Milano, piano per una ripresa equa e sostenibile post covid, elaborata dalla Task Force

Milano, 16 luglio 2020 – E’ stata pubblicata oggi la “C40 Mayors Agenda for a Green and Just Recovery”, il programma dei sindaci del network C40 Cities per una ripresa sostenibile ed equa che delinea i coraggiosi passi da intraprendere per superare la crisi generata dalla pandemia COVID-19.

Il piano è stato elaborato dalla “C40 Global Mayors COVID-19 Recovery Task Force”, istituita e diretta dal presidente di C40 e sindaco di Los Angeles Eric Garcetti e presieduta dal sindaco di Milano Giuseppe Sala. A presentarlo insieme a loro, questo pomeriggio nel corso di una video conferenza stampa, i primi cittadini di Freetown, Lisbona, Medellín, Melbourne, Montréal, New Orleans, Rotterdam e Seattle.

La “C40 Mayors Agenda for a Green and Just Recovery” prevede che misure specifiche, già in fase di realizzazione in molte città del mondo, diventino la “nuova normalità”, così che si possa allo stesso tempo essere preparati a contenere future pandemie, affrontare le ingiustizie sociali e mantenere il riscaldamento globale al di sotto dell’obiettivo di 1,5°C previsto dall’Accordo di Parigi.

“All’inizio della pandemia, i sindaci della rete C40 hanno sentito il bisogno di collaborare ancora di più, per poter apprendere rapidamente gli uni dagli altri e prendere le decisioni più appropriate per affrontare la sfida COVID-19 – ha spiegato il Sindaco di Milano Giuseppe Sala -. È stata quindi creata una visionaria Task Force di Sindaci per elaborare un percorso verso una nuova normalità, a beneficio di tutte le città del mondo. Il futuro delle nostre città è costruito su questa forte visione collettiva per una ripresa verde e giusta. Oggi – ha aggiunto il Sindaco Sala – presentiamo le azioni concrete che stiamo intraprendendo e continueremo ad adottare per la creazione di posti di lavoro e per tutelare i lavoratori essenziali, per garantire maggiore equità e resilienza e per la salute e il benessere di tutti i nostri cittadini.Il nostro vuole essere anche un forte appello all’azione da parte dei governi nazionali e di altre istituzioni affinché si muovano nella stessa direzione.Sono fiducioso che l’agenda dei sindaci C40 per una ripresa sostenibile e giusta sarà utile per l’azione individuale di tutti i sindaci C40 nelle loro città e regioni”.

Tra le misure sostenute dai sindaci ci sono programmi per la creazione di posti di lavoro sostenibili; maggiori diritti e sostegno per tutti i lavoratori il cui contributo si è rivelato essenziale durante la crisi COVID-19; investimenti in settori green, come l’accesso garantito a servizi pubblici resilienti, in particolare per i più vulnerabili; programmi di riqualificazione edilizia; investimenti per un trasporto collettivo sicuro e affidabile e nuovi spazi protetti per pedoni e ciclisti.

L’idea di una ripresa sostenibile ed equa dalla crisi COVID-19 è stata accolta con favore da leader e attivisti di tutto il mondo, tra cui rappresentanti di imprese e sindacati, giovani attivisti per il clima, economisti, gruppi di cittadini. Si basa sui principi del Green New Deal globale annunciati dal presidente di C40 e sindaco di Los Angeles, Eric Garcetti, al C40 World Mayors Summit di Copenaghen.

Riconoscendo che per una ripresa equa e a basso impatto climatico dalla pandemia COVID-19 sarà necessario un impegno globale, il network C40 Cities e i suoi alleati hanno chiesto anche ai governi nazionali di sostenere i loro sforzi. I sindaci di C40 richiedono un impegno per “garantire che tutti i fondi e i pacchetti di stimolo per la ripresa economica promuovano una transizione equa e sostenibile”. I sindaci di C40 sono chiari nella loro richiesta di interrompere tutti gli investimenti pubblici nei combustibili fossili: “Le nazioni devono cogliere questa opportunità per interrompere con decisione gli investimenti in industrie con elevate emissioni di CO2 e che impiegano combustibili fossili, aumentando gli investimenti verso un futuro a basse emissioni”.

La “C40 Mayors Agenda for a Green and Just Recovery” chiarisce che la pandemia di COVID-19 ha reso evidenti le profonde disuguaglianze nelle città e tra diverse regioni del mondo e ha avuto un impatto sproporzionato sulle comunità indigene e sulle persone di colore, sulle comunità a basso reddito, sugli anziani soli e su coloro che vivono in insediamenti informali. I sindaci si impegnano ad affrontare queste ingiustizie sociali e rivolgono un appello ai governi nazionali affinché garantiscano che gli investimenti e i fondi per la ripresa puntino a creare società e comunità più eque e inclusive e affrontino direttamente le storiche disuguaglianze e le discriminazioni continue basate su etnia, genere e reddito.

LE AZIONI FONDAMENTALI DEL PROGRAMMA DEI SINDACI DI C40 PER UNA RIPRESA SOSTENIBILE ED EQUA – C40 MAYORS AGENDA FOR A GREEN AND JUST RECOVERY

Insieme, in qualità di sindaci di C40, abbiamo identificato collettivamente le azioni fondamentali per realizzare la nostra visione di una ripresa sostenibile ed equa.

Saremo in prima linea nell’intraprendere azioni per creare posti di lavoro e un’economia inclusiva grazie a:
Creazione rapida di nuovi posti di lavoro sostenibili
Sostegno e protezione dei lavoratori essenziali
Sostegno e creazione di programmi di formazione per migliorare le competenze e riqualificare la forza lavoro e gli attuali disoccupati, in modo tale da consentire una transizione equa verso un’economia inclusiva.
Saremo in prima linea nell’intraprendere azioni per la resilienza e l’equità, fornendo a tutti i servizi pubblici fondamentali, che sono alla base di una società equa e di un’economia forte, servizi che siano in grado di resistere alle crisi future, grazie a:
Creazione di un sistema di trasporto collettivo sicuro e resiliente post-COVID
Creazione e investimenti nei servizi pubblici fondamentali per tutti, come acqua potabile, cibo, servizi igienico-sanitari e alloggi sani e a prezzi accessibili.
Saremo in prima linea nell’adoperarci a favore della salute e del benessere, restituendo spazio pubblico alle persone e alla natura, risanando le nostre strade e garantendo aria pulita per rendere vivibili le comunità, grazie a:
Creazione di “città dei 15 minuti”, dove tutti gli abitanti sono in grado di soddisfare la maggior parte delle loro esigenze grazie a servizi situati a breve distanza dalle loro case, raggiungibili a piedi o in bicicletta.
Restituzione delle strade alle persone, riallocando in modo permanente più spazio stradale per i pedoni e i ciclisti, investendo in reti pedonali e ciclabili in tutta la città e infrastrutture verdi.
Costruzione in modo naturale, dando la priorità a “soluzioni basate sulla natura”, ad esempio parchi, tetti verdi e marciapiedi permeabili, per contribuire a ridurre i rischi di caldo estremo, siccità e inondazioni, e per migliorare la vivibilità e la salute fisica e mentale.

I sindaci di C40 rivolgono un appello ai governi nazionali e locali, alle banche centrali e alle istituzioni finanziarie internazionali affinché si uniscano a loro nel promuovere una ripresa verde ed equa dalla crisi COVID-19.
I nostri inviti all’azione sono:

L’unico stimolo dovrebbe essere uno stimolo “verde”
I governi e le agenzie multilaterali dovrebbero investire in una ripresa sostenibile ed equa, adattando tutti i pacchetti di stimolo, gli aiuti alle imprese e i fondi per la ripresa al fine di sostenere la transizione verso basse emissioni di carbonio di cui abbiamo bisogno e di dare priorità agli investimenti in industrie e infrastrutture resilienti e sostenibili sotto il profilo climatico.

Impegnarsi per una ripresa equa e inclusiva
I piani e gli investimenti per la ripresa devono affrontare le cause alla radice della disuguaglianza economica, fornendo un accesso diretto ed equo ai lavori verdi e garantendo pari opportunità di lavoro durante la transizione verso basse emissioni di carbonio, aumentando la partecipazione equa alla forza lavoro attraverso la formazione e il miglioramento delle competenze, specialmente per i gruppi attualmente emarginati, e sviluppando e applicando adeguati meccanismi di regolarizzazione (come il riconoscimento formale, la concessione di documenti, etc.) per offrire migliori condizioni di lavoro e tutele sociali ai lavoratori informali essenziali.

Proteggere e promuovere il trasporto collettivo
Investire, sovvenzionare e sostenere il trasporto collettivo a emissioni zero a prezzi accessibili. Per mantenere la nostra aria pulita e dare priorità alla salute dei nostri cittadini, i governi devono utilizzare i fondi di stimolo per rendere il trasporto pubblico più accessibile, affidabile, frequente, conveniente, ben integrato, sicuro e resiliente di fronte a possibili crisi future. I governi devono anche agevolare l’acquisto di autobus elettrici da parte delle città, ridistribuendo al tempo stesso lo spazio stradale a favore dei trasporti pubblici e delle infrastrutture che favoriscono spostamenti in bicicletta e a piedi, e aiutando le città a mantenere e a rafforzare alcuni dei miglioramenti introdotti con successo durante il lockdown in termini di qualità dell’aria, clima e sicurezza stradale.

Investire nell’energia pulita in via prioritaria
Investire nelle energie rinnovabili e nei programmi di riqualificazione edilizia per creare migliaia di posti di lavoro, aiutare gli abitanti a risparmiare sulle bollette elettriche e proteggere la salute e la sicurezza delle persone con case e uffici più efficienti dal punto di vista energetico e più sani.

Investire in città resilienti, in quanto motori della ripresa
Le città sono state in prima linea nel rispondere alla pandemia e i governi nazionali, le istituzioni finanziarie internazionali, le banche multilaterali di sviluppo e altri enti finanziari pertinenti devono convogliare il sostegno finanziario direttamente verso le città, assicurandosi che possano accedere facilmente a tali finanziamenti, riconoscendo la necessità di superare le barriere esistenti che si trovano ad affrontare.

Mettere fine a tutti gli investimenti pubblici e le sovvenzioni per i combustibili fossili
Accelerare la transizione energetica globale e urbana come pietra angolare della ripresa verde ed equa dalla crisi COVID-19, ponendo fine a tutti gli investimenti pubblici e agli incentivi a favore dei combustibili fossili. Sono passati 11 anni da quando, a Pittsburgh, i governi del G20 si sono impegnati a eliminare gradualmente gli incentivi per i combustibili fossili, eppure nulla è stato fatto. Di fronte alla chiara necessità di investire nell’energia pulita, nei trasporti pubblici e nelle città, e visti i prezzi dei combustibili fossili ai minimi storici, i governi nazionali devono interrompere con decisione l’investimento nelle industrie ad elevate emissioni di CO2 e che impiegano combustibili fossili, aumentando, invece, gli investimenti verso un futuro a basse emissioni.

I membri della Global Mayors COVID-19 Recovery Task Force sono:

Presidente della Task Force, sindaco di Milano, Giuseppe Sala; sindaca di Freetown, Sierra Leone, Yvonne Aki Sawyerr; Segretario per l’Ambiente di Hong Kong, Cina, KS Wong; sindaco di Lisbona, Portogallo, Fernando Medina; sindaco di Medellín, Colombia, Daniel Quintero Calle; sindaca di Melbourne, Australia, Sally Capp; sindaca di Montréal, Canada, Valérie Plante; sindaca di New Orleans, USA, LaToya Cantrell; sindaco di Rotterdam, Paesi Bassi, Ahmed Aboutaleb; sindaca di Seattle, USA, Jenny Durkan; e fino alla sua recente scomparsa il sindaco di Seul, Corea del Sud, Park Won-soon.

Riguardo le sovvenzioni ai combustibili fossili

È passato più di un decennio dalla dichiarazione di Pittsburgh del 2009, in cui i governi del G20 hanno convenuto di tagliare le sovvenzioni ai combustibili fossili per combattere il cambiamento climatico.
Secondo un’analisi dell’OCSE e dell’AIE, su 77 economie il sostegno governativo alla produzione e al consumo di combustibili fossili ammontava a 478 miliardi di dollari nel 2019.
Dal 2015, i paesi del G20 hanno agito in maniera direttamente contraria agli obiettivi legalmente vincolanti dell’Accordo di Parigi, fornendo finanziamenti per almeno 77 miliardi di dollari all’anno a progetti che riguardavano petrolio, gas e carbone attraverso le loro istituzioni finanziarie pubbliche.
Non esiste ancora un piano, una scadenza o un sistema di monitoraggio onnicomprensivo per far sì che i governi del G20 rispettino l’impegno assunto nel 2009.


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