Consiglio dei Ministri: permesso unico lavoro-soggiorno, stretta sui reati ambientali e accordo Difesa con gli Emirati
Tutte le misure del CdM del 20 gennaio 2026: lavoro, ambiente, Difesa e stati di emergenza
Il Consiglio dei Ministri si è riunito martedì 20 gennaio 2026 alle 15.54 a Palazzo Chigi, sotto la presidenza della Presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Segretario della riunione il Sottosegretario alla Presidenza Alfredo Mantovano. La seduta si è conclusa alle 16.15.
Sul tavolo del Governo, un pacchetto di misure che incrocia tre priorità di sistema: migrazione regolare e mercato del lavoro, contrasto ai crimini ambientali, rafforzamento della cooperazione internazionale nel settore Difesa, oltre a decisioni operative su emergenze meteo, nomine e leggi regionali.
Permesso unico soggiorno-lavoro: recepita la direttiva UE, tempi ridotti a 90 giorni
Tra i provvedimenti principali, il Consiglio dei Ministri ha approvato in esame preliminare un decreto legislativo per l’attuazione della direttiva (UE) 2024/1233, che introduce una procedura unica di domanda per il rilascio del permesso che consente ai cittadini di Paesi terzi di soggiornare e lavorare in Italia, insieme a un insieme comune di diritti per i lavoratori regolarmente presenti.
Il decreto è stato proposto dal Ministro per gli affari europei, il PNRR e le politiche di coesione Tommaso Foti, dal Ministro dell’interno Matteo Piantedosi e dalla Ministra del lavoro Marina Calderone.
Cosa cambia: più velocità, più trasparenza, più flessibilità
Il punto centrale è la semplificazione dell’iter amministrativo: il termine massimo per concludere la procedura di rilascio viene fissato a 90 giorni, salvo casi eccezionali.
Tra le novità di maggiore impatto:
- Obbligo di trasparenza per il datore di lavoro, che dovrà informare tempestivamente il lavoratore straniero su ogni comunicazione relativa al nulla osta;
- Maggiore mobilità occupazionale, con la possibilità per il titolare di permesso unico di cambiare datore di lavoro durante la validità del titolo, previa notifica alle autorità competenti;
- Tutela in caso di disoccupazione, con la previsione che il permesso non venga revocato: il lavoratore potrà restare in Italia per almeno tre mesi per cercare una nuova occupazione.
Il segnale politico ed economico
La misura si inserisce in un contesto europeo in cui la gestione dei flussi e la domanda di lavoro in settori strategici (dall’assistenza alla logistica, dall’agricoltura ai servizi) richiedono strumenti più rapidi e certi. L’obiettivo dichiarato è duplice: da un lato rafforzare l’integrazione regolare, dall’altro ridurre le aree grigie in cui proliferano intermediazione illecita e sfruttamento.
Il decreto, infatti, punta esplicitamente a rafforzare le tutele contro lo sfruttamento lavorativo, introducendo regole più chiare e tempi più prevedibili per i lavoratori e per le imprese.
Reati ambientali: recepita la direttiva UE, rafforzati eco-delitti e sanzioni
Secondo pilastro della seduta: l’approvazione in esame preliminare di un decreto legislativo che recepisce la direttiva (UE) 2024/1203 sulla tutela penale dell’ambiente, destinata a sostituire le precedenti direttive europee 2008/99/CE e 2009/123/CE.
Il testo è stato proposto dal Ministro Tommaso Foti e dal Ministro della giustizia Carlo Nordio.
Obiettivo: colpire la criminalità ambientale in una dimensione “nuova”
Il provvedimento nasce dall’esigenza di rafforzare prevenzione e contrasto dei reati ambientali, tenendo conto di fenomeni ormai strutturali: degrado ambientale, perdita di biodiversità, cambiamenti climatici e dimensione transfrontaliera delle condotte criminali.
Non si tratta, dunque, di una semplice revisione tecnica: il decreto punta a riallineare il diritto penale nazionale a una minaccia che ha assunto peso economico e geopolitico, con filiere illegali che spesso attraversano più Stati e sfruttano lacune normative o differenze di applicazione.
Le principali modifiche: eco-delitti aggiornati e nuove fattispecie
Il decreto interviene sul Codice penale, aggiornando e integrando la disciplina degli eco-delitti, con particolare attenzione:
- alle fattispecie di inquinamento ambientale;
- alle nuove ipotesi di commercio di prodotti inquinanti;
- alla produzione e commercio di sostanze ozono-lesive;
- alla produzione e commercio di gas a effetto serra.
Vengono inoltre rafforzate le circostanze aggravanti, precisata la nozione di condotta abusiva e adeguato il trattamento sanzionatorio in coerenza con gli standard europei.
Impatto su imprese e responsabilità 231
Un passaggio particolarmente rilevante riguarda l’estensione del catalogo dei reati ambientali rilevanti ai fini della responsabilità amministrativa degli enti (decreto legislativo 231/2001). In sostanza, l’intervento amplia l’area di rischio per società e associazioni, imponendo un’attenzione maggiore a modelli organizzativi, procedure di controllo e compliance ambientale.
In parallelo, vengono adeguate le sanzioni nel rispetto dei principi di proporzionalità ed effettività, come richiesto dalla direttiva.
Un nuovo coordinamento nazionale presso la Cassazione
Per migliorare cooperazione e tempestività nella lotta ai crimini ambientali, viene istituito presso la Procura generale della Corte di cassazione un Sistema di coordinamento nazionale per il contrasto alla criminalità ambientale, che include:
- Procuratore generale presso la Corte di cassazione;
- Procuratori generali presso le Corti d’appello;
- Procuratore nazionale antimafia.
La scelta indica un’impostazione che considera i reati ambientali come fenomeno spesso connesso a reti organizzate, in cui il coordinamento investigativo diventa decisivo per evitare frammentazione e disomogeneità operative.
Strategia nazionale contro i crimini ambientali entro il 2027
Il comunicato prevede inoltre che entro il 21 maggio 2027 il Parlamento elabori e pubblichi una Strategia nazionale di contrasto ai crimini ambientali, aggiornata ogni tre anni. Il documento dovrà fissare obiettivi prioritari, valutare risorse e promuovere iniziative di consapevolezza pubblica.
Difesa: via libera alla ratifica dell’accordo di cooperazione con gli Emirati Arabi Uniti
Sul fronte della politica estera e della sicurezza, il Governo ha approvato un disegno di legge per la ratifica ed esecuzione dell’Accordo tra Italia ed Emirati Arabi Uniti sulla cooperazione nel settore della difesa, firmato a Roma il 24 febbraio 2025.
La proposta è del Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale Antonio Tajani.
Cosa prevede l’intesa
L’accordo mira a creare una cornice giuridica stabile per:
- consolidare le capacità difensive di entrambi i Paesi;
- favorire comprensione reciproca sulle sfide di sicurezza nel Mediterraneo allargato e nel Golfo;
- sviluppare cooperazione tramite visite, delegazioni, seminari e formazione presso istituzioni militari;
- promuovere attività addestrative ed esercitazioni congiunte;
- incentivare collaborazione industriale e ricerca scientifica nel settore Difesa, con trasferimento di tecnologie e supporto logistico.
Comitato congiunto e principi di sovranità
Per la gestione operativa dell’intesa viene istituito un Comitato congiunto incaricato di definire piani annuali e monitorare i progetti, nel rispetto dei principi di sovranità, reciprocità e degli impegni internazionali dell’Italia.
Proroga deleghe legislative: Vigili del Fuoco e revisione delle liste elettorali
Il Consiglio dei Ministri ha approvato anche un disegno di legge per la proroga dei termini per l’esercizio di deleghe legislative di competenza del Ministero dell’interno, su proposta del Ministro Matteo Piantedosi.
Vigili del Fuoco: termine rinviato al 31 ottobre 2026
Viene differito al 31 ottobre 2026 il termine per l’adozione dei decreti legislativi relativi al riordino delle funzioni e del rapporto di impiego del personale del Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco. L’estensione serve a completare un percorso normativo che include:
- valorizzazione delle specialità del Corpo;
- introduzione della specialità “telecomunicazioni”;
- nuovi criteri di progressione in carriera basati sul merito comparativo.
Liste elettorali: più tempo per la sicurezza informatica legata ad ANPR
Il provvedimento porta inoltre da sei a dodici mesi il termine per la revisione del testo unico sulle leggi per l’elettorato attivo e la tenuta delle liste elettorali. La ratio è legata alla necessità di mettere in sicurezza le procedure informatiche connesse all’Anagrafe nazionale della popolazione residente (ANPR), evitando criticità in concomitanza con le scadenze amministrative di primavera e garantendo stabilità agli uffici comunali.
Informativa del MEF: tempi di pagamento della PA e sanità, focus PNRR
Nel corso della seduta, il Ministro dell’economia e delle finanze Giancarlo Giorgetti ha svolto un’informativa sui risultati conseguiti nella riduzione dei tempi di pagamento delle pubbliche amministrazioni e delle autorità sanitarie, nell’ambito della riforma n. 1.11 del PNRR.
Stati di emergenza: Liguria, Friuli-Venezia Giulia e Sicilia, stanziamenti per interventi urgenti
Su proposta del Ministro per la protezione civile e le politiche del mare Nello Musumeci, il Consiglio dei Ministri ha deliberato:
- Stato di emergenza (12 mesi) per eventi meteo eccezionali tra settembre 2025 in diversi comuni della città metropolitana di Genova, La Spezia e Savona, con stanziamento di 4,3 milioni di euro per i primi interventi urgenti.
- Stato di emergenza (12 mesi) per eventi meteo eccezionali tra 16 e 17 novembre 2025 nelle province di Gorizia e Udine, con stanziamento di 8,5 milioni di euro.
- Ulteriore stanziamento di 6,45 milioni di euro per interventi relativi allo stato di emergenza già deliberato per eventi meteo in aree della Città metropolitana di Catania e della Città metropolitana di Messina (novembre 2024, gennaio-febbraio 2025).
- Proroga dello stato di emergenza per eventi meteo eccezionali del settembre 2024 in comuni della provincia di Vicenza, del comune di San Giovanni Ilarione (Verona).
Nomine: commissario per la ricostruzione sisma 2012 in Emilia-Romagna
Il Consiglio dei Ministri ha deliberato la nomina del Presidente della Regione Emilia-Romagna Michele De Pascale quale Commissario straordinario alla ricostruzione nei territori regionali in relazione agli eventi sismici del 20 e 29 maggio 2012, ai sensi del decreto-legge 6 giugno 2012 n. 74.
Leggi regionali: esaminate 20, nessuna impugnazione
Su proposta del Ministro per gli affari regionali e le autonomie Roberto Calderoli, il Consiglio dei Ministri ha esaminato 20 leggi regionali deliberando di non impugnarle, includendo provvedimenti di Friuli-Venezia Giulia, Calabria, Abruzzo, Basilicata, Piemonte, Sardegna, Lombardia, Molise e Toscana.
Una seduta “multitematica” tra sicurezza, lavoro e ambiente
Il CdM n. 156 restituisce l’immagine di un’agenda governativa che procede su più livelli: l’adeguamento alle direttive europee (permesso unico e reati ambientali), la costruzione di nuove traiettorie di cooperazione internazionale (Emirati), e una gestione operativa delle emergenze territoriali (stati di emergenza e ricostruzione).
Il filo conduttore, però, è uno: rafforzare strumenti di governo, riducendo tempi e incertezze (permessi e procedure), aumentando la capacità di deterrenza (eco-delitti) e consolidando alleanze strategiche (Difesa), con un occhio alla tenuta amministrativa del Paese (PA, ANPR, liste elettorali).
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