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Lecce, abusivismo a Spiaggiabella: rimossi i resti di un muro sull’arenile

L'Assessora Miglietta: “Sull’abusivismo edilizio serve un approccio culturale. La spiaggia è bene di tutti, non il giardino di casa propria”

Lecce, continua il contrasto all’abusivismo edilizio che il settore Urbanistica sta portando avanti con particolare attenzione per il litorale, nel quale sono in atto periodici interventi di ripristino dei luoghi con demolizioni a ridosso degli ambienti dunari e nello spazio pubblico delle marine (nel 2019 fu demolito il chiosco Samarcanda a San Cataldo).

L’attività dell’assessorato è parte del complesso lavoro che riguarda il ripristino della legalità e la salvaguardia della sicurezza del territorio che l’amministrazione sta portando avanti anche con i fondi regionali previsti dalla Legge15/2012, “Norme in materia di funzioni regionali di prevenzione e repressione dell’abusivismo edilizio”, distinguendosi tra i comuni del Salento per aver ottenuto 182mila euro, a fronte della spesa investita e pari a 80mila euro nel 2017.

Questa mattina, su un tratto di arenile a Spiaggiabella, è stato ripristinato lo stato naturale dei luoghi a seguito della rimozione di porzioni di recinzioni in muratura, conci in cemento e detriti che insistevano sull’arenile per via del crollo determinato dal mare. La demolizione è l’esito di una ingiunzione emanata dal Settore Urbanistica con il Nucleo di Vigilanza edilizia, alla quale i proprietari hanno dato immediato seguito.

«Si tratta – spiega l’assessora alle Politiche Urbanistiche Rita Miglietta – di manufatti privi di titolo che il mare aveva di fatto eroso determinandone il crollo sulla spiaggia, con non pochi disagi, un insulto al mare e alla collettività. Ringrazio il Dirigente e il Nucleo di Vigilanza edilizia, i proprietari e la segnalazione dei cittadini. È una goccia in un oceano, ma penso sia giusto segnalarla perché l’abusivismo edilizio deve essere contrastato affermando un approccio culturale, non solo come una punizione. Senza consapevolezza, infatti, non raggiungeremo mai l’obiettivo di affermare il valore collettivo dei beni ambientali e della nostra costa, non c’è transizione ecologica possibile senza conseguente crescita culturale e sociale. L’immediata reazione positiva dei cittadini alla attività di controllo della Pubblica Amministrazione merita di essere testimoniata, perché può essere un buon esempio. La spiaggia non può essere il giardino di casa propria, ma deve essere il bene comune della comunità. Continueremo a ribadire questi principi, a utilizzare i pochi mezzi che abbiamo per fare la nostra parte, lavorando anche per affrontare situazioni più difficili sulle quali l’ufficio è già impegnato ricorrendo alle risorse che la Regione Puglia ci ha riconosciuto nel contrasto all’abusivismo edilizio in contesti paesaggistici vulnerabili».

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