Coronavirus, Gallera:«Grazie a protocolli Anticovid ATS Valpadania, bloccati 6 focolai»

Milano, 06 Luglio 2020 – “I ‘protocolli Anticovid’, messi in atto dall’ATS Valpadana in collaborazione con medici di base, medici del lavoro e aziende, hanno permesso di soffocare 6 focolai prima ancora che si propagassero: 1500 tamponi eseguiti, 70 persone positive di cui 58 residenti sul territorio lombardo, 54 in Provincia di Mantova e 4 in Provincia di Cremona”.

Lo afferma l’Assessore al Welfare della Regione Lombardia Giulio Gallera, illustrando l’attività della locale Agenzia per la Tutela della Salute che, a seguito di alcune segnalazioni, nelle ultime due settimane ha svolto una intensa attività di controllo, tracciamento, sorveglianza e prevenzione, in particolare nell’ambito di 6 realtà produttive nel territorio di competenza.

“I primi 4 casi erano riferiti a due nuclei familiari – spiega Gallera – che hanno fatto scattare la ‘strategia dei cerchi concentrici’: tamponi immediati ai contatti parentali diretti, poi ad amici e colleghi prossimi ai casi segnalati e, infine, a tutti i lavoratori delle aziende coinvolte. L’azione è stata condotta dal Servizio di Prevenzione e sicurezza sui luoghi di lavoro, insieme alle Unità speciali di continuità assistenziale che, in loco, hanno effettuato i test molecolari”.

Analoghi interventi sono stati avviati anche per le segnalazioni successive.

“Il protocollo prevede l’isolamento e la presa in carico dei casi positivi – aggiunge Gallera – la chiusura temporanea dell’attività produttiva e la sanificazione degli ambienti, la riapertura dell’azienda in totale sicurezza”.

Nei casi dei macelli e salumifici, l’ATS Valpadana diretta da Salvatore Mannino ha attivato anche il Servizio Veterinario per i controlli necessari.

“Questa nuova fase – conclude l’Assessore Gallera – si caratterizza per il rafforzamento delle attività di monitoraggio e sorveglianza sul territorio in tutta la Lombardia, a cura delle ATS: tamponi a tappeto a seguito di segnalazioni da parte degli MMG o dei datori di lavoro; il monitoraggio continuo degli ambienti (comuni, frazioni, quartieri, realtà condominiali o lavorative) dove si sono verificati i casi con l’effettuazione del tampone e, all’occorrenza, del test sierologico”


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