Giorgia Meloni alla conferenza di inizio anno: Ucraina, Venezuela e sicurezza interna al centro delle 40 domande dei giornalisti
La premier risponde per oltre tre ore alle domande dei giornalisti: politica estera, sicurezza, economia e riforme al centro della conferenza di inizio anno.
Giorgia Meloni alla conferenza di inizio anno: Ucraina, Venezuela e sicurezza interna al centro delle 40 domande dei giornalisti
La conferenza stampa di inizio anno della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, organizzata dal Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti in collaborazione con l’Associazione della Stampa Parlamentare, si è trasformata in un lungo confronto a tutto campo con la stampa. Oltre tre ore di domande, quaranta quesiti affrontati senza interruzioni, per delineare il quadro politico del 2026 tra scenari internazionali complessi e partite decisive sul fronte interno. Un appuntamento che ha confermato la centralità di Palazzo Chigi nel dibattito politico e istituzionale, alla vigilia di mesi che si annunciano cruciali per la tenuta dell’esecutivo e per il ruolo dell’Italia nello scacchiere globale.
Crisi internazionali e politica estera: Ucraina, Venezuela e Medio Oriente
Il primo asse del confronto ha riguardato le principali crisi internazionali. Sul conflitto in Ucraina, Meloni ha ribadito una linea di continuità: sostegno a Kiev, centralità della deterrenza e nessuna ipotesi di invio di truppe italiane. La premier ha insistito sulla necessità di un sistema di garanzie di sicurezza ispirato all’articolo 5 della Nato, rivendicando una proposta di matrice italiana spesso sottovalutata nel dibattito europeo. Allo stesso tempo ha sottolineato che l’Europa non può permettersi divisioni interne, perché qualsiasi frammentazione favorirebbe Mosca.
Sullo scenario venezuelano, la presidente del Consiglio ha difeso il blitz statunitense e ha accolto con favore i segnali di apertura arrivati da Caracas, in particolare sul fronte della liberazione dei detenuti politici. Un passaggio che riguarda direttamente anche l’Italia, con il caso di Alberto Trentini, per il quale Meloni ha assicurato un impegno costante del governo fino al ricongiungimento con la famiglia. Più in generale, la premier ha respinto le critiche di una parte della sinistra europea, giudicate distanti dalla drammatica realtà sociale vissuta dal popolo venezuelano.
Nel dossier mediorientale, infine, l’attenzione è rimasta alta sulla fragile tregua a Gaza. Meloni ha confermato il contributo italiano alla formazione delle forze di sicurezza palestinesi, rivendicando un ruolo attivo dell’Italia nella stabilizzazione dell’area e nella costruzione di un percorso di sicurezza condivisa.
Rapporti con gli Stati Uniti e il nodo Groenlandia
Ampio spazio è stato dedicato anche ai rapporti con Washington e alle posizioni del presidente Donald Trump. Meloni ha chiarito di non condividere diverse affermazioni dell’alleato americano, in particolare quando entrano in gioco i principi del diritto internazionale, ma ha escluso come non realistica l’ipotesi di un’azione militare statunitense per il controllo della Groenlandia. Su questo fronte, la premier ha annunciato l’imminente presentazione di una strategia italiana per l’Artico, sottolineando la necessità di una presenza coordinata degli alleati Nato in un’area sempre più strategica.
Stabilità del governo e rapporti istituzionali
Sul piano interno, Meloni ha respinto con decisione le ipotesi di voto anticipato, definendole estranee al suo orizzonte politico. L’obiettivo dichiarato resta quello di arrivare al termine naturale della legislatura, rafforzando la stabilità di quello che ha definito uno degli esecutivi più solidi d’Europa. In questo quadro, la presidente del Consiglio ha riconosciuto l’esistenza di un dibattito interno alla maggioranza, ma lo ha descritto come fisiologico e non tale da mettere in discussione la tenuta dell’alleanza di governo.
Particolarmente significativo il passaggio sui rapporti con il Quirinale. Meloni ha parlato di un confronto franco, ma costruttivo con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, sottolineando come, al di là delle differenze di vedute, vi sia una piena condivisione nella difesa dell’interesse nazionale, soprattutto nei contesti internazionali più delicati.
Economia, tasse e lavoro: tra limiti di bilancio e priorità sociali
Sul fronte economico, la premier ha rivendicato l’impegno del governo nella riduzione della pressione fiscale, pur ammettendo che le risorse disponibili non hanno consentito interventi più incisivi. La crescita dell’occupazione resta, nelle parole di Meloni, il principale indicatore positivo, insieme al rafforzamento del potere d’acquisto e alla necessità di intervenire sul costo dell’energia.
Un capitolo rilevante è stato dedicato al lavoro e all’emigrazione giovanile. La presidente del Consiglio ha riconosciuto che la questione salariale, in particolare per i primi impieghi, rappresenta uno dei nodi strutturali da affrontare per contrastare la fuga dei talenti all’estero. Un tema che, secondo Meloni, richiede un approccio culturale oltre che economico.
Pensioni, welfare e politiche sociali
Nel dibattito sulle pensioni, la premier ha respinto le accuse di un aumento dell’età pensionabile, spiegando come l’intervento del governo abbia in realtà attenuato gli automatismi previsti dalla normativa vigente. Al momento, ha chiarito, non sono allo studio ulteriori misure correttive, mentre resta centrale il tema di un patto sociale più ampio, costruito anche attraverso il dialogo con i corpi intermedi.
Ampio spazio è stato riservato anche alle politiche per la natalità e al sostegno alle famiglie, con l’obiettivo di superare una crisi demografica che Meloni definisce non solo economica, ma anche culturale.
Sicurezza, baby gang e giustizia
La sicurezza è stata uno dei punti più incisivi della conferenza. La presidente del Consiglio ha rivendicato i risultati ottenuti, pur giudicandoli ancora insufficienti, e ha annunciato un cambio di passo nel 2026, con un pacchetto di misure dedicate al contrasto della delinquenza minorile. Tra le ipotesi allo studio, il divieto di porto e vendita online di armi da taglio ai minori e sanzioni per i genitori responsabili.
Sul rapporto tra politica e magistratura, Meloni ha invocato una collaborazione leale, sottolineando come alcune decisioni giudiziarie rischino di vanificare il lavoro delle forze dell’ordine e del Parlamento, soprattutto in materia di sicurezza.
Crans-Montana e il tema delle responsabilità
Toccante il passaggio dedicato alla tragedia di Crans-Montana. La premier ha escluso che si tratti di una semplice fatalità, parlando apertamente di responsabilità precise e assicurando il massimo supporto alle famiglie delle vittime. L’Avvocatura dello Stato, ha ricordato, è già al lavoro in coordinamento con le autorità svizzere e con la Procura di Roma. Da qui anche l’apertura a una riflessione normativa sulla sicurezza nei locali, a partire dal possibile divieto di dispositivi pirotecnici al chiuso.
Riforme istituzionali, legge elettorale e piano casa
In chiusura, Meloni ha rilanciato il tema delle riforme istituzionali, a cominciare dalla legge elettorale. L’auspicio è quello di un confronto costruttivo con le opposizioni, ma la premier non ha escluso che il Parlamento possa procedere a maggioranza in caso di chiusure pregiudiziali. Sul fronte abitativo, infine, è stata confermata l’imminente presentazione del Piano casa, con l’obiettivo di mettere a disposizione centomila nuovi alloggi a prezzi calmierati nel prossimo decennio.
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