Cremona, ordine del giorno sulla riapertura delle scuole

Cremona, Ordine del giorno presentato in data 19 novembre 2020 da consiglieri comunali vari (primo firmatario Maria Vittoria Ceraso) sulla riapertura delle scuole chiuse a causa della pandemia Covid – 19.

Premesso che:

– Nella nostra Costituzione i diritti fondamentali dei cittadini sono declinati con chiarezza e autorevolezza, e tra questi vi sono il diritto alla salute e il diritto allo studio e più in generale all’istruzione, entrambi valori di primaria importanza per un Paese sviluppato come il nostro, attento al benessere dei propri cittadini e alla condivisione dei valori di cultura e conoscenza.

– Nell’attuale situazione epidemiologica, nel tentativo di contemperare il diritto alla salute con il diritto allo studio, il Governo ha di fatto deciso di far prevalere il primo sul secondo (ritenendolo comunque parzialmente attuato attraverso la didattica a distanza), per la necessità – in ragione del numero complessivo dei contagi, da apprezzare anche tenendo conto della capacità di risposta del sistema sanitario – di contenere il rischio del diffondersi del virus Covid 19.

– In realtà il costo, anche immediato, della chiusura delle scuole ha molto a che fare con la salute psicofisica di intere generazioni. E’ lo stesso Ministero della Salute a .. riportare i risultati di uno studio dell’ospedale pediatrico Gaslini di Genova sull’impatto psicologico e comportamentale del lockdown nei bambini e negli adolescenti in Italia: “L’isolamento a casa durante l’emergenza da nuovo coronavirus ha causato l’insorgenza di problematiche comportamentali e sintomi di regressione nel 65% di bambini di età minore di 6 anni e nel 71 % di quelli di età maggiore di 6 anni (fino a 18). Tra i disturbi più frequentemente evidenziati vi sono: l’aumento dell’irritabilità, disturbi del sonno e disturbi d’ansia.”

– Tra i fattori che incidono sulla salute dei bambini in periodo CO VID-19 c’è la perdita dell’effetto protettivo della scuola rispetto a maltrattamenti, abusi, negligenze. Inoltre stando lungo tempo a casa aumentano nei bambini e ragazzi i comportamenti non salutari, come quelli obesogeni e il lungo tempo davanti agli schermi.

– La scuola è vitale non solo per l’istruzione dei bambini e degli adolescenti ma per il loro benessere. Il tempo trascorso fuori dalla scuola è dannoso per lo sviluppo cognitivo e accademico dei bambini, in particolare per i bambini svantaggiati. Questo impatto può influenzare sia gli attuali livelli di istruzione sia la futura capacità di apprendimento dei bambini.

– Da più parti si è messo in evidenza l’effetto di aumento delle disuguaglianze prodotto dalla DAD costo in termini di mancato apprendimento. Dai primi esiti di una ricerca nazionale a cui hanno partecipato 16.084 insegnanti (circa il 2% degli insegnanti italiani) risulta che, secondo la stima dei partecipanti alla ricerca, un quarto degli studenti è stato raggiunto parzialmente (18%) o per nulla (8%) dall’insegnamento a distanza.

Considerato che:

– A seguito della prima ondata del Covid-19 l’Italia è il Paese che ha mantenuto più a lungo le scuole chiuse. E con la seconda ondata siamo il primo Paese europeo a chiuderne una buona parte. Dopo l’aggravarsi della curva epidemica, infatti, il governo ha stabilito la didattica a distanza per tutte le scuole superiori e per le classi seconde e terze delle medie.

– I dati mostrano che sospendere la didattica in presenza nelle scuole ha dei costi certi, ma benefici molto incerti.

– Rispetto ai benefici non appare chiaro (non ci sono dati certi e dettagliati) quanto la chiusura delle scuole riduca il contagio. La riduzione del contagio dipende dal contesto in cui le scuole vengono riaperte (ad esempio dai protocolli e dal trasporto pubblico locale associato all’attività scolastica), da come e dove trascorrono il loro tempo gli studenti colpiti dai provvedimenti di chiusura e dal tipo di scuola (primaria o secondaria). In alcuni casi, come in quello tedesco, la riapertura sembra addirittura aver ridotto il contagio nella fascia di popolazione più giovane, lasciandolo invariato nella popolazione più adulta. Come anche alcuni autorevoli medici accademici hanno sottolineato (Remuzzi e Villani), in presenza di rigidi protocolli, la propagazione del contagio a scuola è limitata. Lo stesso Comitato tecnico scientifico convocato lo scorso 18 ottobre aveva già evidenziato, rispetto al tema della scuola, l’importante criticità rappresentata dal trasporto pubblico locale che non è stato sufficientemente adeguato alle esigenze determinate dalla pandemia, nonostante il pool di esperti avesse evidenziato fin dal mese di aprile la necessità di riorganizzazione, incentivando una diversa mobilità con il coinvolgimento attivo delle istituzioni locali e dei mobility manager. Secondo il CTS riorganizzare i trasporti locali, con il coinvolgimento dei sindaci è ora la priorità cosi come la necessità di avviare ingressi scaglionati per le scuole.

– Nel territorio della nostra provincia dall’inizio dell’anno scolastico al 7 novembre sono stati 293 i casi positivi totali di cui 284 studenti e nove fra il personale. Le classi isolate sono state 263; gli studenti isolati 1.680 su tutto il territorio. Secondo i dati di ATS il mondo dell’istruzione non è veicolo di contagio.

– Riguardo ai costi c’è meno incertezza. La chiusura danneggia tutti gli studenti anche quando viene attivata la didattica a distanza. Chiusure prolungate hanno effetti permanenti sul rendimento scolastico, sulle abilità cognitive, sulla propensione all’abbandono scolastico e sullo stato psicofisico dei nostri studenti. Non è innocuo chiudere per uno o due mesi oggi, specialmente in un Paese in cui la scuola era stata già penalizzata dalla chiusura di marzo. Montagne di studi nelle scienze sociali ci dicono che chiudere la scuola oggi rappresenta una ipoteca sul futuro di una intera generazione.

– Costi certi e benefici incerti caratterizzano anche la chiusura di altre attività, ma la scuola è un settore in cui i danni associati alla sospensione della didattica non si recuperano più. Sono perdite permanenti per gli studenti e quindi per tutto il Paese.

Considerato altresì che:

-In previsione del rientro a scuola il Governo ha fatto un significativo investimento

per l’acquisto di banchi a rotelle con sedie integrate che secondo alcuni esperti non solo non sono adeguati per molte attività scolastiche, essendo troppo esiguo il supporto per scrivere, disegnare e disporre materiali (come denunciato recentemente anche da alcuni genitori della nostra città con una nota inviata al dirigente scolastico e al Provveditore) ma sarebbero anche inadeguati per la salute dello scheletro di alunni e studenti”. Così si è espresso in particolare un pool di ortopedici che ha scritto una lettera al governo sottolineando come sia stato un grave errore non consultare gli esperti prima dell’acquisto. Gli stessi affermano che sarebbe stato “un passo epocale acquistare finalmente arredi che privilegino la preservazione negli anni della integrità corporea degli studenti. Fra la scelta che è stata fatta e quella che sarebbe stato necessario fare in relazione agli studi scientifici per preservare la salute anatomica degli studenti -sottolineano i firmatari della lettera -non ci sarebbe stata nessuna differenza di costo. Una vera, clamorosa occasione perduta, che farà danni molto gravi per i nostri ragazzi. Anche Agostino Miozzo, coordinatore del Comitato tecnico scientifico, ha dichiarato in audizione alla Camera che sulla tematica dei banchi a rotelle, il Cts non si è mai espresso perché nessuno ha mai chiesto allo stesso una valutazione sui banchi a rotelle”.

Tutto ciò premesso e considerato,

Il Consiglio Comunale

Preso atto del grave disagio che stanno vivendo gli studenti impossibilitati a frequentare in presenza la scuola e delle possibili conseguenze in termini di rischi per la salute ed il benessere degli stessi ed esprimendo sincera solidarietà e vicinanza ad alunni, insegnanti e famiglie per il difficile momento che stanno affrontando.

Impegna il Sindaco e la Giunta:

– a farsi promotore di ogni iniziativa utile ai vari livelli istituzionali (Governo, Ministero dell’Istruzione, Ministero della Sanità, Ministero dei Trasporti, Regione, Garante nazionale e Garante regionale dell’infanzia e dell’adolescenza) finalizzata alla riapertura delle scuole che permetta agli studenti di tornare, almeno per qualche giorno alla settimana, in presenza nel più breve tempo possibile, compatibilmente con l’andamento dell’epidemia nella nostra provincia;

– alla revisione e all’adeguamento del trasporto pubblico urbano, per quanto di sua competenza, individuando anche soluzioni alternative al fine di garantire l’attuazione dei protocolli di prevenzione della pandemia covid per il tragitto casa scuola degli studenti;

– chiedere la sostituzione dei banchi a rotelle soprattutto per le scuole nelle quali gli alunni devono utilizzare materiale scolastico non compatibile con le dimensioni troppo piccole della base di appoggio.

Ordine del giorno presentato in data 1° dicembre 2020 da consiglieri comunali vari (primo firmatario Roberto Poli) sulle Scuole ed emergenza Covid.

Premesso che:

l’epidemia Covid 19 ha imposto la salvaguardia della salute come priorità ed ha portato necessariamente a privilegiare il diritto alla salute rispetto ad altri diritti costituzionali quali il diritto all’istruzione, sia pur limitatamente alla sua forma in presenza, trasferendolo su piattaforme a distanza

è stato sicuramente giusto e necessario sospendere le lezioni in presenza e proporre la didattica a distanza, quali risposte all’emergenza, ma non è ipotizzabile che questa modalità operativa possa costantemente sostituire la didattica in presenza, per le· conseguenze negative che sul lungo periodo la mancanza della scuola in presenza potrebbe provocare sulle giovani generazioni

nell’incontro del 19 novembre promosso dalla ministra Azzolina con rappresentanti OMS e UNESCO a cui hanno partecipato tra gli altri il direttore regionale per-l’Europa, Hans Kluge, e il direttore vicario, dell’OMS, Ranieri Guerra, il Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, Silvio Brusaferro, il Coordinatore del Comitato tecnico-scientifico per l’emergenza, Agostino Miozzo, è stata condivisa una forte preoccupazione per le conseguenze che una chiusura prolungata delle scuole può comportare in termini di impatto psicologico e di dispersione scolastica

Si è ribadito che l’impatto dei contagi nelle scuole risulta essere limitato mentre la trasmissione tra gli studenti avviene soprattutto fuori da scuola e che la probabilità di contagio risulta più bassa nei bambini ed è opportuno rendere i provvedimenti di chiusura delle scuole il più possibile limitati e circoscritti.

Considerato che:

il rientro graduale in presenza a scuola è al centro dell’attenzione del Governo e delle Regioni ed è un obiettivo condiviso dagli enti locali: Comuni e Province come assicurano anche ANCI ed UPI;

con il rientro della Regione Lombardia in fascia arancione sono tornate in presenza le classi 2 e 3 della secondaria di primo grado;

il timore che la ripartenza di dicembre, scuole comprese, possa portare a una terza ondata di contagi impone cautela sotto tutti i fronti e, considerata la posizione assunta dalle Regioni, la ripresa della didattica in presenza nella secondaria di secondo grado sarà valutata probabilmente dopo il 7 gennaio.

Tutto ciò premesso

Il Consiglio comunale

Sostiene le azioni fin qui condotte dal Sindaco e dalla Giunta nei confronti del Governo, della Regione e di tutte istituzioni interessate affinché:

La ripresa della didattica in presenza avvenga gradualmente ed in sicurezza con attenzione costante all’evolversi dell’epidemia anche per evitare un effetto a singhiozzo dell’andamento della vita scolastica con frenate brusche ed ulteriori interruzioni e per la messa in campo di un’azione coordinata e tempestiva del Governo e della Regione volta a garantire le risorse necessarie per garantire il trasporto e allo stesso tempo ridurre in misura consistente l’attuale capienza dei mezzi di trasporto al fine di limitare il più possibile le occasioni di contagio per gli studenti

Impegna altresì il Sindaco e la Giunta affinché

si concordi a livello locale con, UST e dirigenti scolastici un piano territoriale di rientri in presenza organizzato in modo di garantire la più alta percentuale possibile di studenti in presenza, ma continuando anche ad utilizzare, a turno, gli strumenti di didattica digitale integrata che consentono di evitare le situazioni a più alto rischio di diffusione del contagio;

si concordi con l’Agenzia del trasporto pubblico una gestione tale da garantire maggiore sicurezza e maggiori controlli sui mezzi di trasporto, condividendo con Regione, Governo, Ufficio scolastico territoriale, Prefettura, dirigenti delle scuole della città una organizzazione che possa contare su investimenti adeguati;

si garantisca da parte di ATS un più efficace tracciamento dei casi;

siano organizzati in collaborazione con UST, ATS e dirigenti scolastici efficaci percorsi di formazione destinati agli adolescenti sulla prevenzione del contagio da Covid 19;

si effettuino, in previsione del rientro a scuola in presenza, una costante azione informativa e puntuali momenti di coinvolgimento e di raccordo con studenti, insegnanti e famiglie.

Terminata l’illustrazione dei due ordini del giorno da parte dei rispettivi proponenti (consigliera Maria Vittoria Ceraso e consigliere Roberto Poli), si è aperto il dibattito che ha visto intervenire i consiglieri Francesco Ghelfi (Partito Democratico), Elisa Chittò (Partito Democratico), Daniele Villani (Fare Nuova la Città – Cremona Attiva), Simona Sommi (Lega – Lega Lombarda), che ha proposto di rivedere gli ordini del giorno presentati alla luce delle novità intervenute in questi ultimi giorni e che li fa apparire in parte superati, Lapo Pasquetti (Sinistra per Cremona – Energia per Cremona), Luca Nolli (Movimento 5 Stelle), Enrico Manfredini (Fare Nuova la Città – Cremona Attiva), Riccardo Merli (Fare Nuova la Città – Cremona Attiva), Maria Vittoria Ceraso (Viva Cremona), Fabiola Barcellari (Partito Democratico), Carlo Malvezzi (Forza Italia), Franca Zucchetti (Partito Democratico) e Roberto Poli (Partito Democratico), che ha dichiarato di avere presentato un ordine del giorno della maggioranza non essendo stata colta la richiesta avanzata a suo tempo di un documento condiviso, rilevando comunque la necessità di rinviare ad un ordine del giorno unitario per la ripresa dell’attività didattica in sicurezza, tenendo conto delle riflessioni emerse nel corso del dibattito.

A nome della Giunta è intervenuta l’Assessore all’Istruzione Maura Ruggeri che ha parlato di un dibattito serio e molto puntuale, dichiarando la massima disponibilità, nonché la piena condivisione delle difficoltà di tutti, in particolare dei soggetti più fragili, giovani compresi. Per l’Assessore bisogna limitare i danni e guardare al futuro, tenendo conto delle disposizioni contenute nell’ultimo DPCM, in particolare per quanto riguarda il trasporto, il percorso stabilito a livello provinciale, coordinato dal Prefetto, e che dovrà determinare un quadro operativo con l’apporto di tutti i soggetti coinvolti. Vi è già stata un prima ricognizione, su iniziativa del Prefetto, dalla quale sono emerse alcune indicazioni da parte dell’Agenzia del Trasporto Pubblico. Si è in attesa di un ulteriore approfondimento che certamente vi sarà dopo il confronto avvenuto con i dirigenti scolastici.

Per quanto riguarda le richieste pervenute da alcuni genitori per i banchi a rotelle, che ritengono una scelta non adeguata, l’Assessore ha detto che l’Amministrazione non può che dirsi disponibile al confronto, ad un momento di ascolto, capire quali possono essere le ragioni e le possibili soluzioni, non potendo prevaricare una decisione presa da un’altra istituzione, in questo caso la dirigenza scolastica. Sul tracciamento, l’Assessore Maura Ruggeri ha rimarcato che molto è delegato alle scuole, con una responsabilità diretta degli insegnanti. In ogni caso, per le scuole comunali il dato confortante è che non vi è stato alcun contagio tra gli insegnanti, e tra i bambini, nessun contagio è stato riscontrato negli asili nido, ed un numero minimo nelle scuole infanzia, a dimostrazione dell’attenzione posta su questo aspetto da parte dell’Amministrazione. Per quanto riguarda infine il sostegno psicologico, interventi in tal senso sono previsti nel Piano del Diritto allo Studio.

Terminato il dibattito, su richiesta specifica del Presidente del Consiglio Comunale Paolo Carletti, la consigliera Maria Vittoria Ceraso si è detta disponibile a ritirare il proprio ordine del giorno, lo stesso ha fatto il consigliere Roberto Poli, portando il tema scuola in commissione consiliare oppure in Ufficio di Presidenza.

Mozione presentata in data 5 febbraio 2020 dal Capogruppo del Gruppo consiliare Movimento 5 Stelle Luca Nolli inerente il riconoscimento pubblico al Procuratore Capo di Catanzaro, Nicola Gratteri, quale cittadino onorario per l’alto servizio svolto a favore dello Stato Italiano, a seguito delle minacce di morte recentemente subite.

Premesso che:

Il dottor Nicola Gratteri è un magistrato che dal 21 aprile 2016 copre il ruolo di Procuratore capo a Catanzaro. Impegnato in prima linea da più di tre decenni contro la ‘ndrangheta, vivendo sotto scorta dall’aprile del 1989.

Considerato che:

Nella sua attività da magistrato ha condotto centinaia di operazioni di una certa rilevanza sia locale che nazionale, contro varie cosche ‘ndrine, significative sono “l’operazione Stige” che ha portato all’arresto di 169 persone, arresti effettuati in Calabria, Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Piemonte, Lazio, Toscana, Campania e Germania, dimostrando la ramificazione e l’estensione raggiunta dalla ‘ndrangheta. E per ultima invece l’operazione denominata Rinascita-Scott, avvenuta tra la notte del 18 e 19 dicembre 2019, una mega-operazione che smantella le cosche di ‘ndrangheta del Vibonese ricostruendo legami e affari tra imprenditoria, politica e massoneria deviata, che permette l’arresto di oltre 330 persone.

Considerato che:

Le inchieste di Gratteri stanno evidenziando sempre di più diretti legami tra la ‘ndrangheta ed elementi deviati di logge massoniche, imprenditoria e di esponenti politici (locali e nazionali), con l’obiettivo di costituire un sistema di potere occulto con la volontà di minare l’istituito ordine democratico dello Stato Italiano.

Visto che:

Il Procuratore Gratteri è costantemente nel mirino delle cosche, che già il 21 giugno 2005, il ROS dei Carabinieri hanno scoperto nella piana di Gioia Tauro un arsenale di armi (un chilo di plastico con detonatore, lanciarazzi, kalasnikov, bombe a mano) che sarebbe potuto servire per un attentato ai danni di Gratteri stesso.

E che gli organi di stampa, recentemente parlano addirittura di un killer già pronto per assassinarlo, tant’è che il comitato per l’ordine e la sicurezza di Catanzaro ha deciso di alzare il livello di protezione a favore del magistrato.

Visto inoltre l’attività di Nicola Gratteri è certamente di grande interesse per lo Stato Italiano ed è necessario che la stessa prosegua con forza ed efficacia, facendo sentire al Procuratore tutta la solidarietà della società civile che non si vuole rassegnare allo strapotere crescente della criminalità organizzata.

Tutto ciò premesso e considerato si impegna l’Amministrazione Comunale a comunicare al Procuratore Capo di Catanzaro Nicola Gratteri la vicinanza e la solidarietà del Consiglio Comunale e la volontà di conferirgli la cittadinanza onoraria del nostro Comune.

Dopo l’illustrazione della mozione da parte del consigliere Luca Nolli, sono intervenuti i consiglieri Marcello Ventura (Fratelli d’Italia) che, vista la delicatezza dell’argomento, di trattare l’argomento in Ufficio di Presidenza, Giovanni Gagliardi (Partito Democratico) che ha espresso perplessità sul tipo di riconoscimento proposto, pur dicendosi disponbile ad un segno di vicinanza e di attenzione al Procuratore Capo di Catanzaro Nicola Gratteri, Lapo Pasquetti (Sinistra per Cremona – Energia Civile), d’accordo su un passaggio preventivo in Ufficio di Presidenza, Enrico Manfredini (Fare Nuova la Città – Cremona Attiva), che ha proposto di definire in Ufficio di Presidenza un percorso da seguire in tutti i casi simili, Stella Bellini (Partito Democratico) che si è detta favorevole al conferimento della cittadinanza onoraria considerata l’infiltrazione della ‘ndrangheta anche nel nostro territorio, Alessandro Fanti (Lega – Lega Lombarda), in linea con quanto dichiarato dal collega Gagliardi, Maria Vittoria Ceraso (Viva Cremona), favorevole a qualsiasi tipo di riconoscimento si deciderà per il magistrato Gratteri, Roberto Poli (Partito Democratico), dicendosi favorevole all’attribuzione di un riconoscimento a Nicola Gratteri, magistrato che nel suo lavoro rischia la vita, riportando l’argomento in senso all’Ufficio di Presidenza. A nome della Giunta è intervenuto il Sindaco Gianluca Galimberti che, sottolineando l’importanza della testimonianza per il Paese, come accaduto per altre figure in passato, come quella di Nicola Gratteri, si è dichiarato favorevole ad un passaggio in Ufficio di Presidenza per trovare la strada migliore e valorizzare la proposta del consigliere Luca Nolli. Quest’ultimo, apprezzando gli interventi di tutti, si è detto favorevole a rimandare la sua mozione all’Ufficio di Presidenza.


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