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Milano, la prima alla Scala: 13 minuti di applausi per “Don Carlo”. Segre: «Mi manca Mattarella»

Tante le ospiti in abito rosso contro i femminicidi

Milano, la prima alla Scala: 13 minuti di applausi per “Don Carlo”.

Anche quest’anno una serata speciale per la Prima della Scala a Milano. La stagione è stata aperta con “Don Carlo”, diretto da Riccardo Chailly. Tredici i minuti di applausi e ovazione per la soprano Netrebko.

Spicca, durante tutta la serata, la presenza nel palco reale della senatrice a vita Liliana Segre, che siede nel posto riservato al Presidente della Repubblica. Accanto a lei il sindaco di Milano Giuseppe Sala e il Presidente del Senato Ignazio La Russa.

La senatrice ha rivolto un pensiero proprio al Capo dello Stato Sergio Mattarella, che non ha potuto presenziare all’evento: «Mi manca Mattarella. Io non ho fratelli né sorelle, ma gli voglio bene come a un fratello».

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«Sono una habitué della Scala, andavo in loggione e pian piano sono scesa fino alla platea. Quest’anno gentilmente il sindaco e La Russa mi hanno chiesto di venire nel palco reale. Mi manca Mattarella. Mi invitava sempre nel palco reale durante gli intervalli», ha aggiunto la senatrice Segre.

Prima dell’inno di Mameli, dal loggione, sono partite le urla «no al fascismo» e «viva l’Italia antifascista» subito dopo. Il presidente del Senato Ignazio La Russa ha spiegato di non avere udito nulla. Il vicepremier Matteo Salvini, invece, ha commentato così: «Opera bellissima, poi se uno va a fischiare agli Ambrogini o a sbraitare alla Scala ha un problema, è nel posto sbagliato. Alla Scala si ascolta, non si urla».

Alcune ospiti della Prima hanno voluto “tradire” la tradizione che vieta il rosso a teatro per mandare un messaggio contro la violenza sulle donne.

Il sovrintendente della Scala Dominique Meyer, entrando in teatro per la Prima, ha commentato: «Un capolavoro di Verdi, una delle opere che preferisco: grandi cantanti, un grande maestro, una grande orchestra. So che voi tutti siete interessati alla parte sociale di questa apertura, io sono più interessato alla parte culturale».

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