Cremona, Resoconto sintetico del Consiglio Comunale del 18 dicembre 2020

Cremona, La seduta del Consiglio Comunale, come da disposizioni vigenti, si è tenuta con modalità da remoto. In aula erano presenti solo il Presidente del Consiglio Comunale Paolo Carletti, il Segretario Generale Gabriella Di Girolamo e, per la segreteria dell’Ufficio Consiglio, il responsabile Mariano Venturini e le addette Paola Dolara e Mara Biazzi. Sindaco, Assessori e consiglieri comunali erano tutti collegati in videoconferenza.

Approvazione del Regolamento per la disciplina delle modalità di funzionamento, gestione e programmazione del Sistema museale della città di Cremona, denominato Cremona Musei.

Come spiegato, tra l’altro, dall’Assessore ai Sistemi Culturali Luca Burgazzi, per omologare e migliorare i servizi al pubblico dei musei aderenti e per facilitare le procedure di accreditamento al Sistema Museale Nazionale in fase di costituzione, oltre che per meglio valorizzare il patrimonio culturale immateriale e dare seguito al relativo Piano di Salvaguardia, si è reso necessario disciplinare il Sistema museale della città di Cremona, ridenominato Cremona Musei, attraverso linee guida e una programmazione dei servizi condivisa. Il Consiglio Comunale del 20 luglio 2020 aveva dato mandato di istituire nell’ambito di un Regolamento di funzionamento gli obiettivi e gli standard del costituendo Sistema, nonché le funzioni e le competenze di un comune comitato d’indirizzo, di un comune comitato scientifico, di un comune coordinatore di sistema e di altri eventuali soggetti responsabili. Sulla scorta di questo è stato redatto il Regolamento di funzionamento del Sistema museale della Città di Cremona, denominato Cremona Musei, di cui è prevista la modifica ogni qual volta se ne renda necessario ed in caso di adesione di nuovi soggetti, purché coerenti con la missione e gli scopi del sistema stesso.

Dopo l’illustrazione da parte dell’Assessore, che ha si è soffermato su finalità e prospettive che sottendono a questo atto, sottolineando la collaborazione tra pubblico e privato e l’auspicabile adesione del futuro Museo Diocesano, nonché l’avvio di una collaborazione sempre più stretta con il Teatro Ponchielli, tenendo conto che il 2021, per la situazione contingente, sarà comunque un anno di sperimentazione, si è aperto un breve dibattito nel quale sono intervenuti i consiglieri Enrico Manfredini (Fare Nuova la Città – Cremona Attiva), Giuseppe Arena (Lega – Lega Lombarda), Franca Zucchetti (Partito Democratico) e Giovanni Gagliardi (Partito Democratico).

Terminato il dibattito e dopo le dichiarazioni di voto, il Regolamento per la disciplina delle modalità di funzionamento, gestione e programmazione del Sistema museale della città di Cremona (si veda allegato), denominato Cremona Musei, è stato approvato all’unanimità entrando così in vigore.

Riconoscimento dei debiti fuori bilancio ai sensi dell’art. 194, comma 1, lettera a), del D. Lgs. n. 267/2000, in virtù di sentenze esecutive anno 2020.

In caso di sentenze esecutive di condanna, nessun margine di apprezzamento discrezionale è lasciato al Consiglio Comunale, il quale con la deliberazione di riconoscimento del debito fuori bilancio esercita una mera funzione ricognitiva. Come da normativa vigente, è necessario provvedere al riconoscimento di legittimità di questo debito, pari a 1.840,00 Euro e adottare, di conseguenza, le misure necessarie al suo ripiano. Per le sentenze esecutive il riconoscimento avviene fatto salvo ed impregiudicato il diritto di impugnare le sentenze stesse.

Dopo l’illustrazione da parte dell’Assessore al Bilancio Maurizio Manzi, il Consiglio Comunale, con 16 voti a favore e 6 astenuti, ha riconosciuto la legittimità del debito fuori bilancio pari a 1.840,00 Euro, derivante da una sentenza esecutiva in una causa civile di primo grado. Il finanziamento del debito fuori bilancio avverrà mediante l’utilizzo del fondo contenzioso appositamente accantonato nell’avanzo di amministrazione accertato in sede di approvazione del rendiconto dell’ultimo esercizio chiuso (2019).

Approvazione del Programma per l’affidamento degli incarichi individuali esterni di collaborazione autonoma per l’anno 2021.

Le Direzioni dell’Ente hanno inoltrato specifiche proposte per l’affidamento degli incarichi individuali esterni di collaborazione autonoma che saranno conferiti a persone fisiche nell’anno 2021 nel rispetto della norma regolamentare dell’Ente. A seguito di confronti avvenuti con i dirigenti interessati, necessari alla definizione del Bilancio di previsione 2021 e finalizzati, in particolare, al contenimento della spesa appositamente dedicata, è stato redatto il Programma in esame. L’approvazione del Programma per l’affidamento degli incarichi individuali esterni di collaborazione autonoma per l’anno 2021 consentirà la realizzazione degli obiettivi e dei programmi dell’Ente anche relativamente a peculiari attività progettuali. L’attuazione del Programma integrato è coerente anche con gli indirizzi espressi dalla legge 28 giugno 2012 n. 98 (Riforma del mercato del lavoro). Il ricorso ad incarichi esterni di collaborazione autonoma è comunque subordinato al rispetto delle norme di cui al vigente Regolamento sull’Ordinamento Generale degli Uffici e dei Servizi del Comune di Cremona. Il Programma è vincolato al rispetto del tetto di spesa pari a 823.053,00 Euro di cui 704.453,00 Euro di spesa vincolata (che attinge cioè a risorse che sono state intercettate grazie alla partecipazione di bandi regionali e nazionali) ed 118.600,00 Euro di spesa corrente.

Dopo l’illustrazione da parte dell’Assessore alle Risorse Maura Ruggeri e le dichiarazioni di voto dei rappresentanti dei vari gruppi consiliari, il Consiglio Comunale, con 17 voti a favore e 7 contrari, ha approvato il Programma, per l’anno 2021, per l’affidamento di incarichi individuali esterni di collaborazione autonoma.

Ordine del giorno presentato in data 30 gennaio 2020 dalla capogruppo del Gruppo consiliare Viva Cremona Maria Vittoria Ceraso sulle baby gang a Cremona: studio e monitoraggio del fenomeno – Costituzione di un tavolo permanente.

Premesso che:
il fenomeno giovanile delle baby gang si è rivelato in tutta la sua drammaticità e gravità a Cremona l’estate scorsa quando una trentina di giovani, di età compresa tra i 15 e i 18 anni, ha imperversato per mesi, prendendo di mira giovanissimi e scatenando decine di episodi di violenza.
Ragazzi uniti e strutturati in branco che volontariamente per mesi, hanno agito in modo violento prendendo di mira persone e tutto ciò che li circondava. Umiliazioni, denigrazioni, violenze fisiche, contro coetanei o giovani ragazzi non in grado di difendersi. Comportamenti sempre più cruenti tanto da richiamare l’efferatezza delle gang latine, sempre più distruttivi verso l’altro.
I Carabinieri della Compagnia di Cremona, dopo avere raccolto alcune segnalazioni di professori, presidi e molti genitori preoccupati, in breve tempo, hanno individuato il gruppo di ragazzi, che proprio per la gravità dei reati di cui sono indiziati, tra cui rapina e tentata estorsione, sono stati arrestati, quali destinatari di 7 misure cautelari (4 in carcere e tre ai domiciliari), nonché ulteriori 18 denunce in stato di libertà per altri reati in concorso di atti persecutori, spaccio di sostanze stupefacenti, danneggiamento e risse. Inoltre a carico del “branco”, coadiuvati a seconda dell’occasione da altri coetanei, non compresi tra i 7 arrestati, sono stati accertati diversi episodi di danneggiamento, vandalismo, atti persecutori, risse, lesioni e spaccio di sostanze stupefacenti, ai danni di altri giovani studenti cremonesi, dagli stessi “ripresi, postati, pubblicati, commentati, sulla pagina Instagram “Cremona.dissing”, che tradotto vuol dire insultare, sparlare, discriminare. Una pagina che era diventata un vero e proprio palcoscenico, in cui i componenti del branco “vivevano” rendendo direttamente pubblico il loro operato, anche come sfida apet1a alle autorità, e per essere rinforzati dai “mi piace” della rete che li rendeva ancora più onnipotenti.
Nella pagina “Cremona.dissing”, venivano pubblicati i video delle risse, oltre alle vignette ritraenti piazza Marconi, assimilata ad un ring per incontri di box, con la scritta “the ring is for boy” (“il ring è per ragazzi”) e “This Ring is for real man” (“questo ring è per uomini veri”).
I citati avvenimenti tendono a mostrare un quadro giovanile negativo, enfatizzano una realtà di giovani consumatori di bevande alcoliche e sostanze stupefacenti, di giovani dediti ad atti di vandalismo e bullismo, giovani attaccati allo schermo della televisione e agli smartphone, disconnessi dalla realtà che li circonda, giovani annoiati e senza prospettive future.
Una realtà che mette in crisi tanto la famiglia quanto la scuola: genitori e insegnanti hanno il diritto e la necessità di essere supportati e aiutati in quanto non devono essere lasciati soli nella gestione del loro ruolo educativo messo a dura prova in quanto spesso mancano gli strumenti e le strategie per gestire i casi di devianza.
Considerato che:
conoscere in particolare la realtà delle baby gang sul nostro territorio e le dinamiche che le contraddistinguono potrebbe evitare che i gruppi di strada si trasformino in gang ponendo attenzione ad esempio ai riti di iniziazione: darsi un nome, un simbolo, creare un logo possono essere spie di un cambiamento.
L’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza intervenendo a proposito della situazione delle baby gang nella relazione al Parlamento ha sollecitato “l’apertura di un tavolo permanente, con la partecipazione di minorenni e giovani adulti”.
Secondo l’ Agia, “qualsiasi intervento non può che partire da una rete educativa che abbia protagonisti gli stessi minorenni e che prenda avvio da azioni rivolte alla promozione dei diritti”. L’Autorità sottolinea “l’esigenza di una mappatura del rischio di devianza, un lavoro di rete tra istituzioni e associazioni e la rilevazione puntuale e tempestiva dei casi di abbandono scolastico attraverso il rafforzamento del raccordo tra uffici scolastici regionali e autorità giudiziaria e il consolidamento dello scambio di informazioni tra tutti gli uffici giudiziari”.
Considerato altresì che:
al punto 8 “Linea strategica sullo sviluppo della comunità” delle Linee di Mandato di questa Amministrazione alla voce “Piano Giovani” si prevede la necessità di attivare e potenziare lo sviluppo e la garanzia di un presidio costante della funzione di accompagnamento educativo a livello territoriale a favore di adolescenti e preadolescenti e alla voce “Piano Sicurezza” si precisa che attraverso la Polizia Locale, il Settore Politiche Educative e i Servizi sociali si deve dare continuità e approfondire, in particolare con giovani cremonesi, il dialogo sulla questione della legalità, dell’educazione al rispetto delle istituzioni, della cosa pubblica e della libertà altrui;
Nel DUP (Documento Unico di Programmazione) al punto 8.4.3 – “Adolescenze e giovani” è prevista l’attuazione dell’azione “recuperare la dimensione della prevenzione e dell’aggancio precoce attraverso il potenziamento degli interventi di educazione alla salute, portandoli oltre i tradizionali contesti formali e informali (ad esempio quello scolastico), e sperimentazione di progettualità (ad esempio scuole seconda opportunità).”
Nel Piano degli Interventi Comunali per di Diritto allo Studio 2020/2021 si afferma che l’Amministrazione Comunale ha un ruolo importante con più funzioni essendo prima di tutto un osservatorio delle dinamiche demografiche e dei bisogni emergenti, poi una “cabina di regia e indirizzo” con lo scopo di orientare e regolare le proposte di integrazione e arricchimento dell’offerta scolastica sia in termini di progetti formativi sia in termini di sostegno organizzativo e di facilitazione alla frequenza degli alunni di ogni età. In tale contesto si collocano le azioni finalizzate a sostenere la frequenza scolastica, attraverso il supporto ai progetti di prevenzione della dispersione e/o dell’insuccesso scolastico e i progetti legati all’area di contrasto alla povertà educativa e sostegno all’inclusione (progetti contro il bullismo e progetti per l’orientamento Youngle Context).
La particolare gravità degli episodi messi in atto dai ragazzi di Cremona Dissing, che non hanno avuto limiti distruggendo, picchiando e causando grave allarme sociale in tutta la città, fanno si che il loro comportamento e le conseguenze rappresentino oggi un’emergenza educativa e diventino una vera priorità per la sicurezza e la serenità della nostra comunità tale per cui è necessario mettere in campo azioni e progettualità mirate e straordinarie oltre a quelle già attivate negli ultimi anni dall’Amministrazione.

Tutto ciò premesso e considerato, Il Consiglio Comunale impegna il Sindaco e la Giunta:

1) ad avviare uno studio finalizzato ad una mappatura del rischio di devianza attraverso un lavoro di rete tra istituzioni e associazioni con una particolare attenzione alla conoscenza e al monitoraggio del fenomeno delle baby gang nella nostra città;
2) costituzione di un tavolo permanente tra i istituzioni e associazioni, con la partecipazione di minorenni e giovani adulti, al fine di promuovere uno studio partecipato sui giovani di Cremona con l’obiettivo di elaborare la pianificazione nel breve e medio termine di un sistema di interventi in ambito di politiche giovanili, coerenti con le esigenze e le risorse del territorio, delineati ed elaborati con il coinvolgimento in primo luogo dei giovani sui quali le azioni avranno ricadute dirette, offrendo loro l’occasione di dimostrarsi cittadini attivi, responsabili e promotori di principi e valori e contemporaneamente degli stakeholder, degli operatori e dei volontari che a vario titolo lavorano con e per i giovani di questa fascia di età.

Dopo che l’ordine del giorno è stato illustrato dalla proponente, sono intervenuti in un ampio dibattito i consiglieri Roberto Poli (Partito Democratico), Simona Sommi (Lega – Lega Lombarda), Lapo Pasquetti (Sinistra per Cremona – Energia Civile), Carlo Malvezzi (Forza Italia), Giuseppe Arena (Lega – Lega Lombarda), Pietro Burgazzi (Lega – Lega Lombarda), Franca Zucchetti (Partito Democratico), Marcello Ventura (Fratelli d’Italia), Maria Vittoria Ceraso (Viva Cremona), Enrico Manfredini (Fare Nuova la Città – Cremona Attiva), che ha proposta alla consigliera Ceraso di portare in commissione questo ordine del giorno per approfondire l’argomento e trovare un modo per una sempre migliore collaborazione tra le varie realtà che già si occupano di problemi giovanili. Dal canto suo la proponente ha preferito che l’ordine del giorno venisse messo la voto contenendo un dispositivo non particolarmente vincolante.

A nome della Giunta è intervenuta l’Assessora alle Politiche sociali e della fragilità Rosita Viola, che ha accennato alle iniziative messe in campo dal Comune attraverso un lavoro di rete con i Servizi Educativi, la Polizia Locale, la Federazione Oratori, le Forze dell’Ordine, con l’ATS e l’ASST. Numerose sono le attività in ambito scolastico, culturale e sportivo realizzate attraverso un coordinamento tra i vari assessorati, esistono quindi il Tavolo Integrato Adolescenti ASST Cremona e il Cantiere Giovani. Sul fenomeno citato dalla consigliera Maria Vittoria Ceraso, l’Assessora Viola ha detto che il Comune si è mosso, è stato fatto un approfondimento e piuttosto che parlare di baby gang in questo caso è più corretto parlare di gruppi che si sono creati spontaneamente. Infine l’Assessore ha detto che nel 2019 è stato avviato il primo anno di sperimentazione del progetto Cremona Wave che il Settore Politiche Sociali, in collaborazione con il Settore Politiche Educative del Comune di Cremona, ha implementato per l’anno scolastico 2019/2020 e che ha consentito di stare quotidianamente al fianco di molti giovani, ragazze e ragazzi che nel vivo della loro esperienza di crescita faticano a stare a scuola. Attraverso Cremona Wave il Comune ha voluto mettere in campo nuove azioni e nuovi strumenti per affiancare e supportare le scuole del nostro territorio nel difficile compito di far crescere e formare le giovani generazioni, promuovendo inclusione e promozione sociale. In particolare l’attenzione è per quelle situazioni di maggiore fragilità individuale, familiare e sociale che si manifestano spesso nella forma del disagio scolastico e nel precoce abbandono. Per questo si è inteso sviluppare in particolare due azioni: l’introduzione della figura dell’educatore scolastico nelle scuole secondarie di primo grado della città e l’avvio di un’esperienza pilota di quelle che vengono chiamate scuole di seconda opportunità, ovvero occasioni per re-coinvolgere in percorsi di formazione e di crescita di quei ragazzi che hanno abbandonato la scuola ancor prima del conseguimento della licenza media, ovvero ancor prima dell’assolvimento dell’obbligo scolastico. Il progetto è stato realizzato, nell’ambito della co-progettazione minori, attraverso la collaborazione delle Cooperative Cosper e Nazareth, da anni impegnate da protagoniste nell’accompagnamento ai percorsi di crescita degli adolescenti e delle famiglie. In questo primo anno scolastico nelle quattro scuole medie della città (Vida, Anna Frank, Virgilio e Campi) con i circa 50 docenti complessivamente coinvolti e oltre 70 i ragazzi agganciati sia a livello di lavoro individuale che di classe. In particolare è significativo l’avvio della esperienza della scuola di seconda opportunità che è riuscita a recuperare un gruppo di circa una decina di ragazzi che avevano definitivamente abbandonato precocemente lo studio portando quattro di loro al conseguimento della licenza media e alla conseguente iscrizioni a percorsi di istruzione superiore. Se da una parte si intende confermare l’obiettivo di arrivare in due anni verso il consolidamento di un nuovo modello di intervento nell’ambito del contrasto del fenomeno della dispersione scolastica, dall’altra si ritiene che tanto il potenziamento della funzione educativa della scuola quanto la disponibilità di strategie alternative per garantire i percorsi di crescita e di formazione anche per coloro che fanno fatica a stare “dentro” siano oggi strumenti più che mai attuali e in sintonia con i nuovi bisogni che il nostro contesto così rapidamente mutato sta mettendo in evidenza. Un approfondimento pienamente condiviso dall’Assessora all’Istruzione Maura Ruggeri che si è limitata ad aggiungere che il Comune su questo non parte certo da zero, ma da un lavoro di rete in atto da tempo.

Al termine l’ordine del giorno è stato respinto con 15 astensioni e 9 voti a favore.

Rendicontazione dello stato di attuazione delle misure di razionalizzazione delle partecipazioni pubbliche di cui alla deliberazione di Consiglio Comunale n. 55 del 16 dicembre 2019 e ricognizione annuale delle partecipazioni possedute con approvazione del relativo piano di revisione ordinaria (art. 20 D.Lgs. n. 175/2016).

L’art. 20 del D.lgs n. 175/2016 “Testo Unico delle società partecipate”, prevede che entro il 31 dicembre di ogni anno sia approvata la deliberazione di ricognizione delle partecipazioni pubbliche dirette e indirette e, se del caso, si proceda con uno specifico piano di riassetto per la loro razionalizzazione. La stessa norma prevede che, contestualmente, venga approvata la rendicontazione delle azioni poste in essere sulla base dei piani di revisione sin qui assunti (da ultimo il piano di revisione ordinaria approvato dal Consiglio Comunale).


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