Coronavirus, Bolognini: da Regione 23,5 milioni per supportare chi si trova in condizioni di fragilità

Un aiuto concreto a indigenti che vivono nelle case popolari

Milano, 07 Aprile 2020 – Prosegue il forte impegno della Regione Lombardia a favore dei soggetti più fragili, particolarmente colpiti dall’emergenza Coronavirus. La Giunta regionale, su proposta dell’assessore alle Politiche sociali, abitative e Disabilità Stefano Bolognini ha deciso uno stanziamento di 23,5 milioni per supportare le famiglie che vivono in alloggi popolari e non riescono più a pagare il canone e le spese di condominio.

“Si tratta di un aiuto vero e concreto – ha sottolineato Bolognini – nei confronti delle famiglie più fragili che incontrano difficoltà nel superare questo momento critico. Famiglie che hanno sempre pagato con regolarità ma che oggi, per motivi indipendenti dalla loro volontà, devono fare i conti con una caduta del reddito in grado di metterle in crisi”.

Ampliato il quadro di misure per i lombardi in difficoltà

“Questo provvedimento – ha spiegato Bolognini – rientra nel quadro di aiuti regionali di politica abitativa pensati per aiutare il maggior numero possibile di cittadini lombardi, messi in difficoltà economica dall’emergenza in corso. La misura si integra, infatti, perfettamente nel quadro di aiuti pensati per fronteggiare l’emergenza abitativa. Un quadro che comprende i recenti provvedimenti sulla morosità incolpevole, oltre 30 milioni mesi a disposizione per supportare chi vive in affitto in abitazioni locate a libero mercato, e quelli sulla sospensione delle procedure di sollecito e mora per gli inquilini delle case popolari Aler”.

Due gli interventi per contributi sino a 2.700 euro

“Nello specifico – ha proseguito Bolognini – la misura è indirizzata a due platee di potenziali beneficiari. La prima prevede un contributo sino a 1.850 euro annui e riguarda i nuclei famigliari indigenti. Viene incontro, quindi, a chi si trova in condizione di povertà assoluta e di grave deprivazione materiale, soggetti che accedono per la prima volta ai servizi abitativi pubblici. La seconda misura, sino a 2.700 euro annui, è rivolta ai nuclei famigliari già assegnatari di un’abitazione destinata a servizi abitativi pubblici che si trovano in una condizione di comprovata difficoltà economica e non riescono a pagare la locazione sociale. In quest’ultimo caso, abbiamo previsto che i richiedenti siano in possesso di certificazione ISEE fino a 9.360 euro”.

Grande attenzione verso i deboli

“Con questa misura temporanea di solidarietà – ha chiarito Bolognini – riteniamo di poter dare un aiuto concreto agli inquilini delle case popolari. Si tratta di un aiuto vero per affrontare una situazione di forte disagio, sostenendo le persone nel percorso di recupero della loro piena autonomia economica e sociale. Sappiamo che, a causa dell’emergenza Covid, molte famiglie subiranno una perdita di reddito, in alcuni casi anche importante, e non certo per loro responsabilità. Per questo ritenevamo fondamentale dare un segnale forte”.

“Anche in questo frangente – ha rimarcato l’assessore – Regione Lombardia ha dimostrato di sapere mettere in campo azioni efficaci per aiutare persone e famiglie in difficoltà, come ha sempre fatto e sempre farà nei confronti dei propri concittadini”.


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