Consiglio dei Ministri: stato di emergenza in Calabria, Sardegna e Sicilia e 100 milioni di euro per i primi interventi
Il Governo dichiara lo stato di emergenza per 12 mesi dopo gli eventi meteorologici dal 18 gennaio 2026: stanziati 100 milioni dal Fondo per le emergenze nazionali.
Il Governo accelera sulla gestione delle emergenze climatiche che stanno colpendo l’Italia meridionale e insulare. Con una decisione assunta a Palazzo Chigi, il Consiglio dei Ministri n. 157 ha deliberato la dichiarazione dello stato di emergenza per dodici mesi in conseguenza degli eccezionali eventi meteorologici che, a partire dal 18 gennaio 2026, hanno investito Calabria, Sardegna e Sicilia, provocando danni ai litorali, rischi per l’incolumità delle persone e ripercussioni sulle attività economiche e produttive.
La misura, adottata su proposta del Ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare Nello Musumeci, rappresenta un passaggio formale e operativo essenziale: lo stato di emergenza consente infatti di attivare procedure straordinarie, velocizzare gli interventi e sbloccare risorse immediate per affrontare una situazione che viene descritta come “grave” e con effetti diffusi su infrastrutture e servizi pubblici.
La riunione a Palazzo Chigi: presiede Giorgia Meloni
Il Consiglio dei ministri si è riunito lunedì 26 gennaio 2026 alle ore 16.09 a Palazzo Chigi, sotto la presidenza della Presidente del Consiglio Giorgia Meloni. A svolgere le funzioni di segretario è stato il Sottosegretario alla Presidenza Alfredo Mantovano.
La seduta si è conclusa alle ore 16.31, confermando un Consiglio dei ministri rapido ma concentrato su un tema di immediata urgenza: la risposta istituzionale a un’ondata di maltempo che ha colpito in modo significativo le coste e i territori delle tre Regioni.
Stato di emergenza per 12 mesi: cosa ha deciso il Governo
Il Governo ha deliberato lo stato di emergenza per dodici mesi in conseguenza degli “eccezionali eventi meteorologici” che hanno interessato:
- Regione Calabria
- Regione autonoma della Sardegna
- Regione Siciliana
Secondo il comunicato ufficiale, gli eventi a partire dal 18 gennaio hanno determinato:
- una grave situazione di pericolo per l’incolumità delle persone
- gravi danni ai litorali coinvolti
- conseguenze rilevanti su:
- attività economiche e produttive
- beni pubblici e privati
- infrastrutture
- servizi pubblici
La formulazione evidenzia come non si tratti soltanto di danni puntuali, ma di un impatto più ampio e strutturale, con ricadute sulla tenuta del territorio e sulla continuità delle attività quotidiane nelle aree colpite.
100 milioni di euro per i primi interventi: ripartizione tra le tre Regioni
Uno degli elementi centrali della decisione riguarda lo stanziamento immediato di risorse: per l’attuazione dei primi interventi, il Consiglio dei ministri ha previsto 100 milioni di euro, da ripartire equamente tra Calabria, Sardegna e Sicilia.
Le risorse saranno a valere sul Fondo per le emergenze nazionali, in attesa della valutazione dell’effettivo impatto dell’evento.
In termini pratici, la ripartizione equa indica che ciascuna Regione riceverà una quota iniziale identica, in una fase in cui la priorità è garantire tempestività d’azione, senza attendere la completa quantificazione dei danni.
I Comuni interessati: individuazione basata sulle richieste regionali
Il comunicato precisa che lo stato di emergenza viene dichiarato “sulla base della individuazione dei Comuni desumibili dalle richieste regionali”. Ciò significa che l’elenco delle aree coinvolte deriva dalle segnalazioni e dalle richieste formalizzate dalle amministrazioni regionali.
Inoltre, viene specificato che l’individuazione dei Comuni è “suscettibile di specificazione con ordinanza del Capo del Dipartimento della protezione civile”. In altre parole, il perimetro potrà essere aggiornato e definito con maggiore precisione attraverso successivi atti operativi della Protezione civile.
Presenti i Presidenti delle Regioni: coinvolgimento istituzionale diretto
Alla riunione del Consiglio dei ministri hanno partecipato, “appositamente invitati”, i Presidenti delle tre Regioni interessate.
La presenza diretta dei governatori sottolinea il livello di attenzione politica e istituzionale attribuito all’emergenza e rafforza il coordinamento tra Governo centrale e amministrazioni territoriali. In questi casi, infatti, la gestione delle emergenze richiede un allineamento costante tra Roma e i livelli regionali e locali, soprattutto per la definizione delle priorità e per la distribuzione delle risorse.
Emergenze climatiche e litorali: l’impatto su economia e infrastrutture
Il riferimento ai “gravi danni ai litorali coinvolti” evidenzia una componente sempre più ricorrente nelle crisi meteorologiche recenti: l’erosione e il danneggiamento delle coste, spesso accompagnati da mareggiate e allagamenti, con effetti immediati su:
- stabilimenti balneari e turismo
- porti e infrastrutture costiere
- strade e reti di collegamento
- servizi pubblici essenziali nelle aree costiere
La scelta di intervenire con uno stato di emergenza di 12 mesi indica che l’azione non sarà limitata alla fase di soccorso, ma dovrà includere anche la messa in sicurezza e la riparazione dei danni, con potenziali interventi strutturali e misure di prevenzione.
Una risposta immediata: tra urgenza e valutazione dei danni
Il Governo ha chiarito che lo stanziamento dei 100 milioni avviene “nelle more della valutazione dell’effettivo impatto dell’evento”. È una formula che, nella prassi, indica una fase iniziale di intervento rapido, mentre parallelamente vengono effettuate:
- ricognizioni sul campo
- stime tecniche dei danni
- definizione delle opere urgenti e dei costi reali
Questo passaggio è cruciale perché, una volta quantificato l’impatto, potrebbero rendersi necessari ulteriori finanziamenti o misure specifiche per ciascuna Regione.
Stato di emergenza e fondi per affrontare i danni del maltempo
La deliberazione del Consiglio dei ministri del 26 gennaio 2026 segna l’avvio formale della fase emergenziale per Calabria, Sardegna e Sicilia. Lo stato di emergenza, insieme allo stanziamento di 100 milioni di euro, punta a garantire una risposta rapida e coordinata a una situazione che ha colpito l’incolumità delle persone, le infrastrutture e le attività economiche.
In un contesto di eventi meteorologici sempre più intensi e frequenti, la decisione rappresenta anche un banco di prova per la capacità del sistema pubblico di intervenire in modo tempestivo e con risorse adeguate, soprattutto nelle aree più esposte al rischio climatico e costiero.
Riproduzione riservata © Copyright La Milano

