unione Europea sarebbe capace, da solo, di svolgere un ruolo efficace”. 

“Nei momenti di crisi si riscoprono i valori del patto fondativo europeo per affrontare uniti le emergenze. Anche per la costruzione della casa comune i processi di avanzamento sono stati più rapidi nei momenti difficili. La risposta alla pandemia ne è stata un esempio. Nel mondo globalizzato affermare che nessuno si salva da solo non è una mera affermazione di rito. Il prossimo anno ci saranno le elezioni del Parlamento europeo. Una straordinaria occasione di democrazia per i cittadini di ventisette Paesi. L’Europa siamo noi”. 

“Ricorrono anche 75 anni dall’entrata in vigore della Costituzione, riferimento sicuro, Carta fondamentale che garantisce la libertà e definisce diritti e doveri nella nostra comunità”. Lo dice il Capo dello Stato  in un messaggio ai Prefetti in occasione della Festa della Repubblica, “nel settantasettesimo anniversario della scelta operata dal popolo italiano all’insegna del rinnovamento della democrazia”.

Per quanto riguarda la questione Ucraina: “bisogna cercare una pace giusta per Ucraina”, ha detto giovedì il presidente Sergio Mattarella.

“Oggi assistiamo con interesse e attenzione ai tentativi di individuare vie di dialogo per raggiungere la pace. I principi di La solidarietà e la giustizia che devono unire i popoli richiedono la ricerca di una pace giusta e non di una pace raggiunta a spese degli offesi”, ha detto al Quirinale a Roma, parlando agli ambasciatori accreditati in Italia.

“È con questo spirito che l’Italia, nel quadro della sua adesione convinta all’Unione europea e all’Atlantico Alleanza, continuerà a garantire il suo sostegno per l’Ucraina le persone e il loro diritto all’indipendenza.
Il conflitto in Ucraina, le crescenti tensioni che abbiamo di recente. testimoniato nei Balcani, imporre scelte coraggiose, capaci di Consolidare e garantire l’ampliamento della Comunità progetto, per renderlo adatto ad affrontare le sfide del presente Ore. L’Italia continuerà a lavorare affinché l’Unione europea possa essere sempre più un attore capace di proiettare pace, stabilità e lo sviluppo a livello mondiale”.

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