Consiglio dei Ministri: via libera a tutele per i caregiver e riforma del Servizio Sanitario
Caregiver, sanità e giustizia al centro della riunione del Consiglio dei Ministri del 12 gennaio 2026
Il Consiglio dei Ministri si è riunito lunedì 12 gennaio 2026 a Palazzo Chigi, sotto la presidenza del Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, approvando una serie di provvedimenti di forte impatto sociale, sanitario e istituzionale. Tra i temi centrali della seduta, durata oltre un’ora, figurano il riconoscimento dei caregiver familiari, la riorganizzazione del Servizio sanitario nazionale, le date del referendum sulla riforma della giustizia e importanti nomine governative.
Caregiver familiari: riconoscimento giuridico e sostegno economico
Uno dei punti più rilevanti affrontati dal Consiglio riguarda l’approvazione del disegno di legge in materia di riconoscimento e tutela delle persone che assistono familiari con disabilità o non autosufficienti, su proposta del Ministro per le disabilità Alessandra Locatelli.
Il provvedimento introduce per la prima volta un quadro giuridico organico per i caregiver familiari, riconoscendone il valore sociale ed economico. Tra le misure previste spicca l’istituzione di un contributo economico nazionale fino a 400 euro mensili, erogato dall’INPS, destinato prioritariamente alle famiglie con ISEE inferiore a 3.000 euro annui che assistono persone con disabilità gravissima.
Il disegno di legge stabilisce inoltre una procedura formale di riconoscimento del caregiver e l’inserimento obbligatorio del suo nominativo nel “progetto di vita” e nel Piano Assistenziale Individualizzato (PAI), ponendo le basi per future tutele previdenziali e agevolazioni lavorative.
Riforma del Servizio Sanitario Nazionale: liste d’attesa e integrazione territorio-ospedale
Su proposta del Ministro della Salute Orazio Schillaci, il Consiglio dei Ministri ha approvato, con procedura d’urgenza, un disegno di legge delega per la riorganizzazione del Servizio sanitario nazionale.
L’obiettivo principale della riforma è l’abbattimento delle liste d’attesa, attraverso una revisione strutturale della governance del SSN, il rafforzamento dell’assistenza territoriale e una maggiore integrazione con quella ospedaliera. Il testo prevede l’introduzione di nuove reti assistenziali, l’aggiornamento della classificazione delle strutture sanitarie e il potenziamento del ruolo della medicina generale e dei pediatri di libera scelta.
Particolare attenzione viene riservata al superamento delle disuguaglianze territoriali, con un rafforzamento del monitoraggio sui livelli essenziali di assistenza (LEA) per garantire standard omogenei di cura su tutto il territorio nazionale.
Referendum sulla riforma della giustizia: date fissate a marzo 2026
Il Consiglio dei Ministri ha deliberato di proporre al Presidente della Repubblica lo svolgimento del referendum costituzionale sulla riforma della giustizia nelle giornate del 22 e 23 marzo 2026.
Il referendum confermativo riguarda la legge costituzionale sull’ordinamento giurisdizionale e sull’istituzione della Corte disciplinare, pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 30 ottobre 2025. Le date rispettano i termini previsti dalla normativa vigente dopo l’ammissione delle richieste referendarie da parte della Corte di Cassazione.
Elezioni suppletive e commissariamenti per il PNRR
Nelle stesse giornate del referendum si svolgeranno anche le elezioni suppletive della Camera dei deputati nei collegi di Rovigo e Selvazzano Dentro, rese necessarie dalle dimissioni di due parlamentari eletti alla guida della Regione Veneto.
Il Consiglio ha inoltre deliberato l’esercizio dei poteri sostitutivi sui piani di dimensionamento della rete scolastica per l’anno 2026/2027 in Emilia-Romagna, Sardegna, Toscana e Umbria, nominando commissari ad acta per garantire il rispetto degli obiettivi del PNRR.
Nomine e leggi regionali
Durante la seduta sono state approvate diverse nomine di rilievo, tra cui la conferma del senatore Guido Castelli a Commissario straordinario per la ricostruzione post-sisma nel Centro Italia e la proroga dell’incarico a Fabrizio Curcio per la ricostruzione nelle aree colpite dalle alluvioni.
Il Consiglio dei Ministri ha inoltre esaminato dieci leggi regionali, deliberando di non impugnarle, e ha rinunciato all’impugnativa della legge della Regione Veneto n. 6 del 2025, ritenendo superate le precedenti censure di legittimità costituzionale.
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